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Grottammare Ex Ospedale

Grottammare (AP)


Progettista incaricato: Arch. Fabrizio Torresi
Calcoli statici: Ing. Italo Grilli
Indagini geologiche: Dott. Stefano Taffoni
Progetto impianti: Ing. Daniele Boaretto
Indagini diagnostiche: A.I.C.E. Consulting srl
CAD designer: Geom. Matteo Smerilli


Pianta piano interratoPianta piano seminterratoPianta piano terra

Pianta piano primoPianta piano secondoPianta piano sottotetto

1. Le ragioni del progetto

Il progetto nasce dall'esigenza di recuperare spazi per attività pubbliche all'interno del Centro Storico di Grottammare.
Le numerose iniziative che periodicamente si svolgono in città, durante tutto il corso dell'anno, necessitano di un punto di riferimento soprattutto per quanto riguarda il settore della fotografia, delle tecniche audiovisive, della musica (che raccoglie una corale molto attiva, la Banda cittadina e la Gioventù Musicale) e del Teatro Dialettale.
La carenza cronica di strutture costringe troppo spesso all'utilizzo di locali non idonei alle iniziative programmate con problemi logistici, legati agli impianti, che risultano spesso quasi insormontabili.

2. Notizie storiche
Pianta piano sottotettoL'edificio nella sua struttura originaria risale al periodo di costruzione della strada di acceso al Centro Storico, costruita nell'Ottocento su un diverso tracciato rispetto alla strada di arroccamento antica che conduceva alla porta sud di ingresso alla città fortificata, percorribile quasi esclusivamente a piedi o con difficoltà da carri a traino animale, data l'eccessiva pendenza e tortuosità del percorso.
Il collegamento con la marina risultava indispensabile già dal 1200 con lo sviluppo del porto; e nasce anche dalla polemica tra gli abitanti del vecchio incasato, che necessitano continuamente di rinforzi alle infrastrutture, e quelli del nuovo, che si ritrovano spesso le strade allagate a causa dell'inefficienza dei drenaggi e degli scarsi finanziamenti destinati allo scopo.
La realizzazione della nuova strada, fortemente voluta dai Conti Palmaroli per consentire l'agevole accesso in città con le carrozze, mezzi di trasporto molto in uso nell'ottocento, è stata possibile attraverso la realizzazione di grandi arconi in muratura che poggiavano in parte sul tracciato dell'antica strada.
Tale operazione ha portato ad un parziale interramento dei primi due piani della schiera di edifici esistenti posta a sud del Centro Storico che sono rimasti al disotto della possente struttura muraria dove sono ancora visibili, all'interno degli archi, gli antichi portoni di ingresso con le cornici molto raffinate, i portoni, qualche accenno di finestra e con ancora la scala interna di distribuzione ai piani parzialmente agibile.
Nella cartografia storica la presenza della porzione nord dell'edificio risulta esistente già in una rappresentazione ideale della città vista dal mare risalente al settecento (All.C), la ritroviamo poi in una incisione del 1841rintracciata presso gli archivi comunali (All.B), in un estratto dai verbali comunali del 1849 (All.D) e nelle planimetrie del Catasto Gregoriano del 1898 (All.E All.E.1 - All.E.2).
Le indicazioni sopra riportate evidenziano come tale porzione dell'edificio sia precedente alla realizzazione della nuova strada, infatti tale parte conserva un piano quasi completamente interrato con un passaggio sotterraneo che attraversa la strada per sbucare, con un portone in legno,Sezione A-A lungo il percorso pedonale che collega Via S. Agostino con Via Cagliata.
L'ampliamento dell'edificio dovrebbe risalire ai primi del novecento quando fu decisa la destinazione dell'immobile a struttura sanitaria, appare singolare la scelta di una facciata neoclassica, peraltro incompleta.
Nella stampa settecentesca sopra citata l'edificio appare già a tre piani è ipotizzabile comunque che dopo la realizzazione della nuova strada e l'interramento quasi totale di un piano si sia provveduto alla sopraelevazione in epoca successiva all'ampliamento e presumibilmente, in ragione delle tecnologie e dei materiali usati intorno agli anni cinquanta del novecento.
In occasione della sopraelevazione si è provveduto alla intonacatura a cemento dell'intera facciata al fine di omogeneizzarne l'immagine, senza provvedere però ad un completamento degli elementi architettonici e delle partiture.
Le paraste, le lesene, i capitelli e le cornici sono limitati alla porzione in ampliamento e al solo piano aggiunto all'edificio più antico.
Pertanto l'intera facciata principale appare alquanto casuale e incoerente negli elementi architettonici che la caratterizzano.
L'edificio è inutilizzato da oltre trent'anni e da una decina in stato di più totale abbandono, fortunatamente la buona tecnica costruttiva ha limitato il disgregarsi delle murature e dei solai limitando le infiltrazioni di acque meteoriche pur possedendo una copertura piana.


