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ALLEGATO 3
ESEMPI DI MARCHI D'AREA: GLI ANALOGHI



 

 

ALLEGATO 3

L'analisi di casi analoghi permette di capire le strategie e gli indirizzi adottati da altre realtà con caratteristiche simili all'area oggetto della proposta, così da capire come in altri contesti hanno strutturato un loro programma di sviluppo e promozione locale allo scopo di creare una serie di feed back positivi per la valorizzazione turistica dell'area.
Infatti, ambiti territoriali, con posizioni più deboli o con valenze territoriali minori, grazie alla strutturazione di un modello di marchio d'area e attraverso sistemi di marketing territoriale, si presentano al pubblico con maggiore dinamicità e con strategie chiare e trasparenti e, in questo modo, avviano un meccanismo capace di stimolare positivamente, sia la domanda sia l'offerta turistica di qualità.

Per la definizione di un marchio d'area, delle strategie e degli indirizzi d'azione è necessario, conoscere ed analizzare il territorio in cui si interviene, attraverso analisi territoriali-ambientali, storico-culturali, e socio-economiche. L'analisi territoriale identifica le peculiarità, le valenze locali (ambientali, naturali, paesaggistiche).
Con l'analisi storico-culturale, si può conoscere l'evoluzione del territorio ed il valore e le potenzialità delle peculiarità locali. L'analisi socio-economica permette di capire le tendenze in atto nei vari settori.

La comparazione dell'ambito territoriale analizzato con altre realtà simili permette, infine, di ottimizzare le informazioni e di indirizzare l'organizzazione del modello di marchio d'area.

Va ricordato, inoltre, che il marchio d'area non è un semplice simbolo rappresentativo e promozionale dell'area, ma è il risultato di un processo globale di riqualificazione complessiva dell'area di progetto.
Non possono essere avviate azioni di comunicazione ed informazione, senza aver avviato prima una serie di processi di tutela delle valenze locali e di valorizzazione e riqualificazione integrata del territorio e delle sue peculiarità. Il rischio di un marchio privo di contenuti reali e forti è quello di creare aspettative eccessive che possono avere un effetto contrario e negativo.
Un progetto di marchio territoriale d'area non deve essere la scusa per mascherare prodotti di qualità bassa, territori privi di identità con servizi e strutture insufficienti.
Se l'offerta locale presente non è ritenuta strutturata, organica e valida per supportare i processi di sviluppo di un marchio d'area, deve essere previsto un processo di adeguamento dei contenuti dell'offerta anche utilizzando l'idea di marchio come volano per l'avvio di questo meccanismo di rinnovamento basato su principi di qualità e sostenibilità.
Le analisi e la valutazione per la pianificazione e la progettazione di un marchio d'area devono essere complessive; in questo modo può essere avviato un processo di sviluppo integrato ed equilibrato di tutti i settori di attività.

Va ricordato, inoltre, che il marchio d'area non è un semplice simbolo rappresentativo e promozionale dell'area, ma è il risultato di un processo globale di riqualificazione complessiva dell'area di progetto.
Non possono essere avviate azioni di comunicazione ed informazione, senza aver avviato prima una serie di processi di tutela delle valenze locali e di valorizzazione e riqualificazione integrata del territorio e delle sue peculiarità.
Il rischio di un marchio privo di contenuti reali e forti è quello di creare aspettative eccessive che possono avere un effetto contrario e negativo.
Un progetto di marchio territoriale d'area non deve essere la scusa per mascherare prodotti di qualità bassa, territori privi di identità con servizi e strutture insufficienti.
Se l'offerta locale presente non è ritenuta strutturata, organica e valida per supportare i processi di sviluppo di un marchio d'area, deve essere previsto un processo di adeguamento dei contenuti dell'offerta anche utilizzando l'idea di marchio come volano per l'avvio di questo meccanismo di rinnovamento basato su principi di qualità e sostenibilità.
Le analisi e la valutazione per la pianificazione e la progettazione di un marchio d'area devono essere complessive; in questo modo può essere avviato un processo di sviluppo integrato ed equilibrato di tutti i settori di attività.



3.1     Marchio d'area montagne pistoiesi10

Il marchio d'area delle Montagne pistoiesi ha come obiettivi prioritari:

  • la creazione di un marchio utilizzato per la promozione turistica;
  • la creazione di un marchio utilizzato per la promozione dei prodotti locali.

La promozione di un ambito territoriale ampio, individuato come area turistica (nello specifico le montagne pistoiesi) è molto più complessa del progetto di promozione di una serie di prodotti tipici selezionati (con ambito e stakeholder limitati e facilmente individuabili).
L'approccio per un marchio d'area deve esser di tipo strategico e includere nel ragionamento anche molteplici variabili: ambito di progetto esteso; pubblico vasto con caratteristiche eterogenee e non conosciute; aspettative incerte della domanda; target mirato della domanda.

La valutazione oggettiva e la definizione di parametri di giudizio condivisi per scegliere chi e cosa avrà diritto a utilizzare il marchio è un momento fondamentale della strategia di utilizzazione del marchio d'area.

