ALLEGATO 4
Tema metodologia
sei in news/Emilia-Romagna, data
01.10.2006, orario 13:37.
BOLOGNA - TURISMO - Vasco Errani: "Non perdiamo
l'occasione di stringere un grande patto"
Il presidente della Regione Emilia-Romagna e
della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Vasco
Errani, è intervenuto a conclusione della prima giornata
dei lavori della III Conferenza nazionale del Turismo in corso a
Montesilvano (Pescara).
Quella che segue è una sintesi degli argomenti affrontati
nell'intervento.
Questa conferenza rappresenta un'occasione da non
perdere.
Da qui possiamo partire per costruire le basi del rilancio
turistico che serve al paese, dopo anni difficili durante i quali
l'Italia ha perso posizioni e capacità competitiva.
In premessa penso sia utile chiarirci su una questione di fondo:
la questione della governance.
Qui bisogna essere chiari: dobbiamo dire un netto "no" ad un
confronto astratto sulle competenze ed ugualmente dobbiamo
smetterla di oscillare tra frammentazione e centralismo.
Questo non ci porta a niente, mentre ciò che serve
è qualcosa di radicalmente diverso: un salto culturale,
una sintesi, un equilibrio nuovo capace di promuovere una
integrazione degli sforzi ed un vero progetto industriale per il
turismo italiano.
Noi crediamo possibile questo salto e le Regioni unitariamente
fanno in questa sede una proposta.
La proposta è quella di un grande patto. Un patto fra le
istituzioni, con gli operatori, con le realtà economiche e
sociali.
Decidendo con chiarezza "chi fa cosa", con l'obiettivo di
integrare le politiche e costruire processi innovativi
reali.
Non bypassando ma valorizzando i sistemi locali. E soprattutto
affrontando i nodi veri del turismo italiano.
I nodi veri del turismo sono tanti ed urgenti.
Mi limito ad indicarne alcuni.
- Il tema delle imprese.
Qui non dobbiamo avere paura di guardare alle esperienze di
successo nel mondo, e queste ci dicono che occorre incentivare
anche da noi una cultura della promo-commercializzazione,
costruendo prodotti integrati, premiando processi di aggregazione
fra imprese.
- Il tema dell'organizzazione turistica.
Anche qui servono riforme che rendano più trasparente e
comprensibile il nostro sistema, penso ad esempio alla questione
della classificazione alberghiera.
Penso anche al rapporto qualità-prezzo così come si
determina lungo tutta la filiera turistica, elemento essenziale
per rilanciare la nostra capacità competitiva.
Devo poi aggiungere che non mi ha mai convinto, neppure in
passato, l'ipotesi di una tassa di soggiorno proprio
perché pesa su un singolo pezzo della filiera: mentre
altra cosa sarebbe una tassa di scopo, con una base ampia,
finalizzata ad un grande progetto di riqualificazione
urbana.
Devo aggiungere che la complessità e la delicatezza di
questi temi ci dice che è anzitutto necessario codecidere
la strategie, coinvolgere in modo serio i diversi protagonisti
del mondo turistico.
E va salutato come un fatto importante, di cui va reso merito al
governo, che si ragioni finalmente di sistema nazionale e si sia
costituita la "cabina" di regia del sistema turistico.
Ora possiamo dire che le stesse risorse pubbliche non dovranno
essere distribuite a pioggia ma andranno concentrate sulle
principali strategie che vengono condivise fra tutti gli attori
del comparto.
- Il tema della qualità.
Non possiamo nasconderci l'esigenza di un grande impegno per la
riqualificazione, già prima ricordato.
Riqualificazione del patrimonio ricettivo così come delle
nostre città.
Qui occorre investire su comuni ed enti locali, attori
fondamentali dei processi di sviluppo e di promozione di una
nuova cultura dell'ambiente e della tutela dei centri urbani e
dei territori.
Sempre in tema di qualità sottolineo l'esigenza che il
governo si occupi del rapporto fra rendita immobiliare e reddito
d'impresa, oggi sbilanciato in modo tale da indurre fenomeni di
anti-turismo (come nel caso di alberghi che diventano seconde
case).
Concependo la variabile ambientale come fattore irrinunciabile e
decisivo di una proposta turistica di qualità per un paese
come il nostro.
- Il tema delle risorse.
In una situazione critica per la finanza pubblica occorre
ottimizzare l'impiego dei denari pubblici, cercando le
convergenze con le risorse dei privati, studiando progetti
comuni.
Così il sistema creditizio potrebbe sviluppare prodotti
finanziari nuovi, adeguati a queste imprese concrete, che stanno
sul mercato e che devono - lo dico agli operatori - aumentare la
loro autonoma propensione all'investimento.
Ecco, io penso che questi siano elementi di
contenuto che possono dare sostanza a quel patto che deve nascere
qui a Montesilvano.
Un patto che unisca i tanti protagonisti del mondo turistico, nel
quale ciascuno pensi più a dare che a prendere:
soprattutto a dare un contributo concreto al rilancio del
paese.
Questo deve farci riflettere sul federalismo utile all'Italia: un
federalismo dell'efficacia e dell'appropriatezza, senza
retromarce e senza personalismi e localismi.
Non c'è nessun "cerino" da passarsi di mano: ciascuno di
noi deve essere disponibile a cambiare in funzione di un
obiettivo alto come quello di rilanciare l'Italia nel mondo
facendo del turismo un elemento di valore per il nostro sistema
economico e sociale.
Tema filiere
La Rintracciabilità di
filiera
Linee guida della rintracciabilità
dei prodotti alimentari note di sintesi.
Questo documento di sintesi è finalizzato
a individuare i contenuti essenziali delle procedure aziendali
che ogni Industria operante nella trasformazione e
commercializzazione dei prodotti alimentari e delle bevande
dovrà attuare - a decorrere dal 1 ° gennaio 2005 - per
adempiere alle prescrizioni comunitarie di cui al Regolamento
(CE) n. 178/2002.
Sarà inoltre illustrato, come esempio, un
modello avanzato di rintracciabilità che, su base
volontaria, potrà venire adottato dalle singole aziende
per migliorare il proprio sistema di
rintracciabilità.