3. Indagini preliminari sull'edificio e prime note sulla statica della struttura
Sull'edificio sono state effettuate indagini preliminari finalizzate alla conoscenza degli elementi strutturali e alle verifiche sismiche dell'edificio Sezione B-Bnonché della conformità dei solai e delle murature alla normativa vigente.


A – METODOLOGIA DI INDAGINE.
Il metodo di lavoro dello studio da condurre per l'individuazione di un "sistema coordinato d'intervento strutturale", calato per altro, nell'aspetto pratico-esecutivo, risente di alcuni presupposti di partenza che debbono essere citati per comprendere le operazioni descritte nel seguito.
Innanzi tutto un intervento strutturale che tenga conto del bene oggetto di intervento come nel caso, appartenente al patrimonio storico culturale pubblico, deve approfondire la conoscenza non solo dell'edificio e delle sue componenti architettoniche, ma anche dei materiali e tecnologie costruttive per adeguarsi ai sistemi presenti e non "costringere" il sistema strutturale ai mezzi attuali a disposizione del cantiere moderno.
Le indagini dirette sulle componenti strutturali sono sicuramente quanto di meglio a disposizione del progettista e dell'impresa; la conoscenza dei materiali e dei sistemi costruttivi consente anche di utilizzare le tecnologie e mezzi del cantiere contemporaneo senza rendere gli interventi invasivi o peggio distruttivi.
Se studiate senza pregiudizi le tecniche costruttive tradizionali indirizzano le scelte progettuali che si presentano negli interventi di restauro verso soluzioni compatibili ed appropriate concorrendo ad individuare il grado di trasformabilità, fermo restando il contributo delle attuali tecnologie.


Sezione C-CPunto di partenza resta comunque l'analisi dell'apparecchiatura costruttiva. Lo studio della componente tecnologica del tipo architettonico si ritiene particolarmente significativo innanzitutto perché il "sistema edificio" può essere compreso negli elementi di fabbrica (macroelementi) e quindi nelle relazioni geometrico–costruttive che lo caratterizzano, poi perché la sua rivalutazione consente di verificare le analisi storico critiche elaborate nella prima fase; infine perché sul piano operativo consente di fornire elementi di giudizio e di orientamento sulle scelte progettuali da operare.

Il progetto degli interventi strutturali, ha necessità di rilievi calibrati su un livello di dettaglio molto alto e non solo relativi alla lettura "architettonica" dell'edificio, ma anche ai materiali e loro caratteristiche, per questo è necessario riproporre un disegno delle piante, che è anche informatizzato, adeguato alle necessità dette, nonché modellare la struttura per una verifica agli elementi finiti capace di risolvere anche l'eventuale certificazione sismica che verrà introdotta con l'entrata in vigore della ORDINANZA P.C. M. N. 3274 DEL 20/03/2003 e successivi aggiornamenti e integrazioni.
Tale elaborato sarà base indispensabile per l'elaborazione del progetto esecutivo.

Lo studio si basa sui seguenti dati messi a disposizione o approntati per l'occasione:

  • su indagini dirette, e visive approntate per individuare l'intervento più congruo strutturalmente e meno invasivo rispetto quanto di originario ancora conservato sia nei materiali sia nelle tecnologie e tipologie presenti.
  • sui rilievi e studi approntati nel corso del tempo.