In seguito alle analisi per la strutturazione del marchio d'area delle montagne pistoiesi sono emersi alcuni elementi caratterizzanti che consentono di inquadrare l'ambito territoriale e di definire il marchio ad hoc per l'area montana del pistoiese; i caratteri distintivi della montagna pistoiese sono i seguenti:

  • un ambiente ancora relativamente integro, con vaste aree tutelate e con caratteristiche di media montagna che la distinguono da altre proposte del Centro Italia;
  • la forte presenza della Storia, intesa anche come testimonianza monumentale di tipo tradizionale, ma soprattutto come conservazione della memoria storica di modelli di vita e di produzione del passato;
  • la possibilità di praticare numerose attività sportive;
  • la collocazione geografica.

Da questi elementi si trae, poi, spunto sulle possibili strategie da adottare come, ad esempio, la possibilità di puntare su binomi quali natura-cultura e natura-sport.

Sviluppando gli aspetti naturali e culturali, si fa riferimento ad un pubblico non giovanissimo, di buon livello culturale, aperto positivamente ad altre proposte, oltre al soggiorno di medio-alta qualità, quali ad esempio corsi informativi, seminari o altre iniziative stimolanti dal punto di vista intellettuale.

Promuovendo, invece, gli aspetti naturali, ricreativi e del benessere psico-fisico, il pubblico è più giovane ed attivo.
È quindi necessario prevedere manifestazioni agonistiche, strutture sportive, occasioni di aggregazione adatte a questa tipologia di pubblico
.

La presenza nell'area dell'Ecomuseo e delle tradizioni artigiane può, infatti, consentire una valorizzazione di alcuni prodotti, e anche l'opportunità di corsi informativi su di essi e sulle antiche tecniche di produzione.

L'immagine da costruire per l'area montana pistoiese potrebbe essere quella di un ambiente che "disintossica", sia psicologicamente che fisicamente, dallo stress della città (traffico, inquinamento, rumore, tempi serrati, ecc….), rimanendo in ogni modo facilmente raggiungibile dalle principali città, o consentendo al contrario di raggiungere in tempi relativamente brevi le città d'arte (Firenze, Lucca, Pisa, ecc…).

La scelta del target e dell'immagine/prodotto da offrire è strettamente correlata anche al tipo di iniziative di animazione da sponsorizzare e promuovere, al tipo di iniziative di sostegno alle imprese turistiche, etc.

Un'altra questione rilevante per la definizione del marchio d'area è la modalità di utilizzo del marchio. Il marchio deve essere indirizzato ad un target specifico di clienti e la possibilità di utilizzo del marchio da parte di attività turistiche, private e pubbliche, deve essere concessa solo in presenza di determinati requisiti di qualità e tipicità locale ed in base a precisi capitolati definiti in collaborazione con le associazioni di categoria.

Per il marchio della montagna pistoiese, l'efficacia ed il successo sono condizionati dalla gestione complessiva e coordinata dell'offerta turistica della montagna.
Le iniziative devono essere coerenti e finalizzate al conseguimento degli obiettivi del marchio e devono favorire gli operatori locali che adottano gli standard di qualità del marchio nello svolgimento delle loro attività e che partecipano ad iniziative collettive programmate con il marchio.
Aderire ed attuare il progetto di marchio d'area (con i relativi indirizzi d'azione), da parte di istituzioni pubbliche locali ed operatori privati, rappresenta l'impegno collettivo all'uso coerente e convergente degli strumenti di programmazione e pianificazione per incentivare la riqualificazione complessiva del territorio e l'adeguamento dei servizi agli standard di qualità elevati richiesti dal marchio territoriale.


Soluzioni di marchio per la Montagna Pistoiese

Sulla base delle analisi effettuate, per la Montagna Pistoiese hanno individuato alcune possibili linee d'indirizzo per definire il "filo conduttore" del marchio d'area:

A.  La Montagna Pistoiese come valore "storico-culturale" per una vacanza che unisce all'ambiente naturale e ai ritmi di vita riposanti la possibilità di godere di stimoli culturali, in particolare sul piano della storia.
Il marchio deve esprimere, attraverso indirizzi e azioni di sviluppo globali, uno stile ed un ritmo di vita ancora legato alle tradizioni storico-culturali del passato, alle peculiarità e ad un paesaggio non modificato drasticamente dall'evoluzione moderna del turismo di massa.
Storia, cultura, natura rappresentano i principi base per avviare attività ed iniziative all'interno del marchio d'area.

B.  La Montagna Pistoiese come "polmone verde" di disintossicazione e recupero fisico delle aree industriali del Centro Italia. In questo caso, il marchio non è strettamente legato ad immagini classiche e modelli standard, ma dovrà esprimere e concretizzare valori soprattutto di benessere, equilibrio, natura, intrinseci dell'ambiente rappresentato dal marchio.

C.  La Montagna Pistoiese per la pratica sportiva: il richiamo sportivo rappresenta forse uno degli archetipi più delicati sui quali stanno lavorando da sempre tutti i settori commerciali (moda, cosmetici, industrie alimentari e in genere tutto il largo consumo).
Nel caso delle Montagne Pistoiesi, si parla di applicare l'USP (Unique Selling Proposition), approccio che tende a privilegiare un unico valore simbolico, preferibilmente legato al mito.
Anche utilizzando questo "soggetto" per l'istituzione del marchio, è fondamentale evidenziare e presentare le numerose risorse e valenze naturali, ambientali e culturali che definiscono l'equilibrio tra uomo e natura che caratterizza questo territorio.