Quest'ultimo documento vuole rappresentare uno schema operativo
di carattere generale che ogni impresa potrà adattare, con
flessibilità, alle specifiche caratteristiche dei propri
prodotti e dei propri impianti.
Ulteriori indicazioni - specificamente riferite alle
peculiarità, normative e produttive, che caratterizzano i
singoli settori - potranno venire offerte dalle Associazioni di
categoria.
II regolamento (CE) n. 178/2002.
Note esplicative.
II regolamento (CE) 28 gennaio 2002 n. 178, del
Parlamento europeo e del Consiglio, oltre a istituire
l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissare
procedure nel campo della sicurezza alimentare, stabilisce i
principi e i requisiti generali della legislazione
alimentare.
Nello specifico, l'articolo 18 del citato regolamento introduce
nel diritto alimentare europeo una prescrizione generale, la
"rintracciabilità" di tutti gli alimenti e mangimi. A
decorrere dal 1° gennaio 2005 tale prescrizione dovrà
venire obbligatoriamente adempiuta - sull'intero territorio
dell'Unione europea - da ogni operatore delle filiere alimentare
e mangimistica.
Le differenti interpretazioni dell'articolo 18 hanno generato
incertezze tra gli interessati.
A tale scopo si è voluto dare un semplice contributo allo
scopo di chiarire l'effettiva natura ed estensione degli obblighi
che la norma pone a carico dell'Industria di trasformazione.
- La normativa del Reg. (CE) n. 178/2002.
L'articolo 18, si applica in tutte le fasi della produzione,
della trasformazione e della distribuzione la
rintracciabilità degli alimenti, dei mangimi, degli
animali destinati alla produzione alimentare e di qualsiasi altra
sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o
di un mangime (COMMA 1).
In particolare il primo comma dell'articolo 18 definisce
l'estensione della rintracciabilità:
- Oggetto: alimenti, mangimi, materie prime agricole (ivi
compresi gli animali) e ogni altra sostanza destinata a far parte
dell'alimento o mangime (es. ingredienti, additivi)
- Soggetti obbligati: tutti gli operatori "che entrano in
contatto con i materiali sopraindicati, lungo l'intera filiera
produttiva (produzione agricola primaria; trasformazione;
distribuzione).
- Gli operatori del settore alimentare e dei
mangimi (COMMA 2) devono essere in grado di individuare chi abbia
fornito loro un alimento, un mangime, un animale destinato alla
produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata o atta a
entrare a far parte di un alimento o di un mangime.
A tal fine detti operatori devono disporre di sistemi e di
procedure che consentano di mettere a disposizione delle
autorità competenti, che le richiedano, le informazioni al
riguardo.
In particolare il secondo comma stabilisce un primo obbligo, a
carico di tutti i soggetti obbligati: quello cioè di
essere in grado di individuare i propri fornitori di materie
prime, vale a dire chi abbia fornito cosa.
Nota importante è: all'operatore non viene richiesto di
risalire all'origine della materia prima, ma semplicemente di
individuare il soggetto che gli ha fornito la stessa: soggetto
che potrebbe essere - a esempio - un imprenditore agricolo, un
centro di raccolta, un'industria di prima trasformazione, ma
anche un commerciante, un broker, un importatore.
Il regolamento non prescrive agli operatori l'adozione di
specifici mezzi (es. criteri di archiviazione delle fatture
commerciali, strumenti elettronici, codici a barre, etc.): gli
strumenti di raccolta e custodia delle predette informazioni sono
pertanto rimessi alle responsabili scelte organizzative dei
soggetti obbligati.
L'obbligo viene invece espresso in termini di risultato: i
soggetti obbligati, a prescindere dalle procedure adottate,
devono essere in grado di fornire alle autorità competenti
(autorità sanitarie e di controllo), su richiesta, le
informazioni essenziali in merito ai loro approvvigionamenti:
nominativo e recapito del fornitore; natura del bene
ricevuto.
- Gli operatori del settore alimentare e dei
mangimi devono disporre di sistemi e procedure per individuare le
imprese alle quali hanno fornito i propri prodotti (Comma
3).
Le informazioni al riguardo sono messe a disposizione delle
autorità competenti che le richiedano.
Inoltre, il terzo comma dell'articolo 18 definisce un secondo
obbligo, a carico dei soggetti obbligati: essere in grado di
individuare gli operatori economici a cui hanno consegnato i
propri prodotti, vale a dire: chi ha ricevuto quali
prodotti.
Più precisamente, all'operatore viene richiesto di
individuare il proprio cliente diretto, con esclusione del
consumatore finale: non viene invece prescritto di conoscere le
successive fasi di trasformazione/commercializzazione del proprio
prodotto sino alla vendita e/o somministrazione finale.
Anche questo secondo obbligo è espresso in termini di
risultato: i soggetti obbligati devono essere in grado di
fornire, su richiesta, alle autorità competenti le
informazioni essenziali circa le loro vendite di prodotti:
nominativo e recapito dell'acquirente (escluso il consumatore) e
natura dei prodotti venduti.
- Gli alimenti o i mangimi che sono immessi sul
mercato della Comunità o che probabilmente lo saranno
(Comma 4) devono essere adeguatamente etichettati o identificati
per agevolarne la rintracciabilità, mediante
documentazione o informazioni pertinenti secondo i requisiti
previsti in materia da disposizioni più specifiche.
Il quarto comma completa quindi la trattazione dell'argomento
richiamando la necessità, ai fini della
rintracciabilità, di identificare gli alimenti e mangimi
che sono o verranno posti sul Mercato unico.
Di contro, la norma non introduce prescrizioni ulteriori rispetto
a quanto già stabilito, né obblighi diversi
rispetto a quelli di cui ai precedenti comma, bensì
richiama l'applicazione delle regole già contenute, a
esempio, nei provvedimenti che attengono la tutela
igienico-sanitaria degli alimenti, informazione del consumatore,
dogane e fisco.