B – IL SISTEMA COSTRUTTIVO DELLA "FABBRICA" EX OSPEDALE.
La fase conoscitiva, relativa all'apparecchiatura costruttiva, si sviluppa a partire dal reperimento dei dati e materiali già in possesso, completati da Prospetto estquelli necessari ad una formulazione progettuale di base.
In particolare si è approntata un'apposita indagine di lettura articolata per elementi di fabbrica:

  • fondazioni/terreno;
  • ossatura portante muraria;
  • orizzontamenti intermedi a volta, a solaio;
  • solai di copertura;
  • collegamenti verticali: scale.

Per ogni elemento strutturale generale debbono essere analizzati gli elementi costruttivi mediante lettura dal vero, indagine o deduzione da studi precedenti e materiali, mettendo in evidenza le relazioni costruttive con gli altri elementi di fabbrica e tra le parti costruttive in cui l'elemento è stato scomposto.

Quasi a formare un catalogo di elementi strutturali che debbono essere poi raccolti in alcune tavole di progetto dove saranno individuate le tipologie degli elementi strutturali componenti il complesso e forniscono le modalità di recupero, i materiali e le tecnologie di intervento, tenendo conto degli accorgimenti esistenti e da realizzare per un progetto inquadrabile ai sensi della legge n. 64/74 come intervento di "MIGLIORAMENTO SISMICO" per le parti strutturali in muratura portante, e di ADEGUAMENTO per le opere di ampliamento e ad esse collegate.Prospetto sud

In effetti, in alcune parti non si prevederanno interventi che variano lo schema statico dell'edificio sia nella distribuzione interna sia nelle destinazioni d'uso consolidate, sia nella distribuzione dei carichi, mentre in altre tale variazione è prevista tale da rendere l'edificio "adeguato" ai sensi della legge sismica vigente.

In definitiva la tipologia di interventi proposta tiene conto della attuale normativa in zona sismica:

  • Min. LL.PP. circolare n. 21745 del 30.7.81
  • Min. LL.PP. circolare n. 22120 del 12.12.81
  • D.L. 24.01.1986
  • L.R. Umbria , n. 11e 12/1984
  • legge n. 64 del 02.02.1974
  • il decreto D.M. 16.01.1996 di applicazione della legge n. 64/74
  • la Circolare del Ministero dei LL.PP. n. 65/AA.GG. del 28.04.1997
  • la circolare del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali n. 1032 del 18.7.1986
  • regolamenti per i BBCC per il recupero post terremoto nella Marche e Umbria
  • T.U. edilizia
  • T.U. BB. AA.CC
  • OPCM 3274 del 20.03.2003 e successivi agg

4. Descrizione del progetto
Prospetto ovestL'ex ospedale è un grande edificio a tre piani con una superficie di circa 1500 mq. sito all'ingresso sud del Centro Storico.
Per la sua posizione e le sue dimensioni è stato scelto per ospitare un centro polivalente con annessa foresteria.
Al Piano Seminterrato ospiterà una sala di proiezione con circa cinquanta posti, strutturata per funzionare come sala polivalente, attrezzabile anche con sala per traduttori e dotata degli impianti specialistici necessari per il funzionamento come centro conferenze.
Al Piano Terra è prevista la realizzazione del Centro Multimediale dotato di cinque sale, dei servizi e, utilizzando la parte nord del seminterrato, di un archivio molto capiente con antistante sala consultazione.
Al Piano Primo è prevista la realizzazione del Centro Formazione Arti Musicali, dotato di una sua sala conferenze di 27 posti per Corsi di Formazione, di un'ampia Sala Prove, utilizzabile sia dalla Banda Municipale, che dalla Corale nonché da gruppi musicali. Vi saranno inoltre quattro sale per lezioni singole e di gruppo, nonché i servizi necessari.
Al Piano Secondo è prevista la realizzazione della Foresteria che dovrebbe ospitare sia gli insegnanti che gli allievi dei corsi che si terranno nella struttura, sarà dotata di tre camerate a più letti, una camera a due letti e due camere singole, tutte dotate di servizi igienici interni.


