|
Sulla base di quanto definito nel documento di Piano,
ovvero dallo studio e definizione della metodologia
per l’applicazione concreta della perequazione
territoriale alla pianificazione della Valdaso,
nonché dalla contestualizzazione delle
analisi, dei dati e delle informazioni sul
territorio, si definisce una proposta di Fondo di
Compensazione.
Innanzitutto, va sottolineato che, gli strumenti per
l’attuazione del Piano Direttore sono la
compensazione urbanistica, i crediti edilizi ed il
fondo di compensazione.
Questi definiscono le modalità d’azione
e d’intervento per garantire un processo di
trasformazione territoriale compatibile con le
peculiarità locali, ma anche scelte condivise
ed eque per tutto il territorio della Valdaso.
Le modalità di attuazione della perequazione
territoriale, in linea generale, sono:
- trasferimento di crediti edificatori (sistema di
gestione intercomunale dei diritti/crediti ad
edificare – “banca dei diritti
edificatori trasferibili”) per la realizzazione
di interventi d’interesse pubblico e/o per lo
spostamento di attività e funzioni situate in
ambiti impropri in altri più opportuni;
- distribuzione equa di attività
indesiderate (esternalità negative);
- condivisione della base imponibile tra
Amministrazioni soggette al piano (Fondo di
Compensazione).
Vista l’ampiezza e la complessità
dell’ambito di piano (23 Amministrazioni
coinvolte con caratteristiche e peculiarità
differenti) per garantire reale applicazione ed
efficacia al principio di perequazione territoriale,
è necessario determinare un fondo di
compensazione.
Il fondo di compensazione può, infatti, essere
considerato lo strumento finanziario della
perequazione territoriale.
Esso raccoglie risorse economiche depositate dagli
enti avvantaggiati dalle scelte di trasformazione e
pianificazione territoriale e distribuisce, invece,
porzioni del fondo agli enti che sono svantaggiati
dall’attuazione delle previsioni di
trasformazione.
Le risorse che compongono il fondo di compensazione
possono essere utilizzate per:
- investimenti in opere pubbliche a favore di tutti
i comuni interessati dal piano e partecipanti al
fondo;
- opere ed interventi da realizzare solo per i
comuni svantaggiati da un intervento di
trasformazione urbanistica;
- opere e servizi d’interesse di singoli
comuni aderenti al Piano, in base a ripartizioni
definite tra gli stessi comuni;
- compensazione economica per i comuni che sono
svantaggiati dal processo di trasferimento di
attività improprie in aree di trasformazione
territoriale urbanistica;
- un eventuale redistribuzione tra i Comuni delle
risorse rimanenti del fondo.
Sulla base di quanto premesso e dei contenuti del
Piano, quindi, va scelta la forma giuridica del
fondo, ovvero va stabilita la modalità di
gestione del fondo, degli aspetti economici e
finanziari (entrate ed uscite compensative;
percentuali di adesione al fondo; ...).
Per l’avvio del processo di perequazione
territoriale, quindi per l’istituzione ed
organizzazione del fondo di compensazione, deve
essere sottoscritto un Accordo
Territoriale che individui diritti e doveri
dei soggetti aderenti e che regoli concretamente
l’attuazione del piano.
Nelle Norme Tecniche di Attuazione di piano
provinciale (NTA del PTCP) deve
essere stabilito l’obbligo di sottoscrivere
Accordi Territoriali tra la le Amministrazioni
comunali comprese nell’ambito
di’intervento del piano ed interessate dalle
trasformazioni territoriali, nonché tra queste
e la Provincia.
Le indicazioni riguardanti le modalità
d’attuazione della pianificazione provinciale
(piani attuativi), i contenuti del Piano Direttore
(come strumento attuativo) e le prescrizioni
normative per gli Accordi completano il quadro per
rendere il Piano per la Valdaso realmente e
concretamente uno strumento di pianificazione
d’area vasta per un ambito specifico della
provincia di Ascoli Piceno.
Per definire gli Accordi Territoriali tra le
amministrazioni coinvolte, il Piano Provinciale
(PTCP) stabilisce quindi i contenuti generali che
devono essere previsti e trattati nel documento di
Accordo. Solo con l’inclusione delle questioni
rilevanti segnalate dal PTCP, l’Accordo
può essere approvato e firmato anche dalla
Provincia.
Gli aspetti che vanno approfonditi e definiti
nell’Accordo Territoriale sono:
- assetto urbanistico-territoriale, con indicazione
delle possibilità e delle direttrici di
espansione, ma anche delle regole per lo sviluppo
locale;
- azioni, interventi, opere per la riqualificazione
delle aree di trasformazione (nuove aree) e
riqualificazione anche delle di trasferimento (dove
attualmente collocano le attività improprie),
ovvero delle situazioni problematiche già
esistenti nel territorio;
- conversione ed adeguamento delle aree produttive
esistenti agli indirizzi per le Aree Ecologiche
Attrezzate (come definito anche negli indirizzi
normativi del Piano Direttore), ma anche adeguamento
delle nuove aree in previsione secondo tali principi;
- costituzione di un Fondo di Compensazione
sovracomunale per organizzare e razionalizzare
l’uso delle risorse economiche locali che
vengono depositate nel fondo e che derivano dalle
scelte di trasformazione territoriale individuate con
il piano. La gestione del fondo deve prevedere la
distribuzione equa delle risorse, definita in base
alle differenti situazioni e condizioni di
esternalità positive o negative determinate
dalle trasformazioni ad ogni amministrazione con
volta.