- Per finire (COMMA 5) il quinto e ultimo comma
dell'articolo 18 specifica quale procedura debba esclusivamente
applicarsi ai fini dell'introduzione di ulteriori regole in
materia di rintracciabilità: regole comunitarie, per
l'applicazione dei principi contenuti nel regolamento (CE)
178/2002, limitatamente a settori specifici.
La norma preclude espressamente l'introduzione di normative
nazionali in materia di rintracciabilità: qualora le
autorità politiche, o le parti sociali interessate, siano
interessate a integrare sul piano applicativo le regole in
materia di rintracciabilità, dovranno quindi
necessariamente attivare l'apposita procedura.
Ogni normativa nazionale o regionale - in materia di
rintracciabilità dei prodotti alimentari - atta a imporre
obblighi ulteriori rispetto a quelli fissati nell'articolo 18 del
reg. (CE) n./t78/2002, risulterà pertanto in diretto
contrasto con il detto regolamento, oltre che in eventuale
violazione del principio di libera circolazione delle merci (ex
articolo 28 Trattato CE).
In conclusione, il regolamento (CE) n. 178/2002,
all'articolo 18, stabilisce regole semplici e chiare volte a
rintracciare ogni prodotto alimentare, mangime, animale, e ogni
ingrediente o sostanza atta a farne parte. Sono attualmente
esclusi i materiali di confezionamento, ivi compresi quelli
destinati a venire a contatto con il prodotto alimentare, a
fronte di una diversa e specifica disciplina, in corso di
revisione a livello comunitario. L'obbligo, a carico degli
operatori, consiste nel registrare gli approvvigionamenti di
materie prime in entrata e le consegne dei prodotti in uscita:
natura e quantità di materia prima/prodotto, nome e
recapito di fornitore/cliente, data di ricevimento e
consegna.
Gli operatori possono conservare le predette informazioni anche
mediante sistemi di registrazione già utilizzati,
purché siano in grado di comunicarle alle autorità
competenti: l'obbligo può quindi venire adempiuto, a
esempio, conservando sia i documenti di ricevimento delle materie
prime, sia quelli di spedizione dei prodotti.
Il regolamento (CE) n. 178/2002 non prescrive
agli operatori la così detta "rintracciabilità
interna", la ricostruzione cioè del percorso seguito
all'interno dello stabilimento da ogni materia prima e sostanza
utilizzata nella trasformazione.
Il sistema previsto dal citato regolamento segue quindi il
principio così detto "a cascata" (registrazione, da parte
di ogni operatore della filiera, il "flusso materiali", in
entrata e in uscita); non è invece previsto il
"sistema-passaporto" (registrazione di ogni passaggio seguito dal
singolo prodotto).
Quanto sopra premesso circa gli obblighi che derivano
dall'articolo 18 del regolamento (CE) n. 178/2002 e ferme
restando le specificità proprie di ciascun settore
produttivo, si ritiene opportuno evidenziare le
opportunità di sviluppo, su base volontaria, dei sistemi
di tracciabilità.
Gli operatori possono realizzare sistemi avanzati
di rintracciabilità: sistemi che - mediante la
registrazione di un più ampio nucleo di informazioni -
permettono di ricostruire in modo più preciso il flusso
materiali e, nel massimo sviluppo, consentono di risalire dal
prodotto finito alle materie prime effettivamente utilizzate (e
viceversa).
Possono altresì concertare, con gli altri attori della
filiera, criteri e standard volti a coordinare le informazioni e
le azioni correttive eventualmente necessarie.
Parecchi operatori della filiera agroalimentare
applicano, come prescritto dal d.lgs. 155/97, piani aziendali di
autocontrollo igienico basati sull'analisi dei punti critici di
controllo (HACCP).
Il sistema HACCP può ben venire utilizzato per
identificare le materie prime soggette a possibili
criticità e valutare la possibilità di organizzare,
per queste, un sistema di rintracciabilità più
dettagliato. In particolare, la registrazione può venire
estesa al codice di prodotto/lotto e - laddove possibile -
abbinare le singole forniture di materie prime ai singoli lotti
di prodotto finito (flusso materiali), sì da poter
ricollegare il materiale utilizzato al prodotto finito, e
viceversa.
Le informazioni sul flusso dei materiali possono venire
altresì collegate a quelle inerenti il controllo del
processo produttivo.
In questo modo sarà possibile ripercorrere
la "storia del prodotto": materie prime e sostanze utilizzate;
fasi di stoccaggio, trasformazione, confezionamento, deposito,
trasporto; controlli eseguiti.
Un sistema avanzato di rintracciabilità
(la "rintracciabilità interna"), oltre a costituire utile
strumento per ottimizzare la produzione, può contribuire
al contenimento dei costi che potrebbero derivare, in situazioni
critiche, dall'attivazione di procedure di richiamo dei
prodotti.
Di contro, talune realtà produttive non consentono di
sviluppare in dettaglio sistemi avanzati di
rintracciabilità.
La natura della materia prima, lo stoccaggio in silos, la
necessità operativa di miscelare materiali/lotti di
diversa provenienza (soprattutto in Italia, ove le produzioni
agricole sono frammentate in numerosi campi di ridotta
estensione), la complessità e/o continuità di
alcuni processi di lavorazione, possono rendere problematico
identificare con esattezza le singole forniture.
In questi casi l'applicazione di sistemi avanzati di
rintracciabilità potrà contribuire a individuare
insiemi, più o meno ristretti, di forniture da cui i
prodotti finiti possono essere derivati.
Ma non solo.
Lo sviluppo di sistemi avanzati di rintracciabilità, pur
richiedendo impegni e investimenti anche considerevoli,
può contribuire alla crescita di un'azienda sotto diversi
aspetti:
- maggiore facilità nel risalire alle cause
di eventuali problemi e mettere in atto opportune azioni
correttive e relativa limitazione dei costi e dei danni;
- migliore definizione e verifica delle
responsabilità, sia all'interno del comparto produttivo,
sia nell'ambito dell'intera filiera, per le fasi di rispettiva
competenza;
- contributo allo sviluppo di efficaci Sistemi
Qualità.
Un progetto di tracciabilità delle
filiere agro-alimentari.