D. L'aspetto polivalente delle montagne Pistoiesi: con questo filo conduttore, viene ricercata l'impostazione di un elemento rappresentativo in grado di superare l'invecchiamento o le evoluzioni del gusto della gente, per cogliere l'intima essenza dell'area nel suo complesso.
Una ricerca indirizzata all'invenzione di un carattere in grado di esprimere quei valori di affidabilità, serietà, voglia di lavorare, inventiva, dinamismo, iniziativa e, non ultima, ironia, che costituiscono il nucleo centrale della "personalità" dell'area.
Anche in questo caso per l'istituzione del marchio, è fondamentale evidenziare le numerose risorse e valenze naturali, ambientali e culturali e l'equilibrio tra uomo e natura che caratterizza questo territorio.

Considerazioni finali: Indirizzi per il marchio d'area

Dall'analisi e dal raffronto del caso di studio con realtà turistiche già consolidate (es.: Valle d'Aosta, Trentino) che hanno definito strategie per la creazione di un marchio d'area riconoscibile, emergono alcuni indirizzi, attuabili nel medio-lungo termine.
Questi indirizzi consentono la riqualificazione complessiva del territorio oggetto del marchio, la personalizzazione dell'ambito d'intervento e la promozione di un "prodotto" realmente tipico. Di seguito vengono citati brevemente:

  • la predisposizione di regolamenti architettonici, commerciali e urbanistici in grado di mantenere le caratteristiche storiche e/o tipiche degli insediamenti urbani;
  • il recupero dei valori del patrimonio naturale, rurale, culturale strutturale e potenziale delle aree stesse.
    Intendendo per strutturale la parte relativa ai sentieri, ai boschi, alle testimonianze del passato e per potenziale l'individuazione di valori latenti quale il recupero di particolari percorsi di una volta, di circuiti correlati tra loro da un unico motivo conduttore (sorgenti, laghi, alpeggi, tabernacoli);
  • l'organizzazione di una struttura di servizi e informazioni estremamente efficiente; per cui anche nel più piccolo ufficio turistico (APT e non) l'accoglienza deve essere cordiale, efficiente, esaustiva nel proporre la totalità dei servizi disponibili;
  • la definizione di "pacchetti" turistici completi in cui tutte le forze produttive, sociali e appartenenti alla sfera dei valori, si integrano tra loro quasi in un regime di non concorrenza, ma come "gioco di squadra" in cui ogni attore della competizione è in qualche modo "costretto" ad una crescita imprenditoriale, culturale e, perché no, anche umana;
  • la definizione di un target di destinatari il più possibile mirato e definito sulla base di precise categorie;
  • L'individuazione di un soggetto unico di gestione del marchio, un ente pubblico o un consorzio di soggetti privati e/o pubblici, che gestisca l'uso e le spese del marchio;
  • La valutazione e la definizione di parametri di giudizio condivisi per poter selezionare chi e cosa può utilizzare il marchio;
  • Articolare e destagionalizzare l'offerta turistica.
  • Potenziare e valorizzare la filiera agroalimentare, a partire dai suoi punti di eccellenza.

Gli indirizzi per la strutturazione del marchio d'area della Montagna Pistoiese possono essere riferimenti utili anche per l'implementazione del marchio d'area della Val d'Aso.

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3.2     Patto Territoriale per l'occupazione e lo sviluppo integrato del Comprensorio Chetino-Ortonese11

Sulla base del protocollo d'intesa definitivo, gli attori locali dell'area Chetino-Ortonese hanno definito gli obiettivi strategici complessivi.
Essi ritengono che lo sviluppo dell'area si può realizzare tramite la valorizzazione delle specificità locali (risorse fisse) e il miglioramento dell'efficienza e della competitività territoriale (contesto).
E' indispensabile una nuova cultura della programmazione che richiede il passaggio dalla dipendenza al protagonismo responsabile attraverso l'accordo territoriale (Patto) che si realizza tra i soggetti pubblici e privati per l'individuazione e l'attuazione di un programma di interventi di diversa natura tra loro integrati.
Il patto rappresenta un modello di sviluppo che ha, quindi, una definizione territoriale ma non temporale.

Obiettivo prioritario è rappresentato dalla necessità che il TERRITORIO assuma un ruolo strategico in sede di programmazione e consenta di fare SISTEMA permettendo di attivare concrete e positive forme di integrazione settoriale e intersettoriale in una logica distrettuale.

Il contesto che si viene a creare attiva, quindi, maggiori sinergie positive tra gli operatori, pubblici e privati, determinando:

  • Migliore competitività del sistema produttivo;
  • Maggiore solvibilità del sistema con conseguente riduzione della rischiosità del credito;
  • Miglioramento dei servizi con attenzione alla mobilità delle merci e delle persone;
  • Incremento dell'efficienza della Pubblica Amministrazione;
  • Sviluppo culturale globale dell'area.

