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Nel corso della fase di analisi e studio del
territorio e del contesto sociale ed ambientale, sono
stati predisposti dei questionari ed è stata
organizzata una serie di incontri con Sindaci e
tecnici dei Comuni della Valdaso.
Durante questi incontri, gli Amministratori Locali
hanno potuto rispondere liberamente alle domande del
questionario, finalizzato alla conoscenza della
percezione territoriale della Valdaso. Il colloquio
ha permesso anche di dialogare, capire, e recepire le
“desiderata” e le proposte di sviluppo di
ogni Amministrazione Comunale, in riferimento alle
esigenze specifiche del proprio ambito territoriale,
ma anche della Valdaso nel suo complesso.
È stata, inoltre, consegnata una scheda di
sintesi dei bilanci comunali degli ultimi 3
anni.
In questo modo è stato possibile avere lo
storico, ovvero gli andamenti tendenziali, di entrate
ed uscite di ogni Comune.
Questi dati permettono di definire le percentuali di
partecipazione al “fondo di
compensazione” che deve essere definito ai
sensi del principio di perequazione
territoriale.
In allegato, quindi, vengono riportate le interviste
effettuate nel periodo estivo (luglio 2007) ed
autunnale (16-19 ottobre 2007).
Le interviste sono schematizzate per presentare le
potenzialità e le debolezze della Valdaso, per
capire le considerazioni sulla proposta di Piano
Direttore della Valdaso e per recepire proposte di
progetto da integrare e riunire in un “sistema
unico di progetti” con lo stesso filo
conduttore.
Lo schema studiato ad hoc per l’elaborazione
del piano si basa sul modello concettuale della SWOT
Analysis (Strengths –Weakness –
Opportunities – Threats Analysis).
Questo schema serve, quindi, ad analizzare e valutare
in maniera veloce (in base allo schema logico
dell'analisi SWOT), aspetti positivi e negativi dello
stato attuale, opinioni sul progetto presentato
(Piano Direttore) e proposte di progetto per la
Valdaso dai vari comuni (finanziabili attraverso i
fondi FESR).
Con gli elementi rilevati inseriti in questo schema
possiamo così elaborare una tavola di analisi
che rappresenta l’insieme dei progetti puntuali
segnalati (distinti per tipologia - ad esempio:
ingegneria naturalistica; recupero centri storici;
pista ciclabile), le proposte di raggruppamento
funzionale, i punti di forza e debolezza della
Valdaso. Nei successivi capitoli, viene illustrato il
processo di piano.
La tavola n. 5 “Valorizzazione e fruizione del
patrimonio naturalistico in chiave innovativa e
sostenibile”, risultato dell'unione di tutte le
informazioni delle schede di sintesi delle
interviste, consente di capire la percezione della
programmazione e pianificazione futura della Valdaso,
nonché quanti e se ci sono interventi
concretamente pianificabili (nel medio-lungo
termine).
In successione logica alla tavola n. 5, la tavola n.
6 “Sistema delle vocazionalità
territoriali” mostra le peculiarità e le
risorse del sistema agro-ambientale della
Valdaso.
L’analisi delle schede SWOT delle interviste e
degli studi preliminari effettuati ha permesso di
individuare in maniera accurata gli elementi di
pregio che caratterizzano ambiente, territorio e
cultura della Valdaso, tra i quali parchi rurali e
centri storici di valore paesaggistico-culturale,
ambiti riconoscibili per la presenza di prodotti
tipici, colture locali tradizionali,
peculiarità enogastronomiche.
Nella tavola n. 6 sono rappresentati, inoltre, gli
interventi puntuali di tutela e riqualificazione del
fiume Aso, definiti nella prima fase di lavoro di
definizione delle “Linee guida strategiche per
lo sviluppo integrato della Valdaso” ed anche
delle “Linee guida per la riqualificazione del
fiume Aso”.
Altro aspetto, molto importante, evidenziato nella
tavola n. 6 sono le presenze di aree boscate montane
come elementi fondamentali per l’avvio di una
filiera agroenergetica in Valdaso.
Va sottolineato, però, che l’uso
energetico della risorsa boschiva montana può
essere pensato solo ad una scala locale e
circoscritta per piccoli impianti di riscaldamento
destinati a singoli edifici ubicati nell’area
di produzione della biomassa (scarti di produzione da
taglio, sfalcio e pulitura del sottobosco).
Inoltre, attraverso le schede SWOT di sintesi, ogni
Comune può riconoscere le proprie
“Desiderata” e quella delle altre
amministrazioni, così da capire chiaramente e
facilmente le strategie del piano ed il recepimento
delle indicazioni locali.
In questo modo, sono realmente applicati i principi
di trasparenza, chiarezza e condivisione di
informazioni e strumenti.