L'intervento di recupero prevede sinteticamente le seguenti opere:

  • la realizzazione della sala polivalente seminterrata previa demolizione di parte della struttura più recente posta a sud, con struttura portanteFacciata est in cemento armato e tamponamenti in muratura;
  • rimozione di intonaci esterni ed interni esistenti e rifacimento con calce idraulica di qualità certificata;
  • rimozione degli infissi esistenti sia esterni che interni;
  • istallazione di infissi in legno con retrocamera;
  • coibentazione e impermeabilizzazione dei solai di copertura;
  • demolizione pavimenti e rivestimenti esistenti;
  • eliminazione degli elementi incongrui ed il restauro delle parti architettoniche di pregio;
  • opere strutturali finalizzate al consolidamento e la riduzione del rischio sismico dei solai e della muratura portante;
  • contenimento dei consumi energetici attraverso la coibentazione dei solai e delle murature con bassa inerzia termica; i materiali previsti saranno dotati di certificati che garantiscano valori nulli di rilascio di sostanze volatili, pertanto non inquinanti e biocompatibili;
  • realizzazione dell'impianto di riscaldamento che sarà del tipo a pavimento radiante in modo da contenere i consumi energetici;
  • realizzazione dell'impianto idrosanitario utilizzando cuscinetti di materiale elastico tra le canalizzazioni e la struttura muraria per il contenimento del rumore negli ambienti interni, e l'uso rubinetti dotati di riduttore di portata per il contenimento dei consumi;
  • tinteggiatura interna ed esterna con tinta a calce perfettamente biocompatibile e in grado di evitare ogni forma di inquinamento indoor, saranno realizzate in colori chiari per un migliore confort ambientale e la conseguente riduzione dei consumi di energia elettrica.

Al fine di garantire il massimo comfort ambientale interno e una significativa qualità del costruito si prevede l'uso di pitture, vernici, solventi

Facciata sud-est

, schiume poliuretaniche limitato a quelli con componenti atossici (come le pitture a calce) o a quelli dotati di certificati con valori di bassa emissione di agenti inquinanti.

IL PRIMO STRALCIO FUNZIONALE
Il primo stralcio funzionale è finalizzato alla realizzazione della sala polivalente seminterrata completa degli impianti termoidraulico, elettrico e di trattamento dell'aria, alla ricostruzione con criteri antisismici della porzione di edificio sovrastante la sala polivalente e al consolidamento strutturale delle sale poste al Piano Rialzato.
In particolare:

  • realizzazione ponteggi con protezione in teli di pvc;
  • rimozioni e sgombero arredi,impianti,infissi e varie;
  • demolizione e ricostruzione del muro contro terra nella parte ovest dell'edificio;
  • scavi per fondazioni e piano interrato;
  • demolizione e ricostruzione della porzione sud dell'edificio;
  • demolizione murature e calcestruzzo armato;
  • demolizione massetti e sottostanti solai o solette;
  • demolizione tramezzi ed intonaci;
  • demolizione pavimenti e rivestimenti;
  • realizzazione di drenaggi finalizzati allo smaltimento delle acque sotterranee;
  • realizzazione di fondazioni in cemento armato;
  • realizzazione di solai in latero-cemento e sovrastanti massetti;
  • realizzazione di strutture portanti verticali in mattoni pieni;
  • rifacimento intonaci sia interni che esterni;
  • rivestimenti per bagni al piano seminterrato (per la sala polivalente);
  • realizzazione rampa di accesso alla sala polivalente;
  • coibentazione dei solai di copertura e delle murature a bassa inerzia termica;
  • realizzazione di rete fognante per acque bianche e nere;
  • infissi interni ed esterni (per la sala polivalente);
  • tinteggiatura con tinta calce sia interna (per la sala polivalente) che esterna per la facciata Est;Spaccato seminterrato da sud
  • a.impianti elettrico, e idrotermosanitario (per la sala polivalente).

