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ALLEGATO 2
Nei progetti elaborati attraverso processi
decisionali inclusivi, si cerca di giungere ad un
risultato condiviso, includendo un ampio numero di
soggetti interessati ad un determinato problema e di
farli partecipare alle scelte.
La Provincia, quale Ente territoriale di area vasta,
preposto al riequilibrio del territorio tra aree
deboli (l'interno e le periferie), aree forti (i
capoluoghi e le aree produttive) e tra i soggetti,
può diventare il punto di riferimento
culturale e programmatico per quanti abitano e
operano al suo interno. La Provincia di Ascoli Piceno ha sentito la necessità di strutturare organicamente la dimensione della partecipazione attraverso il programma "Provincia Aperta per la partecipazione e le azioni condivise", organizzando un percorso strutturato di ascolto delle autonomie locali e di partecipazione democratica, attuando politiche ed azioni per coinvolgere enti locali, associazioni, cittadini nell'ambito dei processi decisionali di governo del territorio. L'Agenda 21 Locale è uno strumento di governance volontario, caratterizzato da numerosi elementi, quali trasversalità, multidisciplinarietà, coinvolgimento di tutti gli attori locali e sensibilizzazione. Sulla base dei risultati della Valutazione intermedia delle A21L elaborata dalla Regione Marche, le caratteristiche del processo di A21L hanno reso difficoltosa la sua attuazione all'interno delle amministrazioni. Di seguito, inoltre, viene presentata un'immagine nella quale sono evidenziati tutti i progetti avviati nelle Marche fino al 2003 (Fig.2.1).
I colori identificano diversi progetti A21L avviati
nei comuni delle varie Province. I retini neri
indicano i comuni compresi in aree Obiettivo2
(interamente, parzialmente o phasing out) Figura 2.1. Progetti avviati nel territorio regionale fino al 2003
In Provincia di Ascoli Piceno, i progetti di A21
Locale avviati (al 2003) hanno sviluppato programmi
per la definizione concertata del Rapporto sullo
Stato dell'Ambiente (RSA), per la strutturazione di
un Piano d'Azione Locale (PAL) condiviso e per la
Contabilità Ambientale.
Il coinvolgimento di gruppi d'interesse locali, comitati, singoli cittadini interessati dal piano o progetto di sviluppo può consentire di sviluppare un processo di pianificazione urbanistica, territoriale ed ambientale integrato ed interattivo che può essere rivisto, integrato, corretto e completato in itinere, ovvero durante il suo processo formativo.
La fase di partecipazione della comunità
locale permette di comprendere il livello di
condivisione degli obiettivi, dei risultati di
analisi, degli studi e degli interventi necessari per
l'attuazione del progetto di sviluppo
integrato. Il modello di partecipazione dovrebbe prevedere azioni ed attività diversificate (informazione, formazione, partecipazione interattiva e/o passiva) ed essere rivolto ad un target ampio di stakeholder (tutti gli attori locali rilevanti per l'implementazione del processo).
La partecipazione della popolazione all'interno del
processo decisionale/progettuale non crea
interruzioni o sospensioni dell'iter perché
l'inserimento delle proposte/osservazioni dei
soggetti interessati, le modifiche/correzioni ed
integrazioni sono discusse ed apportate durante il
processo di pianificazione (in itinere), con un
continuo scambio interattivo tra le parti, evitando
così sprechi di risorse ambientali, economiche
e di tempo.
Il ruolo della partecipazione è di cruciale
importanza per poter determinare quali sono gli
elementi conflittuali nella definizione della scala
delle priorità degli obiettivi, per definire
le problematiche rilevanti del processo decisionale e
dell'analisi/studio delle diverse ipotesi
alternative. L'efficacia e l'efficienza del modello di partecipazione dipendono fortemente dalla sua estensione/portata e dalla sua applicazione fin dalle prime fasi del processo decisionale.
Scelto il modello di partecipazione (ex-ante, in itinere, ex-post), ovvero il momento di avvio del processo partecipativo, si dovranno poi scegliere le tecniche di partecipazione ritenute più appropriate per il caso specifico (per la strutturazione ed implementazione del processo di sviluppo integrato, per la stesura del PRG intercomunale, per nuovi piani e/o progetti esecutivi/attuativi, …). Tra le tecniche di partecipazione, dalle quali scegliere la tipologia idonea al proprio caso, si possono individuare le tecniche di ricerca qualitative, tipiche delle scienze sociali, ma rivalutate in ambito scientifico - tecnico per la loro attitudine a:
La prima fase del processo di Informazione e
Partecipazione consiste nella definizione e analisi
della situazione locale e nell'identificazione degli
attori rilevanti per il processo di sviluppo locale
(mappatura degli stakeholder) e degli interessi in
gioco nel caso specifico. I momenti significativi per l'avvio di un processo partecipato possono essere così organizzati:
Applicando un modello di partecipazione (con tecniche appropriate) si può garantire al processo di pianificazione e di valutazione strategica, nel caso specifico, di piano e programma (quindi ad un livello superiore) un continuo miglioramento e la possibilità d'integrazione delle informazioni a disposizione; l'opportunità di ricalibrare, correggere, modificare e completare le singole azioni in atto e, conseguentemente, tutto il processo decisionale di pianificazione.