Quindi, la tavola di progetto finale n. 7 “Aree
di Trasformazione – vincoli e tutele”
è il risultato della sovrapposizione ed
integrazione di tutte le informazioni contenute nelle
tavole di analisi e nelle tavole di progetto n. 5
“Valorizzazione e fruizione del patrimonio
naturalistico in chiave innovativa e
sostenibile” e n. 6 “Sistema delle
vocazionalità territoriali”,
nonché dei dati delle tabelle di analisi e
calcolo.
Va ricordato che il dimensionamento delle aree di
trasformazione è basato sui calcoli della tab.
n. 4, riferiti alle superfici da trasferire.
Le schede d’intervista sono finalizzate,
quindi, alla stesura del piano e
all’elaborazione degli indirizzi normativi
condivisi per definire un “sistema integrato
della Valdaso”.
Di seguito, viene mostrata l’analisi statistica
dei dati emersi dalle interviste e raggruppati per
domanda tematica.
Per approfondimenti sulle “desiderata
locali”, invece, si vedano le schede in
allegato.
2. PROPOSTE PER UN PIANO DIRETTORE DELLA VALDASO:
INDIRIZZI PIANIFICATORI
2.1 Modello di piano perequativo per la Valdaso
La perequazione territoriale rappresenta uno
strumento di attuazione del sistema di pianificazione
d’area vasta.
La sua applicazione può ridurre i conflitti
tra interessi pubblici e privati, tra esigenze di
tutela e riqualificazione ambientale e sviluppo
socio-economico di un territorio; può quindi
consentire di gestire le trasformazioni in maniera
condivisa.
L’ applicazione della perequazione
territoriale è utile ed auspicabile in
situazioni, quali:
a) il completamento e/o espansione di aree produttive
sovracomunali già esistenti;
b) la realizzazione di nuove aree produttive secondo
i criteri di sostenibilità ambientale delle
Aree Ecologicamente Attrezzate;
c) la localizzazione di infrastrutture pubbliche di
notevole impatto sul territorio circostante o di
carattere strategico sovracomunale;
d) la regolazione degli squilibri e dei rapporti fra
aree diverse dal punto di vista morfologico
(montagna/pianura);
e) la regolazione dei rapporti tra Amministrazione
Provinciale e Comuni all’interno della
Valdaso.
La perequazione territoriale, come ampiamente
illustrato nei capitoli precedenti, prende in
considerazione l’interconnessione tra sviluppo
urbanistico e sistema economico-fiscale locale.
In Italia, infatti, la relazione tra urbanistica e
dati di bilancio delle Amministrazioni locali
è molto stretta, in quanto è necessario
conoscere l’andamento economico dei Comuni per
attribuire loro incentivi fiscali connessi alla
proprietà ed all’uso del
territorio.
La principale conseguenza di questo sistema è
la concorrenza fiscale che si innesca tra i Comuni
con la quale crea un meccanismo di pregiudizio per la
definizione di strategie condivise a scala
vasta.
Per tale motivo, diventa fondamentale
definire e strutturare un fondo di compensazione
costituito con risorse finanziarie aggiuntive che
derivano dalla valutazione incrociata dei bilanci di
ogni amministrazione coinvolta nel processo (propri
investimenti diretti, quote di oneri di
urbanizzazione, altre entrate tributarie e non),ma
anche dalle entrate derivanti dalla realizzazione dei
progetti di sviluppo territoriale.
Il fondo permette di finanziare, quindi, sia progetti
strategici sovracomunali sia le misure di carattere
compensativo a favore dei Comuni svantaggiati
(compensazioni economiche, urbanistiche ed
ecologiche).
Di seguito, viene proposto un modello perequativo da
applicare concretamente sul territorio della Valdaso
attraverso la definizione e l’attuazione del
“Piano Direttore della Valdaso”.
Con il Piano Direttore su base perequativa
territoriale, gli obiettivi della pianificazione
sovracomunale dell’ambito della Valdaso sono:
- rendere efficienti le trasformazioni
territoriali;
- garantire efficienza ed efficacia del sistema
economico e finanziario;
- includere nella pianificazione locale i concetti,
nonché requisiti, della sostenibilità
allo sviluppo e dell’equità sociale;
- creare un network vero per governare le
differenti questioni di competenza comunale (sociali,
economiche ed ambientali) ad una scala più
adeguata (territoriale invece che comunale),
così da ottenere anche una riduzione sensibile
dei costi di erogazione dei servizi;
- allargare le possibilità di accesso a
finanziamenti, stanziati da enti sovraordinati o da
parte di istituti di credito;
- dare maggiore visibilità ed
attrattività al territorio della Valdaso nei
confronti degli operatori economici (Marchio
d’Area);
- possibilità di sostenere e gestire
funzioni decentrate dagli enti di livello
sovraordinato;
- garantire tutela e riqualificazione ecologica ed
ambientale alle risorse territoriali.
Per quanto riguarda questo ultimo punto, la
perequazione rappresenta uno strumento concreto per
il raggiungimento dell’obiettivo di tutela e
valorizzazione ambientale ed ecologica.