5. Conformità con la normativa urbanistica vigente
Il Piano particolareggiato del Centro Storico individua l'immobile come "Edificio in contrasto con il contesto storico-ambientale – CO" come definito dall'Art.5 delle NTA e lo individua nella cartografia di Piano con il codice CO.7.

Nella Tab. A al Punto D nelle prescrizioni particolari:

"Si prescrive l'adeguamento della copertura alle prescrizioni contenute nell'Art.8 punto c) Es. 3a), la disposizione delle falde deve vedere le pendenze disposte in senso Est-Ovest e la copertura deve essere eseguita con coppi di recupero, una superficie max Spaccato seminterrato da nordestpari al 20% della superficie di calpestio può essere lasciata a terrazza purché non interessi la falda Est dell'edificio.
I serramenti delle finestre del secondo piano vanno adeguati alle prescrizioni di cui al Prontuario del Recupero.
Per l'intonaco esterno, realizzato in cemento, si consiglia l'adeguamento alle prescrizioni di cui al Prontuario allegato al presente Piano.
Per la tinteggiatura esterna si fa obbligo di realizzarla in conformità con quanto prescritto nel Prontuario del Recupero.
L'edificio è sottoposto ad intervento pubblico.
La TIPOLOGIA D'INTERVENTO RE2.3 e le DESTINAZIONI D'USO D3 e1, D3 e2), D3 f) e D3 h) sono condizionate al rispetto integrale delle prescrizioni contenute nella Tab. B e nella presente Tab.A.
I solai in latero-cemento non recuperabili o per i quali si preveda la demolizione vanno sostituiti con solai in struttura portante lignea conformemente a quanto previsto nel Prontuario allegato al presente Piano."

Nella Tab.B sono riportate le indicazioni progettuali tra cui:

  • adeguamento della copertura;Spaccato piano terra da ovest
  • adeguamento dell'intonaco esterno;
  • conservazione della porzione di edificio con paraste, cornici capitelli e zoccoli;
  • completamento della parte di cui sopra nella porzione nord;
  • adeguamento ed eliminazione di aperture;
  • rimozione di serramenti nel secondo piano.

Occorre precisare che le indicazioni del piano sono vincolanti solo per quanto indicato al punto D della Tab.A ove si prescrive il rispetto integrale solo nei casi di opere espressamente indicate, per l'edificio CO.7 come sopra evidenziato si indica:
Vista da sudovest"… La TIPOLOGIA D'INTERVENTO RE2.3 e le DESTINAZIONI D'USO D3 e1, D3 e2), D3 f) e D3 h) sono condizionate al rispetto integrale delle prescrizioni contenute nella Tab. B e nella presente Tab.A."

Le tipologia d'intervento RE2.3 definisce la "demolizione e ricostruzione dei solai, delle scale e della copertura, con modifica delle quote originarie e con materiali diversi;" operazione non prevista dal progetto;
Le destinazioni indicate in Tab.A sono quelle appresso riportate:

D3 - Terziarie
Le destinazioni d'uso terziarie comprendono i manufatti necessari all'esercizio di:

e1) Pubblici esercizi per il ristoro;
ristoranti, trattorie, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, cibi da asporto, ecc., comprendenti sia gli spazi di uso pubblico sia quelli di servizio e di supporto all'attivita', quali magazzini, piccoli laboratori e altri spazi tecnici;

e2) Pubblici esercizi per lo svago;
disco bar, sale giochi, ecc., comprendenti sia gli spazi di uso pubblico sia quelli di servizio e di supporto all'attivita', quali magazzini, piccoli Vista da nordovestlaboratori e altri spazi tecnici;

h) Attivita' direzionali e di servizio;
attivita' bancarie, amministrative, finanziarie, assicurative, di servizio all'impresa, agenzie di viaggi, immobiliari, di pratiche automobilistiche, autoscuole, esposizioni, mostre, fiere , uffici in genere;

anche in questo caso le destinazioni previste dal progetto non rientrano tra quelle regolate dal punto D della Tab. A.
Pertanto l'intervento, pur non completando la copertura è perfettamente conforme alla normativa di Piano Particolareggiato.