Metodi e procedure per pervenire ad un
sistema di rintracciabilità
Per realizzare un sistema di tracciabilità
della filiera, bisogna innanzi tutto identificare le aziende che
contribuiscono alla formazione del prodotto (flow-sheet).
Questo sistema, fornisce l'identità di tutte le aziende
della filiera, identifica il percorso della materia prima, degli
additivi e le relative aziende fornitrici.
Successivamente occorre definire un modello organizzativo, che
deve essere adottato da tutte le aziende: bisogna, cioè
individuare un nodo di coordinamento sul quale devono convergere
tutte le informazioni utili a identificare, monitorare e
registrare i dati relativi ai flussi materiali che formano il
prodotto.
Il nodo di coordinamento ha il compito di coordinare ed
effettuare la raccolta dei dati, verificare il rispetto delle
regole sulla tracciabilità, rispondere alle richieste
d'informazione fatte da clienti, autorità ispettiva,
consumatori, enti di certificazione.
Un supporto utile per la gestione della tracciabilità
è la realizzazione di una rete informatica (la sede del
nodo di coordinamento può essere localizzata presso
un'azienda della filiera o presso un'azienda esterna alla filiera
stessa).
Molto utile, ai fini della tracciabilità,
è anche l'adozione un sistema d'individuazione e
monitoraggio dei flussi materiali, tale sistema si basa sulla
valutazione di quantità di prodotto, che sono identificati
con il termine di "lotti".
Con questo sistema d'identificazione, si è in grado di
conoscere quali sono state le aziende che hanno contribuito alla
realizzazione di un preciso lotto di prodotto finito.
Alle indicazioni qualitative e quantitative dei lotti si possono
aggiungere elementi in grado di rendere l'identificazione
più completa e certa; tali elementi possono essere i
documenti contabili (documenti di trasporto, fatture), dati
relativi ad analisi chimiche dei materiali ecc.; tali supporti
sono utili ai fini della tracciabilità dei lotti, ma non
sono mai un elemento indispensabile.
Un punto molto critico del sistema di tracciabiltà e
quello della produzione di materie prime alimentari presso le
aziende; infatti, è in questo punto che si possono
verificare delle introduzioni di prodotti non tracciati.
Un sistema utile per evitare tali intromissioni è
l'adozione di un metodo di verifica della congruità fra
materie prime prodotte e potenzialità produttiva
dell'azienda (ciò può avvenire verificando le
superfici coltivate, la capacità delle stalle, il numero
di piante in produzione, ecc. o sull'analisi delle rese medie
della zona interessata).
Al termine del processo produttivo della filiera si ottiene un
prodotto tracciato che va identificato.
L'identificazione può essere fatta in modo generico
adottando un logo evocativo della filiera, con la
possibilità di risalire alle aziende della filiera stessa
tramite il nodo di coordinamento.
Oppure indicando sulla confezione finale tutte le aziende della
filiera nel caso in cui il numero sia limitato, o utilizzando dei
codici a barre poiché consentono di inserire una serie di
dati occupando uno spazio limitato.
Infine, un modo molto efficace di identificazione si ha
utilizzando una numerazione progressiva delle confezioni di
prodotto poiché tale sistema attesta che il prodotto
è seguito sino alla destinazione finale.
In ultima analisi, il sistema di tracciabilità dovrebbe
essere sottoposto ad un disciplinare di autocontrollo e di
certificazione volontaria, con uno scambio di dati tra le aziende
delle filiera, il nodo di coordinamento e l'organismo di
certificazione.
Il documento indispensabile per un corretto
sistema di tracciabilità è il Manuale di
tracciabilità, esso è approntato dalle aziende
della filiera e approvato da un organismo di
certificazione.
Il secondo documento del sistema è il Regolamento di
controllo, predisposto dall'organismo di certificazione con
riferimento ad ogni filiera e al relativo manuale; tale
regolamento deve contenere le regole da adottare per le
ispezioni.
Il Manuale di tracciabilità
Occorre, in questa sezione, aprire una
particolare finestra sul manuale di tracciabilità e sulla
metodologia che necessita perseguire per una corretta
"costruzione" di detto documento indispensabile. Infatti nel
predisporre il manuale bisogna tener conto dei seguenti
elementi:
- Aziende della filiera
Bisogna indicare la ragione sociale, l'indirizzo, il responsabile
di ciascun'azienda della filiera, inoltre è utile
riportare il testo del documento di accordo fra le aziende della
filiera e le dichiarazioni di ciascun'azienda di aderire al
sistema di tracciabilità e di rispettarne le regole.
- Ruoli e responsabilità
Devono essere identificati i responsabili del sistema di
tracciabilità con le rispettive mansioni ai fini della
tracciabilità.
- Schema o diagramma di tracciabilità
della filiera
Indicare in modo chiaro lo schema del sistema di
tracciabilità con tutte le aziende della filiera, i vari
passaggi e i vari punti di controllo e di rilevazione dei
dati.
- Convenzioni e verifiche metrologiche
Indicare le unità di misura adottate per la valutazione
delle quantità, i sistemi e gli strumenti di
misurazione.
- Sistema di rilevazione, elaborazione e
archiviazione dei dati di tracciabilità
Con riferimento al diagramma di tracciabilità, si
identificano i punti della filiera in corrispondenza dei quali si
deve effettuare la valutazione delle quantità.
Si specificano i sistemi di trasmissione, elaborazione e
archiviazione di tali dati.
Modi e regole per la comunicazione del sistema ai clienti e alle
altre parti interessate Precisare il modo (logo o frase) da porre
in etichetta dei prodotti confezionati, o nei documenti di
accompagnamento dei prodotti sfusi, o sui contenitori e lotti di
stoccaggio, o nei documenti di analisi e di registrazione dei
dati, per indicare che si tratta di un prodotto ottenuto in una
filiera tracciata.
Tutti i documenti che portano questa indicazione devono essere
standardizzati in modo che tutte le aziende della filiera usino
lo stesso sistema.
- Sistema delle verifiche analitiche
Se la tracciabilità richiede analisi specifiche, occorre
indicare:
- i prodotti da analizzare e in quale punto della filiera;
- il sistema di campionamento;
- il tipo di analisi e i relativi metodi;
- la scheda analitica da compilare, la sua destinazione e le
eventuali elaborazioni dei dati per ricavarne utili
informazioni.