Obiettivi e risultati del progetto di marchio territoriale d'area sono, inoltre:

  • Rilanciare l'occupazione, avendo particolare riguardo all'area di crisi della Val Pescara;
  • Potenziare e qualificare il tessuto delle piccole e medie imprese e dell'artigianato, con particolare riferimento al Distretto industriale della Majella e alle sue connotazioni settoriali;
  • Coordinare e valorizzare l'offerta dei servizi alle imprese, con particolare riferimento alla presenza del polo universitario e di società di servizi pubbliche e private
  • Completare, mantenere e implementare le infrastrutture dell'area, valorizzando e potenziando gli investimenti già realizzati, rendendo così possibili nuove localizzazioni produttive in un contesto competitivo;
  • Adeguare alle nuove esigenze di integrazione territoriale il complessivo sistema di viabilità e di mobilità del comprensorio;
  • Preservare la qualità della risorsa ambiente, a partire dal Parco nazionale della Majella e dal mare Adriatico, e valorizzarne correttamente potenzialità di utilizzo;
  • Valorizzare le potenzialità insite nella risorsa natura (mare, collina, montagna), in particolare strutturando un ciclo integrato di offerta turistica che valorizzi a pieno i brevi tempi di percorrenza tra le diverse aree;
  • Valorizzare le risorse archeologiche, artistiche, storiche e culturali presenti nell'area, a partire dai punti di eccellenza, ma avendo particolare riguardo alla trama diffusa di emergenze "minori" che caratterizzano l'intero territorio;
  • Articolare l'offerta turistica (estiva, invernale, culturale, congressuale), superando le attuali forti connotazioni stagionali;
  • Qualificare e potenziare il bacino sciistico della Majella accrescendo l'offerta di servizi e superando progressivamente la forte connotazione di pendolarismo;
  • Potenziare e valorizzare la filiera agroalimentare, a partire dai suoi punti di eccellenza, accrescendone ulteriormente le capacità imprenditoriali e manageriali e la complessiva competitività nel mercato;
  • Migliorare la qualità della vita diffondendo e strutturando l'offerta di servizi alle persone e alle comunità locali, integrando l'azione dei gruppi di volontariato e dell'impresa no profit;
  • Stimolare forme di collaborazione e di integrazione tra gli Enti locali nell'organizzazione dei servizi alle persone e alle comunità locali;
  • Valorizzare a pieno il ruolo del sistema formativo nel suo complesso, con riferimento al sistema di istruzione superiore e, soprattutto, al sistema universitario, per il contributo che può dare alla ricerca ed alla formazione d'alto livello, sia nelle attività storico-culturali sia scientifiche ed economiche.


Idee forza del marchio d'area

Gli aspetti da sviluppare attraverso il marchio d'area sono:

1.    Strutturazione del tessuto delle piccole e medie imprese (diffuse nel comprensorio della Val Pescara, Ortona, Guardiagrele, Val di Foro, Valle Alento, ecc.) e dell'artigianato presente nell'area, operata attraverso il consolidamento e la qualificazione del tessuto imprenditoriale del Distretto della Majella.
Operazioni che verranno attuate:

  1. accrescendo le capacità manageriali delle aziende;
  2. strutturandone l'organizzazione interna;
  3. completando le filiere con i segmenti produttivi mancanti;
  4. innovando i prodotti e i processi;
  5. razionalizzando i rapporti di subfornitura;
  6. aprendo nuovi mercati di sbocco;
  7. migliorando le funzioni terziarie interne alle imprese e ampliando l'offerta "esterna" di servizi.

2.    Valorizzazione delle risorse ambientali, culturali ed archeologiche. L'area del marchio (Comprensorio Chetino-Ortonese) é caratterizzata da emergenze naturalistiche e storico-culturali "minori", che rappresentano un'offerta turistica locale peculiare, diversa da quelle classiche di realtà più famose, con valenze più eclatanti.
Gli elementi caratteristici sono:

  • la costa adriatica e la ricettività di Francavilla e Ortona;
  • il Parco nazionale della Majella;
  • il bacino sciistico della Majelletta;
  • le testimonianze archeologiche della città di Chieti;
  • i centri storici dell'area;
  • il paesaggio dell'intera area collinare e pedemontana.

Questi elementi, compresi nel territorio del marchio, sono sempre stati considerati singolarmente e valorizzati senza considerare le relazioni con le componenti territoriali circostanti.
L'offerta di servizi e prodotti del sistema locale, infatti, non è mai stata analizzata e gestita in modo unitario ed integrato.
In questo modo, è evidente che le politiche di sviluppo locale sono sempre state parziali e deboli; riducendo la forza attrattiva e l'interesse per questi luoghi da parte di turisti e fruitori di questi ambienti.

Per il marchio d'area individuato ed esaminato nell'ambito dell'analisi di casi analoghi, risulta strategico anche potenziare ulteriormente alcune filiere agroalimentari, ad esempio:

  • il "distretto del vino" (fra i primi in Italia per quantità e qualità di alcune produzioni);
  • la filiera dell'olio (recentemente l'olio prodotto in questi luoghi ha acquisito la denominazione di origine protetta);
  • il settore ortofrutticolo (settore già significativamente presente in mercati nazionali ed esteri).
  • il settore floricolo e lattiero-caseario che possiedono grandi potenzialità di sviluppo.

Come per questo caso analogo, anche per l'area della Val d'Aso, il successo del marchio d'area e lo sviluppo del territorio, sulla base di "idee forza" sostenibili ed integrate, sono possibili mediante l'investimento di risorse finanziarie indirizzate al sostegno e allo sviluppo di filiere di prodotti tipici, nell'ambito di progetti integrati di sviluppo locale.