6. Caratteristica materiali prescelti.
I materiali da utilizzare per l'intervento di recupero dell'edificio saranno perfettamente conformi agli originali al fine di non modificare la statica dell'edificio e non creare problemi nella traspirabilità delle murature.
In particolare le opere saranno realizzate nel rispetto di quanto prescritto dal PRONTUARIO DEL RECUPERO allegato al Piano di Recupero del Centro Storico di Grottammare.

Si prevede di intervenire come appresso indicato:

INTONACI - IN
Gli interventi riguardano sia le facciate dove vi è traccia d'intonaco, sia quelle che pur non presentandone più testimonianza, mostrano un Ingresso e corpo scala facciata ovestapparecchio murario incoerente, tale da non poter essere lasciato a vista.
In tali casi si suggerisce la ripresa, laddove possibile, degli intonaci esistenti secondo modalità reintegrative.
Dove ciò non è possibile si procederà alla realizzazione di nuovi intonaci secondo le indicazioni che seguono:

IN.1 - RIPARAZIONE INTONACI ESISTENTI DA CONSERVARE

Il recupero degli intonaci conformi, per esecuzione e materiali, alle tecniche esecutive originarie vanno eseguiti attuando una preventiva battitura manuale di tutte le superfici al fine di accertare le zona in fase di distacco, la rimozione delle parti di intonaco staccate, la depolverizzazione delle superfici e il lavaggio con idropulitrice a bassa pressione.
Una volta ripulito il supporto si provvederà all'esecuzione delle rappezzature con malta di calce conforme all'originale che verrà tirata in piano con l'utilizzo di stagge, sino al raggiungimento di una uniformità formale e tessiturale (quanto a spessori, rugosità e planarità) tra il ricostruito e l'esistente.

IN.3 - INTONACO EX NOVO O SU SUPERFICI DA ADEGUARE

Sulle superfici per le quali è prevista l'esecuzione ex novo o l'adeguamento dell'intonaco esistente si procederà come segue:Facciata est

pulitura supporto esistente con idropulitrice a bassa pressione o asportazione degli intonaci esistenti con azione manuale;
esecuzione di intonaco rustico per esterni tirato in piano, eseguito con malta di calce idraulica, costituito da strato di rinzaffo di consistenza fluida con inerte a base di sabbie grossolane selezionate, applicato a cazzuola su supporto preventivamente bagnato; strato di arriccio su supporto già indurito e opportunamente bagnato, costituito da calce idraulica naturale, applicato a mano con cazzuola e successiva staggiatura;
esecuzione di strato di stabilitura in malta di calce aerea e sabbie fini selezionate, applicato con spatola metallica e lavorata al fratazzo metallico e fratazzo di spugna.
Le composizioni dei leganti per i vari strati sarà la seguente:

RINZAFFO:
SABBIA GROSSOLANA ASCIUTTA (granulometria: 2 parti 1,5/5 + 1 parte 0,5/1,2): 6 vol.
CALCE IDRAULICA NATURALE 1: 3 vol.1
ACQUA: quantità varia

ARRICCIO:
SABBIA VAGLIATA ASCIUTTA (granulometria: 0,5/1,5): 8 vol.
CALCE IDRAULICA NATURALE: 2 vol.
CALCE AEREA IN PASTA (grassello): 1 vol.

STABILITURA:
SABBIA FINE ASCIUTTA (granulometria: 0,5/0,8): 2 vol.
CALCE AEREA IN PASTA (grassello): 2 vol.

IN.4 - INTONACO COLORATO IN MASSA

Facciata est, finestra piano terraFacciata est, portone d'ingresso


L'esecuzione di intonaco colorato è sempre consentita quanto si tratti di ripristino di colori esistenti, mentre è consentita nei soli edifici non compresi nelle categorie TU e ST in tutti gli altri casi.
Lo strato colorato (STABILITURA) va posto su intonaco rustico (RINZAFFO) eseguito secondo le indicazioni di cui al precedente punto IN.3 opportunamente bagnato ed è costituito da malta di calce aerea e sabbie fini selezionate, pigmentata esclusivamente con terre naturali o pietre colorate macinate, applicato con fratazzo metallico e fratazzo di spugna.
Non è prevista alcuna limitazione all'uso del colore purché le tecniche esecutive siano quelle di cui sopra e il colore derivi da TERRE NATURALI o PIETRE COLORATE MACINATE.