- Sistema di verifica e di controllo
La tracciabilità di filiera deve essere oggetto di
verifica e controllo da parte delle aziende che ne fanno parte e
da parte dell'azienda che svolge il ruolo di nodo di
coordinamento.
L'attività di verifica deve accertare la:corretta
compilazione dei documenti previsti e trasmissione dei dati;
verificare inoltre che i prodotti tracciati siano trasferiti,
stoccati con un'identificazione certa in modo da essere
distinguibili dai prodotti non tracciati.
- Non conformità
Le non conformità consistono in errori di manipolazione o
di registrazione che rendono non sicuramente identificabile la
produzione tracciata. In questi casi la porzione o lotto di
prodotto non identificabile deve essere escluso dalla linea di
tracciabilità. Tali non conformità devono essere
registrate e comunicate tempestivamente al "nodo di
coordinamento".
- Formato dei documenti
Consiste nell'elencare i documenti, registri e schede che saranno
adottati nel sistema di tracciabilità, specificando le
caratteristiche e i dati che saranno registrati su tali
documenti.
Un progetto di tracciabilità delle
filiere agro-alimentari.
Il progetto si rivolge alle piccole e medie
imprese agricole ed agro-alimentari che, seppur caratterizzate da
produzioni orientate alla qualità, intravedono
nell'adeguamento alle norme superiormente citate un aggravio dei
propri costi aziendali, anche nella consapevolezza che queste
norme conferiscono un'interessante opportunità di
qualificazione.
Ciò in quanto appare verosimile che le grandi imprese
(magari già "identificati da marchio" e "certificate" nel
prodotto e/o nel sistema di produzione) si adeguino o si siano
già adeguati alla norma in maniera autonoma.
La risoluzione di tutti gli interrogativi discendenti
dall'attuazione di tutti gli obblighi normativi, sia cogenti che
volontari, ruota attorno alla centralità delle strutture
finali di trasformazione, lavorazione e confezionamento.
Proprio tali strutture possono - se non garantire - quanto meno
aiutare nell'identificazione di tutte le aziende della filiera,
del percorso della materia prima, degli additivi e le relative
aziende fornitrici, sostenendo concretamente quel processo volto
al riconoscimento di tutte le imprese che contribuiscono alla
formazione del prodotto (flow-sheet).
Il progetto, dunque si fonda sul ruolo delle strutture finali di
trasformazione ( o produttori trasformatori ), lavorazione e
confezionamento che, in ciò che si va a proporre,
dovrebbero verosimilmente fungere da nodo di coordinamento o,
meglio, da azienda capo-filiera.
Dette strutture appaiono il Soggetto idoneo alla preposizione del
"Patto di filiera" e cioè di quell'accordo che un soggetto
capo-filiera stringe con gli altri anelli della catena per
definire le responsabilità e le specificità delle
materie prime, dei semilavorati e dei flussi materiali.
Come tale, l'azienda capo-filiera dovrebbe redigere il manuale di
tracciabilità che, a sua volta, dovrebbe essere approvato
dall'Organismo di certificazione della stessa azienda
capo-filiera.
Il Regolamento di controllo dovrà essere predisposto
dall'organismo di certificazione della azienda
capo-filiera.
Tale regolamento deve contenere le regole per le ispezioni e le
verifiche che devono essere condotte dall'azienda capo-filiera, e
dall'Ente di Certificazione.
Esso ordina tipo e modalità delle operazioni da effettuare
per la verifica delle specifiche del prodotto durante il ciclo
produttivo e di trasformazione lungo la filiera (prelievo
campioni, analisi chimiche, laboratori, ecc..).
Si diceva che la migliore gestione dell'impianto di
tracciabilità può essere garantito da un sistema
informatico snello e elastico, una volta messo a punto tutto il
sistema documentale (manuale di tracciabilità, Regolamento
di controllo e tutti gli atti tradizionali come bolle di
accompagnamento, etc.).
Il sistema informatico dovrà basarsi su
una tipologia di applicazione da mettere a disposizione delle
piccole e medie imprese o degli artigiani che sia, al contempo,
uno strumento potente, flessibile ed economico per migliorare i
rapporti tra produttori e consumatori all'insegna della massima
trasparenza e della sicurezza degli alimenti.
In particolare, il sistema informatico dovrà riferirsi ad
un software per la tracciabilità delle filiere in grado
di:
- documentare la sicurezza dei prodotto per il tramite di una
snella gestione delle informazioni sulla "storia" del bene;
- conferire al consumatore la contemporanea possibilità
di accedere alle informazioni raccolte.
L'impresa partecipante alla filiera o quella che
fungerà da nodo di coordinamento potranno tenere sotto
controllo tutti i processi produttivi e distributivi e renderli
visibili in layout grafico al consumatore finale.
L'accesso al lay-out da parte del consumatore, a prescindere dal
gestore del sistema e dal fornitore del software, avverrà
dal sito di gestione.
L'applicazione potrà essere certificata
dall'eventuale sistema di qualità dell'azienda
capo-filiera e dagli Enti di certificazione delle singole aziende
che concorrono alla formazione del prodotto.
Si ritiene che trattasi di un aspetto più formale che
sostanziale in quanto gi Organismi di certificazione vedrebbero
nell'esistenza, nella gestione e nella manifestazione di evidenza
generata dal software un indubbio vantaggio al proprio ruolo di
"garante della qualità".
Conseguentemente, l'introduzione dell'obbligatorietà d'uso
della citata applicazione informatica nell'ambito di
disciplinari, manuali, regolamenti di controllo e quanti altri
atti, appare scontata anche nella prevedibile catalizzazione che
verrà operata in tal senso dall' azienda capo-filiera.
Il sistema informatico, inoltre,
permetterà di tenere sempre sotto controllo l'intero
processo di ogni lotto e risalire a tutte le metodologie di
produzione, confezionamento e conservazione, nonché agli
eventuali interventi di semilavorazione prestati da terzi,
distribuzione e vendita.