Sulla base dell’Accordo che viene sottoscritto
dalle Amministrazioni coinvolte, quindi, è
possibile definire ed organizzare anche
l’impostazione del fondo perequativo, ovvero le
modalità e le forme per acquisire le risorse
necessarie per creare il fondo.
Il fondo di compensazione può assumere,
quindi, differenti forme:
- Fondo “virtuale”, il quale non
prevede l’istituzione di organi specifici, ma
viene gestito da una delle Amministrazioni Comunali
aderenti, individuata di comune accordo.
Gli aspetti economici sono gestiti con
trasferimenti compensativi di risorse da un ente
all’altro;
- Fondo “dipendente” che non ha
una sua capacità giuridica, ma ha dei propri
organi di gestione.
Il fondo è gestito da una delle
Amministrazioni aderenti al piano e al fondo, con
capitoli separate all’interno del proprio
bilancio.
L’Amministrazione è titolare del
fondo,ma agisce in base alle indicazioni approvate
dagli organi di gestione incaricati dal gruppo di
Amministrazioni associate;
- Fondo “indipendente”, ovvero
indipendente dalle Amministrazioni Comunali aderenti
al fondo. L’ente di gestione del fondo deve
essere un soggetto con propria capacità
giuridica (consorzio, società di capitali,
...).
Questo soggetto può dare incarico, come
committente (stazione appaltante), per la
realizzazione delle opere necessarie al
funzionamento degli ambiti produttivi-artigianali,
quelli polifunzionali di servizi e per le nuove
aree residenziali.
I dati di bilancio delle Amministrazioni Comunali
della Valdaso permettono di classificare la tipologia
di entrate ed uscite necessarie per individuare e
calcolare le basi del fondo.
Questi dati sono stati raccolti durante le interviste
dirette alle amministrazioni coinvolte nel processo
di piano, attraverso questionari specifici consegnati
e compilati.
Le risorse del fondo di compensazione derivano,
quindi, dalle casse degli enti locali aderenti e
possono essere costituite con risorse proprie e con
quote dei proventi di urbanizzazione e delle entrate
fiscali conseguenti alla realizzazione degli
interventi concordati.
In merito alla composizione del fondo, va ricordato
che devono essere definite precisamente le
Amministrazioni Locali della Valdaso che aderiscono
al piano ed, in particolare, al Fondo, nonché
le altre Amministrazioni (enti istituzionali, quali
Provincia, Unione Comuni, Comunità Montana,
Parco dei Monti Sibillini, ...) coinvolte ed
influenzate dalla trasformazione urbanistica
dell’area della Valdaso.
L’individuazione e la selezione degli enti
coinvolti che aderiscono all’Accordo è
una fase complessa, ma con queste informazioni si
può definire l’ampiezza del fondo.
Risulta evidente che le Amministrazioni non aderenti
godranno comunque di benefici diretti e indiretti
conseguenti all’attuazione del piano, ma non
potranno usufruire delle potenzialità e delle
disponibilità economiche del Fondo di
Compensazione per realizzare interventi di interesse
pubblico locale.
Le entrate ed uscite degli enti coinvolti sono
classificate perciò in tre tipologie:
1.Entrate ed uscite dirette che riguardano le entrate
direttamente collegate alla realizzazione delle
strutture;
2.Entrate ed uscite indirette che includono le
entrate costanti provenienti dall’esistenza a
lungo termine delle strutture e dalle attività
svolte in tali strutture;
3.Entrate ed uscite indotte che costituiscono le
maggiori entrate conseguenti ad un aumento di
popolazione e/o utenti, indotte dalle nuove
strutture.
Ognuna di queste classi comprende una serie di voci,
selezionate in base all’analisi dei dati
forniti da tutte le Amministrazioni comunali
coinvolte. Le tre tipologie d’entrata ed uscita
comprendono tra le varie voci:
Entrate:
1. Entrate dirette
- Oneri di urbanizzazione primaria
- Contributi di concessione sul costo di
costruzione
- Contributo ecologico per le aree artigianali e
produttive
2. Entrate indirette
- ICI sulla strutture realizzate
- Tassa di smaltimento rifiuti
- Canoni
3. Entrate indotte
- Oneri di urbanizzazione secondaria (Polo
scolastico, Centro intercomunale ospedaliero, ...)
- ICI su residenze nuove
- Imposte RC Auto
- Finanziamenti di altre opere pubbliche
Uscite:
1. Uscite Dirette:
- opere di realizzazione per riqualificazione
ambientale degli ambiti con attività improprie
da trasferire
- manutenzione infrastrutture
2. Uscite Indirette:
- costo di smaltimento rifiuti industriali ed
urbani
- costi fognature
- costi gas
- costi servizio idrico
- costi trasporto pubblico
- manutenzione ordinaria opere indirette
3. Uscite Indotte:
- costi per l’adeguamento dei servizi
comunali
- costi per l’adeguamento dei servizi
provinciali
- costi di realizzazione di eventuali altre opere
- costi per la manutenzione di eventuali opere
indotte dalla realizzazione dell’ambito di
trasformazione
|