TINTEGGIATURA ESTERNA DEGLI EDIFICI - TN

L'intervento di conservazione e restauro delle tinte originarie si propone di recuperare la finitura esterna dell'edificio attraverso i materiali, le tecniche tradizionali e i colori ancora presenti sulle facciate: ocra rossa, terra verde e blu (presente con due tonalità diverse: blu oltremare e blu ceruleo legato all'uso dell' "acqua ramata".

TN.1 - TINTEGGIATURA A CALCE

L'utilizzo della calce come legante nelle tinte, permette di ottenere un aggrappo di tipo chimico-coesivo con il muro nella decorazione murale è la tecnica più resistente, particolarmente all'esterno, garantisce la massima traspirabilità della massa muraria; grazie alla scomposizione della luce, determinata dai cristalli di carbonato di calcio, la tinta a calce crea una finitura particolare e irripetibile, una campitura cromatica più luminosa e leggera anche in presenza di una forte saturazione di colore.
I materiali da utilizzare sono esclusivamente grassello di calce e pigmenti minerali o terre colorate che non modificano la loro tonalità in seguito all'azione dei raggi ultravioletti.
Le stagioni migliori per l'esecuzione della tinteggiatura sono la primavera e l'autunno, in quanto nei periodi caldi il processo di carbonatazione risulta estremamente rapido con il rischio che la tinta spolveri.

INFISSI E SERRAMENTI - IS

Facciata est, particolare di lesenaGli infissi esterni, nella loro tipologia prevalente, sono a due ante con doppio specchio su ogni anta che nelle altezze maggiori assumono forma irregolare con lo specchio in basso di dimensioni inferiori rispetto a quello in alto.
Negli infissi più antichi la protezione interna dai raggi solari viene garantita da sportelloni in legno ("scuri"), mentre i più recenti sono dotati di serramenti costituiti nella quasi totalità da persiane in legno tinteggiate in due colori prevalenti: il VERDE SCURO e il GRIGIO CHIARO.
Per gli interventi in cui è prescritto il recupero o la sostituzione degli infissi e serramenti esistenti, in caso di nuove aperture o adeguamento delle esistenti le modalità di realizzazione sono le seguenti:

IS.1 - INFISSI DI DIMENSIONE INFERIORE a cm. 80 (L) x 140 (H)

è consentita la realizzazione di un'unica anta con unico specchio anche se non è vietata l'anta doppia purché ad unico specchio per ogni singola anta, sono espressamente vietate le tipologie a più specchi del tipo "all'inglese";
si consiglia l'inserimento di sportelli oscuranti interni in sostituzione dei serramenti;
l'infisso deve essere dotato di vetro termico;
il materiale deve essere necessariamente legno, sono espressamente vietati gli altri materiali quali PVC, ALLUMINIO, ACCIAIO e simili anche se realizzati con finitura in finto legno;
il colore deve essere compreso nella gamma cromatica del BIANCO o del GRIGIO CHIARO, per consentire una riduzione della frequenza nella manutenzione si consente di lasciare l'infisso nel colore del legno naturale con dominante scura.

IS.2 - INFISSI DI DIMENSIONE SUPERIORE a cm. 80 (L) x 140 (H)

si prescrive la tipologia ad anta doppia di larghezza uguale con due specchi per ogni anta di dimensioni differenti di cui quello inferiore di altezzaFacciata est, particolare luce piano seminterrato compresa tra il 50% e l'80% di quello superiore, sono espressamente vietate le tipologie a più specchi del tipo "all'inglese";
si consiglia l'inserimento di sportelli oscuranti interni in sostituzione dei serramenti;
l'infisso deve essere dotato di vetro termico;
il materiale deve essere necessariamente legno, sono espressamente vietati gli altri materiali quali PVC, ALLUMINIO, ACCIAIO e simili anche se realizzati con finitura in finto legno;
il colore deve essere compreso nella gamma cromatica del BIANCO o del GRIGIO CHIARO, per consentire una riduzione della frequenza nella manutenzione si consente di lasciare l'infisso nel colore del legno naturale con dominante scura.