Verranno rese visibili via web solo le informazioni che l'azienda
intende divulgare (ampiezza e profondità della
tracciabilità norma UNI 10939).
Ogni singola azienda rimane responsabile della
veridicità e della quantità dei dati immessi per
ogni lotto. Tutti i lotti di produzione saranno gestiti da uno o
più amministratori che comodamente tramite pannelli di
controllo potranno aggiornare i dati dei diversi processi in ogni
momento. L'applicazione, realizzata in ASP risiederà su un
server Windows, in modo da essere accessibile da qualunque PC
connesso ad internet che si introdurrà nella parte di
sistema informatico "aperto al pubblico", collegandosi al sito di
gestione.
L'accesso per l'operatore aziendale di filiera
(sia nodo di coordinamento che addetto di una singola impresa)
sarà consentito tramite una coppia di username e password
univoci, che una volta immessi, permetteranno l'inserimento di
dati testuali ed immagini esplicative (es. cartine delle zone
dì Produzione, etichette, foto etc.) per dare all'utente
finale un'idea delle fasi di lavorazione.
Sarà possibile operare con diversi livelli di sicurezza,
per gestire in modo differenziato i vari passaggi della
produzione.
Tutti i dati relativi ai prodotti, memorizzati su un Database
relazionale, saranno resi subito disponibili agli utenti finali
che potranno visualizzare il prodotto prescelto e tutta la linea
produttiva, corredata di immagini esplicative in una ricca e
completa scheda informativa.
Inoltre, sarà data la possibilità all'utente finale
di cercare un singolo prodotto tramite un semplice motore di
ricerca a partire dal codice di rintracciabilità dei lotto
o dal nome dei prodotto.
Al fine di rendere questo processo non intuitivo ma palesato,
nelle indicazioni che le aziende di filiera dovranno introdurre
nella confezione finale del prodotto agro-alimentare si
renderà necessario immettere, oltre al numero del lotto o
del codice a barre, anche l'indirizzo internet del Web di
gestione, così da facilitare il rapido accesso dell'utente
finale alla storia del prodotto che si accinge a consumare.
L'eventuale iscrizione al programma e al relativo sito Web,
darà alle aziende partecipanti, alcuni diritti
riversati.
Ad esempio:
- la scheda e i campi di lay-out saranno realizzati
secondo le esigenze e le indicazioni delle aziende
partecipanti
- lo stesso lay out potrà essere
personalizzato per il singolo produttore e l'applicazione, pur
risiedendo su server remoti, sarà inglobata anche
all'interno del sito del produttore.
- naturalmente la scheda del lotto di produzione
sarà stampabile e scaricabile in formato PDF.
La scheda potrà essere tradotta in una o più lingue
straniere;
- potranno essere forniti report stampabilí
in formato HTML o PDF aggiornati in tempo reale, contenenti tutti
i dati dei prodotto o del lotto selezionato, dall'inizio dei
processo produttivo fino ai confezionamento.
Bari: siglato l'accordo di filiera per il
pane Dop di Altamura
Grazie all'impegno della Cia di Bari, è
stato firmato un accordo di filiera per la produzione del pane a
Dop di Altamura.
L'accordo, siglato dalle rappresentanze di agricoltori produttori
di grano duro, molitori e panificatori, è stato
sottoscritto con la partecipazione dell'assessorato
all'Agricoltura della Regione Puglia.
Esso prevede il pagamento di un supplemento di 6,25 euro a
quintale sul prezzo di mercato (borsa merci di Bari) del grano
duro, per il prodotto che rispetta il disciplinare dop approvato
dall'Unione Europea.
La delegazione Cia alla trattativa -costituita da Donato
Petruzzi, vicepresidente vicario della Cia Puglia, Francesco
Caruso, presidente provinciale della Cia di Bari, Giuseppe
Creanza,vicepresidente Consorzio produttori grano duro della
Murgia- ha espresso soddisfazione per l'accordo raggiunto.
"L'impegno della Cia sul territorio -ha dichiarato Petruzzi- ha
permesso di raggiungere questo importante risultato che per la
prima volta sancisce un accordo tra le varie parti della filiera
per la produzione del pane, riconoscendo agli agricoltori un
giusto sovrapprezzo rispetto all'impegno del rispetto del
disciplinare e ai costi di certificazione.
Un percorso iniziato con una lunga serie di confronti e
discussioni a livello comunale che la Cia Puglia ha seguito con
molto interesse fino all'approdo regionale presso l'assessorato
all'agricoltura".
Secondo Giuseppe Creanza, la Cia di Bari ha dimostrato
lungimiranza nel consorziare le cooperative esistenti sul
territorio e l'accordo appena sottoscritto lo dimostra: "quasi 5
euro in più a quintale di grano duro in questo primo anno
di applicazione è un buon risultato che andrà a
ricadere positivamente sui 50.000 quintali di prodotto
certificato già stoccato presso gli stabilimenti
cooperativi.
Il Consorzio comincia ad operare concretamente ed ha già
avviato un programma di miglioramento varietale e monitoraggio
delle produzioni in sinergia con l'Istituto sperimentale di
Foggia".
Per Caruso il risultato importante è quello di essere
riusciti a far dialogare le varie componenti della filiera su un
interesse comune di valorizzazione delle risorse del territorio,
superando inutili tentativi di protagonismo o peggio di
mortificazione dei produttori.
"Abbiamo battuto -ha detto- il tentativo di ridurre i produttori
a semplici gregari a servizio dei trasformatori.
La rappresentanza degli agricoltori sarà presente a pieno
titolo nel Consorzio del pane Dop per garantire la correttezza
dei rapporti di filiera e per contribuire con le proprie idee e
la propria forza organizzativa alla tutela e allo sviluppo di una
ricchezza che appartiene a tutte le componenti produttive. La Dop
rappresenta la fascia alta del mercato che già oggi ha una
potenzialità di oltre 250.000 quintali su oltre 12.000
ettari.
Sicuramente avremo anche un effetto positivo sul restante
prodotto, destinato in larga parte alla plastificazione".