La programmazione di riferimento per l'implementazione del Patto Territoriale

L'obiettivo del progetto di marchio d'area è l'ottimizzazione delle risorse disponibili e delle possibilità di agevolazioni al sistema produttivo ed è in coerenza con le strategie individuate dagli atti di programmazione della Regione Abruzzo con la proposta di DOCUP.
Gli assi prioritari d'intervento sono:

  1. Competitività del sistema;
  2. Competitività del sistema imprese;
  3. Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali.

Il progetto di marchio territoriale d'area del Comprensorio Chetino-Ortonese è definito e strutturato sulla base del documento di programmazione regionale (DOCUP).
Gli obiettivi globali (e le linee strategiche corrispondenti) del DOCUP individuati vengono suddivisi in obiettivi specifici.

Di seguito viene presentato un estratto del DOCUP Regione Abruzzo e degli obiettivi significativi:

OBIETTIVO GLOBALE N° 1 - Rafforzare il contesto strutturale, economico e sociale delle aree dell'Obiettivo 2, promuovendo in particolare l'integrazione economica e funzionale di queste aree con i territori caratterizzati da maggiore dinamica di sviluppo.

Obiettivi specifici prioritari:

  • Realizzare una rete di trasporto integrata ed interconnessa a livello locale basata sul potenziamento, sull'ammodernamento e sull'integrazione delle singole configurazioni infrastrutturali modali, sia a rete che puntuali, nel rispetto degli obiettivi di tutela ambientale e di minimizzazione dell'impatto sulle aree naturali e sul paesaggio;
  • Sostenere e diffondere l'uso delle reti telematiche da parte del sistema produttivo, in particolare da parte delle PMI industriali (per accrescere l'accesso ai mercati esteri) e di piccola distribuzione, artigianato e cooperazione;
  • Promuovere la costruzione di reti di città piccole e medie, quale infrastruttura di supporto all'affermazione dei processi di sviluppo e al territorio diffuso;
  • Formare la popolazione attiva in relazione a specifiche esigenze della domanda di mercato o in connessione con la domanda che scaturisce dagli interventi nel territorio, promuovere la diffusione di competenze funzionali allo sviluppo, anche nelle Pubbliche Amministrazioni, nelle organizzazioni che rappresentano le parti sociali, nel settore finanziario;
  • Soddisfare i bisogni sociali di base (tempo libero, aggregazione socioculturale, aggregazione sociale, cura della persona, sostegno alle famiglie) attraverso la crescita del sistema di infrastrutture e l'offerta di servizi imprenditoriali e sociali per le persone e la comunità, e lo sviluppo dell'economia sociale.

OBIETTIVO GLOBALE N° 2 - Ampliare ed innovare la base produttiva, attraverso la diversificazione settoriale, l'integrazione fra settori e l'integrazione di imprese.

Obiettivi specifici prioritari:

  • Favorire lo sviluppo, l'aumento di competitività - anche non di prezzo - e di produttività, di iniziative imprenditoriali nei settori già presenti che hanno dimostrato buone capacità di sviluppo (anche agendo sul completamento e irrobustimento di filiere e distretti) e sulle attività produttive connesse con l'uso di risorse naturali e culturali locali, favorendo la promozione delle migliori tecnologie disponibili dal punto di vista ambientale, degli schemi EMAS e Ecolabel, di innovazioni di processo/prodotto, prevenendo la formazione, riducendo le quantità e la pericolosità dei rifiuti generati dal ciclo produttivo nonché la possibilità di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei prodotti;
  • Favorire la nascita e/o la localizzazione di nuove attività e nuove imprese, specie in iniziative che assicurino buone prospettive di crescita e di integrazione con il territorio, a basso impatto ambientale, anche nel Terzo settore e nell'economia sociale, in collegamento con le azioni sul sociale, e con attenzione allo sviluppo dell'imprenditorialità e dell'occupazione femminile;
  • Favorire la creazione e il rafforzamento dei servizi alle imprese ed in particolare la loro connessione all'interno delle logiche di filiera, anche sostenendo forme di associazionismo tra imprese per rilanciare la produzione e commercializzazione di prodotti locali, attraverso piattaforme logistiche e informatiche, anche al fine di ridurre il potenziale inquinante, il quantitativo di rifiuti da smaltire, l'uso delle risorse naturali. Attivare e sostenere iniziative di animazione permanente delle imprese e dei territori;
  • Migliorare la competitività dei sistemi agricoli ed agroindustriali in un contesto di filiera, attraverso l'introduzione di innovazioni, il rafforzamento delle funzioni commerciali, la gestione integrata in tema di qualità, sicurezza ed ambiente, anche al fine di ridurre il quantitativo di rifiuti da smaltire, l'uso delle risorse naturali e il potenziale inquinante;
  • Accrescere la propensione all'innovazione delle imprese meridionali dal punto di vista del prodotto, del processo e dell'organizzazione ;

OBIETTIVO GLOBALE N° 3 - Valorizzare le vocazioni del territorio attraverso interventi integrati, in primo luogo di natura ambientale

Obiettivi specifici prioritari:

  • Migliorare la qualità del patrimonio naturalistico e culturale, riducendone il degrado/abbandono ed accrescendone l'integrazione con le comunità locali in un'ottica di manutenzione, tutela, sviluppo compatibile, migliore fruizione e sviluppo di attività connesse;
  • Promuovere la capacità della Pubblica amministrazione di intervenire per la conservazione e lo sviluppo; promuovere la rete ecologica come infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile e come sistema di offerta di beni, risorse e valori;
  • Consolidare, estendere e qualificare il patrimonio archeologico, architettonico, storico-archivistico e artistico, paesaggistico, archivistico e bibliografico delle aree depresse, nonché quello relativo alle attività di spettacolo e di animazione culturale, quale strumento di sviluppo qualificato ed equilibrato;
  • Sviluppare l'imprenditorialità legata alla valorizzazione del patrimonio e sostenere la crescita delle organizzazioni, anche del terzo settore e di economia sociale, nel settore culturale;
  • Promuovere la ricerca e l'innovazione per la valorizzazione di risorse naturali e storico-artistiche del territorio;
  • Favorire la crescita di nuove realtà produttive locali intorno alla valorizzazione innovativa di risorse e prodotti turistici tradizionali ed al recupero di identità e culture locali;
  • Sostenere lo sviluppo dei territori rurali, valorizzandone le risorse ambientali e storico-artistiche;
  • […].

Questi obiettivi possono essere integrati nel ragionamento per l'istituzione del marchio d'area per la Val d'Aso con le indicazioni del DOCUP Regione Marche, già presentato ed analizzato nel capitolo degli strumenti di pianificazione, e possono fungere da spunto anche per la strutturazione di un "disciplinare d'area" concreto ed operativo, basato su iniziative ed azioni già consolidate e provate.


Il Patto Territoriale: modello di sviluppo ed integrazione

Dall'analisi dei documenti di presentazione del Patto Territoriale, si può individuare e schematizzare il metodo e l'approccio che sono stati utilizzati per la strutturazione del patto e dei presupposti del marchio d'area.
Il metodo con cui è stato elaborato il Patto, si basa su alcuni passaggi fondamentali:

  • la concertazione assidua di tutti gli attori del territorio;
  • l'esame dei problemi da più punti di vista;
  • il riscontro e la verifica delle esigenze;
  • la condivisione degli obiettivi e strategie;

L'implementazione di tutti i passaggi determina un forte collegamento ed effetto sinergico positivo tra le diverse linee di intervento, ovvero per l'attuazione dei diversi obiettivi globali strategici e degli obiettivi specifici prioritari.

Infatti, l'integrazione settoriale tra livelli differenti permette di realizzare, quindi soddisfare, le esigenze delle attività di rilevanza locale come anche di quelle di rilevanza territoriale.
Ad esempio, possono essere accontentate le grandi realtà collettive alla ricerca di sistemi di produzione di qualità e di nuovi prodotti, ma anche le piccole imprese artigianali nel settore agro-alimentare che cercano nuovi stimoli e sinergie per le produzioni tipiche.
Nel settore del turismo, si possono creare sinergie positive e proficue tra la costa (polo principale dell'offerta ricettiva) e la trama diffusa di centri minori, caratterizzati da emergenze ambientali e storico-culturali che esprimono e rappresentano l'identità locale del territorio interno.

Inoltre, l'integrazione fra operatori e settori diversi con azioni che collegano obiettivi diversi (cultura e artigianato, turismo e recupero del paesaggio, promozione turistica e prodotti agroalimentari tipici, sviluppo del sistema produttivo e rispetto dell'ambiente, ecc.), basati sui principi della sostenibilità, consente di richiamare soggetti diversificati, pubblici e privati, disposti a promuovere iniziative di sviluppo territoriale integrato.

La formazione e informazione delle risorse umane locali e l'adeguamento infrastrutturale rappresentano un ulteriore strumento per l'integrazione intersettoriale e lo sviluppo integrato e consapevole dell'area.


Considerazioni finali: l'innovazione del marchio d'area

Nel caso dello sviluppo integrato dell'area Chetino-Ortonese, l'innovazione del progetto di marchio d'area, attuato attraverso il Patto Territoriale, é riscontrabile ai diversi livelli quali:

  1. Composizione del parternariato che coinvolge oltre agli operatori privati dei diversi settori anche Istituti finanziari, le organizzazioni professionali e gli Enti pubblici comunali e sovracomunali.
  2. L'approccio ai problemi dello sviluppo locale basato prevalentemente sull'integrazione e pluriattivitá intersettoriale, il miglioramento dell'efficienza e la valorizzazione delle diversità, l'integrazione territoriale.
  3. Forte sensibilizzazione del territorio attraverso azioni specifiche di comunicazione anche con l'esterno allo scopo di reperire e trasmettere informazioni (workshop, sito internet, newsletter ecc.).
  4. Attivazione di tavoli di concertazione che coinvolgono tutti i rappresentanti degli operatori locali per la definizione e l'attuazione delle linee strategiche.

Anche questo caso studio presenta elementi utili e di spunto per la definizione delle linee d'indirizzo del marchio d'area della Val d'Aso, proponendo azioni, metodi ed approcci da applicare per lo sviluppo integrato locale.