IS.3 - INFISSI PER PORTE-FINESTRA

si prescrive la tipologia ad anta doppia di larghezza uguale con tre specchi per ogni anta di dimensioni uguali tra loro per i superiori, l'inferiore di altezza variabile deve essere con specchio interno in legno, sono espressamente vietate le tipologie a più specchi del tipo "all'inglese";
si consiglia l'inserimento di sportelli oscuranti interni in sostituzione dei serramenti;
l'infisso deve essere dotato di vetro termico;
il materiale deve essere necessariamente legno, sono espressamente vietati gli altri materiali quali PVC, ALLUMINIO, ACCIAIO e simili anche se realizzati con finitura in finto legno;
il colore deve essere compreso nella gamma cromatica del BIANCO o del GRIGIO CHIARO, per consentire una riduzione della frequenza nella manutenzione si consente di lasciare l'infisso nel colore del legno naturale con dominante scura.

PORTONI - PN

I portoni in legno vedono nel centro storico un numero consistente di soluzioni, dalle più raffinate alle più semplici ma con elevato contenuto tecnologico e particolarmente suggestive dal punto di vista della memoria storica.
I più significativi sono quelli su portali a tutto sesto, ma sono gradevoli anche soluzioni per ingressi secondari di cantine, depositi, e locali di servizio ai piani seminterrati.
Le soluzioni consigliate per i portoni da adeguare sono le seguenti:

PN.1 - PORTONE ALLA MERCANTILE A DUE ANTE

Si tratta di portone costituito da tavolato orizzontale, prevalentemente in olmo, con incastro a battente scorniciato e non nella parte esterna.

PN.2 - PORTONE A SPECCHI BUGNATI

Si tratta di portone di tavole connesse a filo piano con traversa superiore e inferiore, specchi bugnati e mostre smosciate o scorniciate nella parte esterna.

FINITURE METALLICHE - FM

FM.1 - BALAUSTRA METALLICA

Le balaustre in metallo sono presenti in numerosi edifici all'interno del centro storico, le soluzioni più frequenti sono quelle legate ad una tipologia architettonica "povera", predominante a Grottammare, e sono presenti anche in edifici di prestigio quali il Teatro dell'Arancio; questa tipologia è costituita da semplici tondini metallici disposti in verticale uniti (avvitati) ad una doppia barra metallica che nella parte superiore assume, a volte la forma arrotondata.
Altre tipologie sono presenti per quanto riguarda il ferro battuto, con motivi dominanti di tipo liberty, sono ammessi interventi di riproposizione di tali motivi previa documentazione fotografica o modellino da sottoporre al parere della Commissione consultiva per il Centro Storico di cui all'Art.36 delle NTA.

PROTEZIONE SUPERFICI IN FERRO - PF

PF.1 - PROTEZIONE CON PRODOTTI TRADIZIONALI

Si prescrive la raschiatura del supporto al fine di eliminare residui di pittura esistente poco aderente; brossatura manuale mediante uso di spazzole metalliche e tela smeriglio al fine di asportare formazioni superficiali di ruggine; leggera carteggiatura e successiva applicazione di pittura antiruggine di fondo a base di resina su superfici già preparate a parte pigmentata con minio di piombo ad effetto barriera; applicazione di pittura di finitura su superfici già preparate e trattate con antiruggine a base di resina pigmentata con ossido di ferro micaceo naturale.

DURANTE I LAVORI

Particolare solaio demolitoParticolare demolizioni interneDemolizioni interne

Particolare solaio demolitoDemolizione soletta scaleIniezioni della muratura

Demolizione muro portanteParticolare muratura portanteConsolidamento volte

 

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