Tema paesaggio
LA IV COMMISSIONE E LA CONVENZIONE EUROPEA DEL
PAESAGGIO
Si è riunita la IV Commissione per
esaminare la Convenzione europea del Paesaggio.
Proposta dal Presidente Ortenzi l'adesione al RECEP(Rete degli
enti locali per la Convenzione europea del paesaggio)
La IV Commissione del Consiglio (Assetto
territoriale, ambiente, urbanistica) presieduta da Rosalba
Ortenzi (Margherita) si è riunita ieri (26 aprile) per
l'audizione con l'UPI Marche sulla proposta di atto
amministrativo n.17 /06 relativo a :"Individuazione della rete
viaria di interesse regionale e criteri per l'assegnazione alle
Province dei fondi di investimento trasferiti dallo Stato alla
Regione ai sensi del d.L 112/98".
La Commissione ha ascoltato le proposte presentate dall'UPI che
saranno prese in considerazione nel momento dell'esame e della
approvazione dell'atto.
Successivamente la Commissione ha ascoltato le relazioni degli
esperti, Prof. Sargolini, funzionario del Consiglio d'Europa, e
del Prof. Priore, dell'Università di Camerino, sulla
Convenzione europea del Paesaggio.
Il prossimo 30 maggio verrà infatti rattificata a
Stasburgo la costituzione della Rete degli Enti locali per
l'attuazione della Convenzione.
La Presidente Ortenzi, che ha già partecipato alla
Conferenza degli Enti territoriali degli Stati membri del
Consiglio d'Europa, che si è tenuta di recente a Napoli,
per l'applicazione della Convenzione, ha proposto l'adesione
della Regione alla RECEP per consentire alle Marche di essere tra
le Regioni fondatrici della rete e portare il giusto contributo
alla dinamica per l'attuazione della convenzione in tutto il
territorio nazionale.
La Ortenzi ha inteso sottolineare che questo atto, di cui i
contenuti deve essere reso partecipe tutto il Consiglio
regionale, consentirà di iniziare un percorso che è
oramai obbligatorio, e che permetterà a tutti i
marchigiani di godere di un paesaggio di qualità e di far
svolgere alla Regione ed agli enti locali un ruolo attivo con
tutti i cittadini nella salvaguardia, nella gestione e nella
pianificazione del territorio come elemento chiave del benessere
individuale e sociale.
Ancona 27 aprile 2006 Ufficio Stampa/2006
Il Consiglio Provinciale è convocato, in
seduta ordinaria ed in prima convocazione presso la Sala
Consiliare sita al 1° piano del Palazzo "S. Filippo" in
Ascoli Piceno, Piazza Simonetti, n. 36, per il giorno
giovedì 25 maggio 2006 alle ore 15,30 per discutere il
seguente ordine del giorno:
- Comunicazioni del Presidente della Provincia.
- Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
- Interrogazione presentata in data 19/04/2006 dal Consigliere
provinciale Marinangeli Marco (Gruppo FI) sul Parco Marino del
Piceno.
- Ordine del giorno presentato dal Presidente della I
Commissione consiliare, Consigliere Provinciale Antonio Albunia,
relativo al riconoscimento dei due distretti produttivi
nell'ambito delle aree territoriali delle Province di Ascoli
Piceno e Fermo.
- Ratifica della deliberazione della Giunta Provinciale n.141
del 03/05/2006 avente ad oggetto: "Lavori di sistemazione e
risanamento idraulico dei tratti critici dei fossi fangano e
delle putrelle a monte del tratto intubato mediante la
realizzazione di un by-pass a sezione circolare completamente
interrato interessanti l'agglomerato urbano di Pagliare in Comune
di Spinetoli.
Approvazione progetto esecutivo - Importo complessivo Euro
285.000,00. Variazione al bilancio di previsione".
- Ratifica della deliberazione della Giunta Provinciale n.142
del 03/05/2006 avente ad oggetto: "Lavori di sistemazione in
confluenza e di adeguamento arginale interessanti un tratto di
asta del fosso Centobuchi che attraversa l'agglomerato
industriale di Monteprandone. Approvazione progetto esecutivo -
Importo complessivo Euro 150.000,00. Variazione al bilancio di
previsione 2006.
- Area di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di
Ascoli Piceno sita nel territorio del Comune di Ortezzano.
Alienazione alla ditta Vagnoni Alessandro.
- Area di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di
Ascoli Piceno sita nel territorio del Comune di Amandola.
Alienazione alla ditta Annessi Gino.
- Area di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di
Ascoli Piceno sita nel territorio del Comune di Fermo.
Alienazione alla ditta Iacovelli Giuseppe.
- Regolamento attuativo per la prevenzione ed il risarcimento
danni alle produzioni agricole arrecati dalla fauna
selvatica.
- Approvazione della "Programmazione degli interventi
cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo - POR Ob. 3 -
Annualità 2006" e contestuale variazione al Bilancio di
Previsione 2006.
- Rinnovo convenzione tra la Provincia di Ascoli Piceno e
l'Ente Universitario del Fermano per il triennio 2006/2008.
- Adesione della Provincia di Ascoli Piceno alla RECEP - Rete
Europea degli Enti Locali e Regionali per l'attuazione della
convenzione europea del paesaggio. Approvazione Statuto.
- Ordine del giorno proposto dal Consigliere Provinciale
Giacomo Beverati (Gruppo Rifondazione Comunista) presentato in
data 09/05/2006 circa la solidarietà alle forze politiche
e sociali della città di Ascoli Piceno.
- Ordine del giorno proposto dal Consigliere Provinciale
Raffale Tassotti (Democrazia Cristiana per le Autonomie)
presentato in data 16/05/2006 alla Conferenza dei Capigruppo,
circa la difesa e il sostegno della famiglia.
- Ordine del giorno proposto dal Consigliere Provinciale
Guglielmo Massucci (Capogruppo per la Sinistra Comunisti
Italiani) presentato in data 16/05/2006 alla Conferenza dei
Capigruppo, in merito alla situazione del settore agricolo
provinciale.
