…: PIANO DIRETTORE E PEREQUAZIONE TERRITORIALE DELLA VALDASO:
STRUMENTI DI ATTUAZIONE PER LA PIANIFICAZIONE AMBIENTALE :...
PARTE IV – PROPOSTA PER IL FONDO DI COMPENSAZIONE



1. FONDO DI COMPENSAZIONE PER LA VALDASO: PROPOSTA DI CONFIGURAZIONE E CALCOLO PER L’ACCORDO TERRITORIALE

Sulla base di quanto definito nel documento di Piano, ovvero dallo studio e definizione della metodologia per l’applicazione concreta della perequazione territoriale alla pianificazione della Valdaso, nonché dalla contestualizzazione delle analisi, dei dati e delle informazioni sul territorio, si definisce una proposta di Fondo di Compensazione.

Innanzitutto, va sottolineato che, gli strumenti per l’attuazione del Piano Direttore sono la compensazione urbanistica, i crediti edilizi ed il fondo di compensazione.
Questi definiscono le modalità d’azione e d’intervento per garantire un processo di trasformazione territoriale compatibile con le peculiarità locali, ma anche scelte condivise ed eque per tutto il territorio della Valdaso.

Le modalità di attuazione della perequazione territoriale, in linea generale, sono:

  • trasferimento di crediti edificatori (sistema di gestione intercomunale dei diritti/crediti ad edificare – “banca dei diritti edificatori trasferibili”) per la realizzazione di interventi d’interesse pubblico e/o per lo spostamento di attività e funzioni situate in ambiti impropri in altri più opportuni;
  • distribuzione equa di attività indesiderate (esternalità negative);
  • condivisione della base imponibile tra Amministrazioni soggette al piano (Fondo di Compensazione).

Vista l’ampiezza e la complessità dell’ambito di piano (23 Amministrazioni coinvolte con caratteristiche e peculiarità differenti) per garantire reale applicazione ed efficacia al principio di perequazione territoriale, è necessario determinare un fondo di compensazione.

Il fondo di compensazione può, infatti, essere considerato lo strumento finanziario della perequazione territoriale.
Esso raccoglie risorse economiche depositate dagli enti avvantaggiati dalle scelte di trasformazione e pianificazione territoriale e distribuisce, invece, porzioni del fondo agli enti che sono svantaggiati dall’attuazione delle previsioni di trasformazione.

Le risorse che compongono il fondo di compensazione possono essere utilizzate per:

  • investimenti in opere pubbliche a favore di tutti i comuni interessati dal piano e partecipanti al fondo;
  • opere ed interventi da realizzare solo per i comuni svantaggiati da un intervento di trasformazione urbanistica;
  • opere e servizi d’interesse di singoli comuni aderenti al Piano, in base a ripartizioni definite tra gli stessi comuni;
  • compensazione economica per i comuni che sono svantaggiati dal processo di trasferimento di attività improprie in aree di trasformazione territoriale urbanistica;
  • un eventuale redistribuzione tra i Comuni delle risorse rimanenti del fondo.

Sulla base di quanto premesso e dei contenuti del Piano, quindi, va scelta la forma giuridica del fondo, ovvero va stabilita la modalità di gestione del fondo, degli aspetti economici e finanziari (entrate ed uscite compensative; percentuali di adesione al fondo; ...).

Per l’avvio del processo di perequazione territoriale, quindi per l’istituzione ed organizzazione del fondo di compensazione, deve essere sottoscritto un Accordo Territoriale che individui diritti e doveri dei soggetti aderenti e che regoli concretamente l’attuazione del piano.
Nelle Norme Tecniche di Attuazione di piano provinciale (NTA del PTCP) deve essere stabilito l’obbligo di sottoscrivere Accordi Territoriali tra la le Amministrazioni comunali comprese nell’ambito di’intervento del piano ed interessate dalle trasformazioni territoriali, nonché tra queste e la Provincia.

Le indicazioni riguardanti le modalità d’attuazione della pianificazione provinciale (piani attuativi), i contenuti del Piano Direttore (come strumento attuativo) e le prescrizioni normative per gli Accordi completano il quadro per rendere il Piano per la Valdaso realmente e concretamente uno strumento di pianificazione d’area vasta per un ambito specifico della provincia di Ascoli Piceno.

Per definire gli Accordi Territoriali tra le amministrazioni coinvolte, il Piano Provinciale (PTCP) stabilisce quindi i contenuti generali che devono essere previsti e trattati nel documento di Accordo. Solo con l’inclusione delle questioni rilevanti segnalate dal PTCP, l’Accordo può essere approvato e firmato anche dalla Provincia.

Gli aspetti che vanno approfonditi e definiti nell’Accordo Territoriale sono:

  • assetto urbanistico-territoriale, con indicazione delle possibilità e delle direttrici di espansione, ma anche delle regole per lo sviluppo locale;
  • azioni, interventi, opere per la riqualificazione delle aree di trasformazione (nuove aree) e riqualificazione anche delle di trasferimento (dove attualmente collocano le attività improprie), ovvero delle situazioni problematiche già esistenti nel territorio;
  • conversione ed adeguamento delle aree produttive esistenti agli indirizzi per le Aree Ecologiche Attrezzate (come definito anche negli indirizzi normativi del Piano Direttore), ma anche adeguamento delle nuove aree in previsione secondo tali principi;
  • costituzione di un Fondo di Compensazione sovracomunale per organizzare e razionalizzare l’uso delle risorse economiche locali che vengono depositate nel fondo e che derivano dalle scelte di trasformazione territoriale individuate con il piano. La gestione del fondo deve prevedere la distribuzione equa delle risorse, definita in base alle differenti situazioni e condizioni di esternalità positive o negative determinate dalle trasformazioni ad ogni amministrazione con volta.