Infatti, l’applicazione del modello perequativo
implica che la trasformazione urbanistica ed
immobiliare di un territorio è subordinata
all’applicazione di indici edificatori
sostenibili (definiti tecnicamente e condivisi da/con
Provincia ed Amministrazioni Locali).
Inoltre, con la perequazione si vuole innescare un
meccanismo per la cessione di aree al governo locale;
ad esempio per interventi di interesse pubblico, come
la realizzazione di aree destinate a vere pubblico e
parchi urbani, a verde privato, a servizi pubblici e
di miglioramento dei cicli dell’acqua,
dell’aria (ai sensi del protocollo di Kyoto) e
per la predisposizione di spazi per il miglioramento
delle connessioni ecologiche dei territori urbani e
periurbane (ad esempio, interventi per
l’attuazione del progetto di reti
ecologiche).
L’applicazione della perequazione necessita,
però, dell’individuazione di indici
definiti in base a diversi fattori:
- urbanistici (contesto e tessuto urbano,
nonché tipologia di insediamenti esistenti);
- ambientali (peculiarità e criticità
dell’agroecosistema locale);
- giuridici (rispetto delle indicazioni normative
vigenti);
- finanziari (equilibrio costi/benefici tra
interesse pubblico ed interesse privato).
La perequazione, quindi, considera la differenza tra
valore del suolo agricolo e del suolo edificabile per
incentivare l’accettazione del meccanismo
perequativo e la sua applicazione.
I parametri da considerare per la definizione di
indici appropriati sono:
- l’indice di edificabilità
territoriale;
- l’indice di edificabilità fondiario;
- le quote di ripartizione
dell’ambito/comparto di perequazione;
- la percentuale di proprietà che il privato
deve cedere gratuitamente all’ente pubblico;
- la localizzazione degli ambiti di trasformazione.
Per essere concretamente utilizzabile, il modello di
perequazione deve essere, inoltre:
-
elastico, per adattarsi alle
peculiarità ed esigenze dell’ambito
territoriale d’intervento (Valdaso);
-
modificabile, per essere aggiustato e
modificato in base all’evoluzione della
situazione e del contesto locale;
-
definito nel sistema di pianificazione per
essere realmente applicabile;
-
equo, per garantire la riqualificazione
territoriale ed urbanistica, ma anche
l’equilibrio delle esigenze pubbliche e
private;
-
efficiente, per ottimizzare le risorse
disponibili, in relazione al sistema dei vincoli e
agli obiettivi prefissati dal piano;
-
trasparente e chiaro, per essere
interpretato in maniera unica, in modo che metodi
di analisi e valutazione e azioni di piano siano
immediatamente comprensibili.
I punti di partenza per l’analisi territoriale
e l’applicazione della perequazione nella
Valdaso sono:
- l’ambito di riferimento è il
territorio extraurbano (perequazione territoriale a
scala vasta) ed urbano (perequazione urbanistica a
scala comunale).
- I soggetti coinvolti sono gli enti pubblici e i
privati proprietari dei suoli.
- Il coordinamento è affidato alla provincia
di Ascoli Piceno e al Consorzio dei Comuni per la
scala vasta.
- I diritti edificatori assegnati negli ambiti di
trasformazione sono a favore della realizzazione di
edificabilità della parte privata coinvolta
nel processo perequativo.
- I diritti edificatori sono calcolati applicando
l’indice sull’intera superficie
territoriale dell’ambito di trasformazione e la
cubatura viene concentrata sulla parte destinata ad
uso privato (proprietà trasferite).
- Il privato realizza la quota di cubatura concessa
nell’area destinata a trasformazione.
- Il privato deve pagare gli oneri di
urbanizzazione primaria e secondaria e sostenere i
costi di costruzione, oppure realizza direttamente le
opere.
- Il privato cede gratuitamente le aree destinate
ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
- Può essere richiesto al privato di cedere
gratuitamente le aree e gli edifici destinati ad uso
pubblico.
Per garantire il successo di applicazione della
perequazione è necessario considerare due
aspetti fondamentali:
- la convenienza per il soggetto privato: la
perequazione deve garantire al privato una
redditività pari a un profitto d’impresa
normale;
- la convenienza per il soggetto pubblico: la
perequazione deve garantire al soggetto pubblico che
i costi del processo di piano perequativo siano
coperti dai ricavi derivanti dagli oneri e dalle
spese conferite dai privati.
Altri elementi da valutare per l’attuazione del
modello perequativo sono i vincoli del territorio
della Valdaso:
- vincoli normativi (leggi vigenti);
- vincoli urbanistici ed ambientali (strumenti di
pianificazione esistenti con vincoli e norme vigenti
sul territorio di competenza);
- vincoli morfologici del territorio.
La complessità per la definizione di un
modello perequativo è dovuta, quindi, alla
necessità di incrociare diritti e doveri dei
soggetti coinvolti, interessi differenti (pubblici e
privati), vincoli, norme.
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