ASCOLI Piceno- La Provincia tra le capitali europee del
paesaggio
Il 30 maggio, a Strasburgo la cerimonia ufficiale per la firma
dello statuto della Recep
L'adesione al progetto in coerenza con l'impegno
già profuso nell'iniziativa "Saggi Paesaggi", che si
svolgerà dal 22 giugno al 16 luglio
Lo scorso 30 maggio, a Strasburgo, presso la sede
del Consiglio d'Europa, si è svolta la cerimonia ufficiale
per la firma dello statuto della Recep, rete per l'attuazione
delle misure previste dalla Convenzione Europea del Paesaggio
alla quale ha aderito anche la Provincia di Ascoli Piceno
rappresentata dall'Assessore alla Cultura, Beni culturali e
Pubblica istruzione Olimpia Gobbi.
La sottoscrizione dell'atto ha dato formalmente vita alla rete di
Enti locali e regionali d'Europa che hanno deciso di impegnarsi
fattivamente per approfondire le tematiche legate alla protezione
ed alla valorizzazione del paesaggio e per inserirsi in un
contesto europeo di politica, di lavoro e di
collaborazioni.
L'Amministrazione Provinciale, con il lavoro integrato degli
Assessori alla Cultura, all'Ambiente, all'Urbanistica ed al
Turismo, ha visto dunque nell'adesione alla Recep una
opportunità per qualificare il territorio nel contesto non
solo regionale, ma anche nazionale ed internazionale.
L'adesione è peraltro in coerenza con l'impegno già
profuso nell'iniziativa "Saggi Paesaggi", la cui seconda sezione
si svolgerà dal 22 giugno al 16 luglio con la presenza sul
territorio piceno della prestigiosa "IV Biennale Europea del
Paesaggio" di Barcellona e con una serie di incontri
specialistici, i cui programmi sono consultabili sul sito
www.saggipaesaggi.it. Unitamente alla Provincia di Ascoli, erano
presenti alla cerimonia i rappresentanti delle Regioni Campania
(ente capofila) Toscana, Abruzzo, Calabria, Veneto, Tirolo,
Avellino, Molise, Piemonte, Emilia Romagna e le regioni spagnole
dell'Andalusia e della Catalogna; oltre alle province di Rieti e
di Reggio Emilia.
Nell'emiciclo del Consiglio d'Europa sono stati riaffermati i
punti programmatici della Convenzione Europea del Paesaggio e la
volontà di realizzarli attraverso l'attività
congiunta degli Enti sottoscrittori della RECEP.
L'adesione alla rete garantisce agli Enti Locali l'assistenza
reciproca da un punto di vista tecnico scientifico, nonché
la raccolta e lo scambio di esperienze e di lavori di ricerca in
materia di paesaggio, la mobilità degli specialisti nel
campo e lo scambio di competenze e conoscenze ai fini formativi
ed informativi. Secondo i dettami del codice alsaziano in vigore
a Strasburgo, per assicurare la validità dell'atto da
sottoscrivere era necessaria la presenza di almeno sette
firmatari.
Le firme apposte sono state ben quindici, con altrettante
richieste da parte di paesi come la Finlandia, la Croazia, il
Belgio, l'Irlanda per una futura adesione alla rete.
LA PROVINCIA DI ASCOLI TRA LE CAPITALI EUROPEE DEL
PAESAGGIO
Inserito il Thursday, 08 June @ 00:16:31 CEST
Argomento: Notizie Europa
Lo scorso 30 maggio, a Strasburgo, presso la sede
del Consiglio d'Europa, si è svolta la cerimonia ufficiale
per la firma dello statuto della RECEP, rete per l'attuazione
delle misure previste dalla Convenzione Europea del Paesaggio
alla quale ha aderito anche la Provincia di Ascoli Piceno
rappresentata dall'Assessore alla Cultura, Beni culturali e
Pubblica istruzione Olimpia Gobbi.
La sottoscrizione dell'atto ha dato formalmente vita alla rete di
Enti locali e regionali d'Europa che hanno deciso di impegnarsi
fattivamente per approfondire le tematiche legate alla protezione
ed alla valorizzazione del paesaggio e per inserirsi in un
contesto europeo di politica, di lavoro e di collaborazioni.
L'Amministrazione Provinciale, con il lavoro
integrato degli Assessori alla Cultura, all'Ambiente,
all'Urbanistica ed al Turismo, ha visto dunque nell'adesione alla
RECEP una opportunità per qualificare il territorio nel
contesto non solo regionale, ma anche nazionale ed
internazionale.
L'adesione è peraltro in coerenza con l'impegno già
profuso nell'iniziativa "Saggi Paesaggi", la cui seconda sezione
si svolgerà dal 22 giugno al 16 luglio con la presenza sul
territorio piceno della prestigiosa "IV Biennale Europea del
Paesaggio" di Barcellona e con una serie di incontri
specialistici, i cui programmi sono consultabili sul sito
www.saggipaesaggi.it.
Unitamente alla Provincia di Ascoli, erano
presenti alla cerimonia i rappresentanti delle Regioni Campania
(ente capofila) Toscana, Abruzzo, Calabria, Veneto, Tirolo,
Avellino, Molise, Piemonte, Emilia Romagna e le regioni spagnole
dell'Andalusia e della Catalogna; oltre alle province di Rieti e
di Reggio Emilia.
Nell'emiciclo del Consiglio d'Europa sono stati
riaffermati i punti programmatici della Convenzione Europea del
Paesaggio e la volontà di realizzarli attraverso
l'attività congiunta degli Enti sottoscrittori della
RECEP.
L'adesione alla rete garantisce agli Enti Locali l'assistenza
reciproca da un punto di vista tecnico scientifico, nonché
la raccolta e lo scambio di esperienze e di lavori di ricerca in
materia di paesaggio, la mobilità degli specialisti nel
campo e lo scambio di competenze e conoscenze ai fini formativi
ed informativi.
Secondo i dettami del codice alsaziano in vigore a Strasburgo,
per assicurare la validità dell'atto da sottoscrivere era
necessaria la presenza di almeno sette firmatari.
Le firme apposte sono state ben quindici, con altrettante
richieste da parte di paesi come la Finlandia, la Croazia, il
Belgio, l'Irlanda per una futura adesione alla rete.
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