Sulla base dell’Accordo che viene sottoscritto dalle Amministrazioni coinvolte, quindi, è possibile definire ed organizzare anche l’impostazione del fondo perequativo, ovvero le modalità e le forme per acquisire le risorse necessarie per creare il fondo.

Il fondo di compensazione può assumere, quindi, differenti forme:

  • Fondo “virtuale”, il quale non prevede l’istituzione di organi specifici, ma viene gestito da una delle Amministrazioni Comunali aderenti, individuata di comune accordo.
    Gli aspetti economici sono gestiti con trasferimenti compensativi di risorse da un ente all’altro;
  • Fondo “dipendente” che non ha una sua capacità giuridica, ma ha dei propri organi di gestione.
    Il fondo è gestito da una delle Amministrazioni aderenti al piano e al fondo, con capitoli separate all’interno del proprio bilancio.
    L’Amministrazione è titolare del fondo,ma agisce in base alle indicazioni approvate dagli organi di gestione incaricati dal gruppo di Amministrazioni associate;
  • Fondo “indipendente”, ovvero indipendente dalle Amministrazioni Comunali aderenti al fondo. L’ente di gestione del fondo deve essere un soggetto con propria capacità giuridica (consorzio, società di capitali, ...).
    Questo soggetto può dare incarico, come committente (stazione appaltante), per la realizzazione delle opere necessarie al funzionamento degli ambiti produttivi-artigianali, quelli polifunzionali di servizi e per le nuove aree residenziali.

I dati di bilancio delle Amministrazioni Comunali della Valdaso permettono di classificare la tipologia di entrate ed uscite necessarie per individuare e calcolare le basi del fondo.
Questi dati sono stati raccolti durante le interviste dirette alle amministrazioni coinvolte nel processo di piano, attraverso questionari specifici consegnati e compilati.

Le risorse del fondo di compensazione derivano, quindi, dalle casse degli enti locali aderenti e possono essere costituite con risorse proprie e con quote dei proventi di urbanizzazione e delle entrate fiscali conseguenti alla realizzazione degli interventi concordati.

In merito alla composizione del fondo, va ricordato che devono essere definite precisamente le Amministrazioni Locali della Valdaso che aderiscono al piano ed, in particolare, al Fondo, nonché le altre Amministrazioni (enti istituzionali, quali Provincia, Unione Comuni, Comunità Montana, Parco dei Monti Sibillini, ...) coinvolte ed influenzate dalla trasformazione urbanistica dell’area della Valdaso.
L’individuazione e la selezione degli enti coinvolti che aderiscono all’Accordo è una fase complessa, ma con queste informazioni si può definire l’ampiezza del fondo.

Risulta evidente che le Amministrazioni non aderenti godranno comunque di benefici diretti e indiretti conseguenti all’attuazione del piano, ma non potranno usufruire delle potenzialità e delle disponibilità economiche del Fondo di Compensazione per realizzare interventi di interesse pubblico locale.

Le entrate ed uscite degli enti coinvolti sono classificate perciò in tre tipologie:

1.Entrate ed uscite dirette che riguardano le entrate direttamente collegate alla realizzazione delle strutture;

2.Entrate ed uscite indirette che includono le entrate costanti provenienti dall’esistenza a lungo termine delle strutture e dalle attività svolte in tali strutture;

3.Entrate ed uscite indotte che costituiscono le maggiori entrate conseguenti ad un aumento di popolazione e/o utenti, indotte dalle nuove strutture.

Ognuna di queste classi comprende una serie di voci, selezionate in base all’analisi dei dati forniti da tutte le Amministrazioni comunali coinvolte. Le tre tipologie d’entrata ed uscita comprendono tra le varie voci:

Entrate:

1. Entrate dirette

  • Oneri di urbanizzazione primaria
  • Contributi di concessione sul costo di costruzione
  • Contributo ecologico per le aree artigianali e produttive

2. Entrate indirette

  • ICI sulla strutture realizzate
  • Tassa di smaltimento rifiuti
  • Canoni

3. Entrate indotte

  • Oneri di urbanizzazione secondaria (Polo scolastico, Centro intercomunale ospedaliero, ...)
  • ICI su residenze nuove
  • Imposte RC Auto
  • Finanziamenti di altre opere pubbliche

Uscite:

1. Uscite Dirette:

  • opere di realizzazione per riqualificazione ambientale degli ambiti con attività improprie da trasferire
  • manutenzione infrastrutture

2. Uscite Indirette:

  • costo di smaltimento rifiuti industriali ed urbani
  • costi fognature
  • costi gas
  • costi servizio idrico
  • costi trasporto pubblico
  • manutenzione ordinaria opere indirette

3. Uscite Indotte:

  • costi per l’adeguamento dei servizi comunali
  • costi per l’adeguamento dei servizi provinciali
  • costi di realizzazione di eventuali altre opere
  • costi per la manutenzione di eventuali opere indotte dalla realizzazione dell’ambito di trasformazione



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