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3.3     GAL Area Dauno-Ofantino (Manfredonia & Co.)12

Descrizione dettagliata delle misure, azioni e interventi previsti

L'obiettivo di questo progetto di strutturare ed organizzare un marchio d'area è di creare un sistema di sviluppo rurale, ecologicamente compatibile. Il progetto di sviluppo locale rurale si è spontaneamente integrato con la Rete Ecologica Daunofantina.
L'area oggetto del piano di sviluppo locale (PSL) è stata definita selezionando una determinata parte del territorio caratterizzato da risorse ambientali peculiari e definite attraverso l'analisi dei PRG, dei PUTT, delle aree SIC e ZPS. Con il supporto delle analisi per le reti ecologiche hanno poi definito diversi livelli di naturalità.
Questi differenti livelli di naturalità determinano possibilità d'intervento diversificate, quindi la creazione di scenari di sviluppo nuovi per l'area Daunofantino.

Da questo caso di studio, si possono ricavare informazioni e spunti utili sull'approccio utilizzato per strutturare ed implementare il marchio d'area attraverso varie fasi di lavoro.

Il piano di sviluppo del marchio prevede la costruzione delle singole misure, e dei differenti interventi, secondo uno schema logico basato su alcuni criteri di base:

  • Interventi di start-up: definiti essenzialmente negli interventi utili al funzionamento del GAL (misura 1).
  • Interventi propulsivi: per creare i presupposti affinché le aziende adottino strumenti di naturalità, che il GAL Daunofantino individua in: fasce tampone boscate, impianti di fitodepurazione, sentieri e tratturi da riattare e da destinare all'utilizzo del pubblico (misura 4). Questi interventi servono all'area del GAL, vista nella sua totalità piuttosto che alla singola azienda.
  • Interventi propedeutici: sono interventi rivolti allo studio ed all'applicazione dell'economicità dell'area tramite le indicazioni della Rete Ecologica a scala locale.
  • Ad esempio, con la Misura 2, l'impresa attua interventi per migliorare la sua naturalità (in base alle indicazioni del Piano di Sviluppo Locale) e quindi avvia interventi, sostenuti dal piano di sviluppo e dal marchio, per migliorare il livello qualitativo delle produzioni tipiche.
    La misura 3 consentirà alle imprese dell'area Daunofantina di dotarsi di un marchio distintivo, per valorizzare la produzione ed incentivare la commercializzazione della tipicità dell'area.
  • Interventi di consolidamento:
    • La divulgazione delle "vie della Comunicazione";
    • L'accomunamento delle produzioni e dei servizi attraverso il marchio d'area, per l'avvio di azioni collettive di commercializzazione.
  • Questi interventi sono previsti nelle misure 4.8, 3.4, 3.5 ed hanno come obiettivo la proiezione dell'area su ampia scala.


Le "vie della Comunicazione"

Il GAL Daunofantino promuove una strategia integrata di interventi per la valorizzazione delle ricchezze naturalistiche e storiche dell'area, che si intrecciano in maniera sinergica con interventi per lo sviluppo economico dell'area.
La "Via della Comunicazione" è lo strumento per fornire un'analisi del territorio dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, archeologico, architettonico e produttivo. Attraverso tale strumento verranno tracciate delle direttrici che, per una loro coerenza con il territorio, formeranno tre itinerari tematici che comprendono il territorio dei quatto comuni interessati, permettendo il loro completo attraversamento.
Gli itinerari vengono distinti in:

  • La via dell'acqua; gli elementi centrali di questi itinerari sono l'ambiente e la cultura dei luoghi;
  • I Regi tratturi sono itinerari già presenti sul territorio, rappresentano il collegamento e le porte di interscambio tra i vari percorsi.
  • La via dei sapori, itinerario legato ai prodotti tradizionali e finalizzato alla loro valorizzazione.

Le Vie di Comunicazione della Rete Ecologica Daunofantina ha come obiettivo principale la riqualifica e la promozione del territorio attraverso la creazione di una mappa tematica di itinerari ecoturistici, che favoriscono lo scambio sinergico tra le diverse aree collegate, della cultura, dell'archeologia, della tradizione, della conoscenza ambientale e della divulgazione delle produzioni enogastronomiche.


MARCHIO D'AREA

Il marchio d'area DaunOfantino ha come elemento chiave l'agricoltura. I prodotti agricoli e le specialità enogastronomiche rappresentano un risorsa indispensabile per rivitalizzare l'economia agricola dell'area Daunofantina. Le difficoltà attuali che si riscontrano per lo sviluppo integrato e la valorizzazione complessiva dell'area sono:

  • i meccanismi di commercializzazione;
  • la garanzia qualitativa dei prodotti;
  • la garanzia di trasmissione delle tradizioni culinarie.

Gli strumenti che il GAL DaunOfantino utilizza per sostenere e rivitalizzare il settore agricolo (settore strategico per lo sviluppo rurale dell'area) sono:

    l'adozione di un "Disciplinare di Produzione"; la definizione del "Marchio di Qualità".

Questi interventi hanno il compito di attestare che i prodotti tipici del DaunOfantino sono stati ottenuti utilizzando tecniche di coltivazione, di trasformazione e di confezionamento tese a ridurre l'impatto ambientale e a limitare l'uso di sostanze nocive per la salute dei consumatori.

Al fine di promuovere e valorizzare l'offerta dei prodotti tipici della zona, sono individuati itinerari gastronomici che coinvolgono le aziende agricole e agrituristiche valorizzando le risorse umane e professionali, facendo conoscere l'intera gamma di prodotti tipici e di pietanze locali e contribuendo a caratterizzare l'immagine tipica dell'area.