Uno degli step fondamentali della procedura partecipata di pianificazione territoriale, intesa come strumento strategico di programmazione ed uso del territorio è costituito dalla fase di gestione del consenso, ovvero della messa in rete/comunicazione degli attori/soggetti ("decisori") interessati dall'intervento per coinvolgerli, durante tutta la fase decisionale, sulle linee di sviluppo futuro della città e/o del territorio nel suo complesso (programmi/progetti di riqualificazione ambientale, urbana e territoriale).
Il primo step per una
pianificazione strategica
partecipata del territorio è la
connessione di rete da realizzarsi a
livello di attori - decisori, ovvero la
consultazione, la partecipazione allargata, al
processo decisionale - progettuale, dei
soggetti/attori con effettivi poteri decisionali e
competenze tecniche (attori politici e tecnici di
analisi, progetto e valutazione) per coinvolgerli
assieme sulla definizione delle linee di sviluppo
futuro della città. Il secondo livello di connessione/partecipazione, necessario per garantire una pianificazione strategica partecipata reale ed effettiva, è il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco che sono influenzati e interessati dal progetto (stakeholders), pubblici e privati, individuali e collettivi. Attraverso un approccio strategico alla pianificazione, si cerca quindi di creare, sviluppare, organizzare e gestire un modello di "network di networks", ovvero una serie di reti di relazioni locali (costituite dai soggetti interessati al/dal progetto) all'interno di una rete di comunicazione principale, rappresentata e gestita dalla rete di attori - decisori (es.: ufficio incaricato dall'amm.ne provinciale; team di tecnici incaricati all'implementazione del processo di sviluppo integrato; enti, istituzioni ed Associazioni Locali, …) che mette in contatto tutti i soggetti. Si ha così un'elevata probabilità di realizzare un alto grado di interazione e di generare una base per azioni condivise. Il progetto di sviluppo integrato del territorio della Val d'Aso, oltre a prevedere obiettivi e linee guida d'azione prioritari, deve introdurre il criterio di pianificazione di "compromesso reciproco", attraverso il quale i soggetti rilevanti interessati/influenzati dalle azioni di progetto e gli attori/decisori realizzano un tavolo di concertazione - comunicazione - informazione multilaterale, in cui si incontrano e relazionano esigenze ed obiettivi reciproci, per arrivare ad un "programma/progetto di sviluppo comune" comune/vicino a tutte le parti in gioco, ovvero influenzate dal progetto d'intervento, che risponda cioè alle esigenze di tutti i soggetti della comunità. I fattori che determinano il successo e l'efficacia delle relazioni di rete tra gli attori sociali durante il processo decisionale di pianificazione strategica sono fondamentalmente:
In questo modo si realizza un processo decisionale -
di pianificazione territoriale fortemente incentrato
sulla cooperazione e collaborazione, quindi sulla
creazione di consenso, tra soggetti
pubblici, privati, individuali e collettivi che hanno
influenza sul progetto o sono interessati allo
stesso, rendendo efficiente ed
efficace il processo di
piano, evitando sprechi di risorse
ambientali, economiche e di tempo. Con un approccio strategico alla programmazione e pianificazione del territorio, il difficile rapporto tra piano/livello politico e la questione di partecipazione effettiva/concreta di TUTTI al processo decisionale, si risolve spontaneamente, poiché si inserisce, da subito, nelle fasi di piano il concetto di coinvolgimento e concertazione, definendo chiaramente i ruoli, le posizioni, i compiti, gli interessi in gioco; si procede poi progressivamente inserendo, con la partecipazione, il concetto più ampio di sviluppo sostenibile locale, urbano e territoriale.
L'inserimento della partecipazione nel processo
decisionale - progettuale diventa un concetto
fondamentale in quanto rappresenta un ottimo, se non
l'unico, strumento per evitare conflitti e contrasti
tra popolazione e Amministrazioni - Attori/Decisori
(Enti, Istituzioni, Associazioni, Comitati, soggetti
individuali e collettivi, pubblici e privati) che
indebolirebbero e rallenterebbero il processo di
programmazione e pianificazione territoriale. |
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