Le misure e gli interventi che il GAL si prefigge di attuare con l'istituzione del marchio d'area sono tutti volti allo sviluppo ambientale e rurale del sistema territoriale locale.
L'elenco delle misure e degli interventi più significativi, previsti dal PSL per lo sviluppo locale, sono:

MISURA 2  SOSTEGNO AL SISTEMA PRODUTTIVO

  • INTERVENTO SUB 2.1 Valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali;
  • INTERVENTO SUB 2.2 Sostegno alle imprese di allevamento tipico e di allevamento minore;
  • INTERVENTO SUB 2.3 Sostegno all'artigianato tipico;
  • INTERVENTO SUB 2.4 Prototipi di scuole bottega;
  • INTERVENTO SUB 2.5 Recupero di immobili destinabili al turismo.

MISURA 3  SERVIZI AL SISTEMA PRODUTTIVO

  • INTERVENTO SUB 3.1 Marchio d'area Daunofantino;
  • INTERVENTO SUB 3.2 Studio di marketing territoriale dell'Area GAL;
  • INTERVENTO SUB 3.3 Realizzazione di strutture di visibilità commerciale;
  • INTERVENTO SUB 3.4 Commercializzazione diretta dei prodotti e servizi Marchio d'Area Daunofantina;
  • INTERVENTO SUB 3.5 Mercato telematico dei prodotti e servizi Marchio GAL;
  • INTERVENTO SUB 3.6 Iniziative di marketing territoriale.

MISURA 4  VALORIZZARE E CONSERVARE LE RISORSE NATURALI CULTURALI ED ARCHEOLOGICHE

  • INTERVENTO SUB 4.1 Studio e pianificazione delle Vie della Comunicazione della Rete Ecologica Daunofantina;
  • INTERVENTO SUB 4.2 Naturalizzazione del paesaggio rurale e mantenimento di paesaggi naturali;
  • INTERVENTO SUB 4.3 Ripristino di sentieri, tratturi, piccole vie di comunicazione finalizzato al recupero del paesaggio agrario;
  • INTERVENTO SUB 4.4 Allestimento degli itinerari: punti sosta e aree attrezzate;
  • INTERVENTO SUB 4.5 "Ristrutturazione e fruizione di immobili e siti";
  • INTERVENTO SUB 4.6 Valorizzazione del patrimonio culturale, naturale e delle identità locali;
  • INTERVENTO SUB 4.7 Ripristino e valorizzazione di Siti Naturali ed incentivazione delle specie autoctone;
  • INTERVENTO SUB 4.8 Informazione e promozione della Via della Comunicazione della Rete Daunofantina.

MISURA 6  FORMAZIONE PER LO SVILUPPO

  • INTERVENTO SUB 6.1 Formazione per operatori dei settori agricolo e di filiera;
  • INTERVENTO SUB 6.2 Formazione per operatori dell'ospitalità rurale;
  • INTERVENTO SUB 6.3 Formazione per le PMI e settore artigiano tipico;
  • INTERVENTO SUB 6.4 Formazione animatori del GAL.


Considerazioni finali: sviluppo locale e valorizzazione tipicità

Il GAL Daunofantino individua come tema principale del PSL, e base di partenza anche per il marchio d'area, la "Valorizzazione dei beni naturali e culturali, compresa la valorizzazione dei Siti di Interesse Comunitari Natura 2000".
Le amministrazioni interessate riconoscono il patrimonio naturalistico e culturale come la risorsa da valorizzare per attivare processi di sviluppo locale in grado di coinvolgere l'area nel suo complesso, puntando in modo particolare alle aree interne del comprensorio per quanto riguarda gli aspetti culturali.
Il Piano di Sviluppo Locale ha come obiettivo generale l'integrazione dei processi di sviluppo possibili con i caratteri e le peculiarità paesaggistiche e culturali del territorio di riferimento.
Per la realizzazione dell'obiettivo generale del PSL, quindi del marchio d'area, ambiente e storia sono individuati come una delle risorse più importanti in assoluto del territorio Daunofantino.
Queste risorse diventano così lo scenario strategico che influenza le ipotesi di sviluppo delineate nel PSL.
Per promuovere uno sviluppo locale integrato e incentivare l'avvio di attività economiche compatibili con la risorsa ambiente, il marchio d'area Daunofantino (sviluppato sulla base del PSL) ha affiancato quindi il tema principale dello sviluppo locale ambientalmente compatibile con il tema della "Valorizzazione dei prodotti tipici locali".
A tale scopo, il PSL interviene :

  • sostenendo e facilitando l'accesso al mercato, sia a quello locale che a quello esterno all'area, delle piccole strutture produttive;
  • attuando azioni basate su una forte accentuazione del carattere di qualità e di tipicità per contribuire a migliorare anche l'immagine di qualità delle produzioni che caratterizzano l'area.

Anche questo ultimo caso analogo presenta numerosi elementi utili ed input per la strutturazione del marchio d'area della Val d'Aso. Anche per il territorio dell'Aso l'integrazione della componente paesaggistico-ambientale e la valorizzazione delle tipicità locali rappresenta l'obiettivo principale e motore per la definizione di uno sviluppo integrato.




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