studio torresi - Adrianopoli, teatro romano
studio torresi - progetto
studio torresi - Grottammare alto
studio torresi - recupero ex ospedale Grottammare
studio torresi - Gjirokastra, castello

Lingua

Segui studio torresi

Feed Linked In Twitter YouTube

Houzz

Curriculum Vitae

bandiera ita Bandiera en

News ed eventi

 

Integrated System for Security Management ActivitiesS.I.S.M.A.
WP3:Percorsi progettuali per la pianificazione urbanistica e la programmazione integrata
Responsabile WP3 : Regione Marche - Arch. Paola Mazzotti
Dirigente della Posizione di funzione "Tutela dei beni culturali e programmi di recupero"


Conferenza transnazionale - Santorini (Grecia) 29-30 giugno 2006

Coordinatrice:
Arch. Paola Mazzotti - dirigente della Posizione di Funzione "Tutela dei beni culturali e programmi di recupero" della Regione Marche

Professionisti incaricati:
Prof. Alberto Cherubini - consulente esperto per la metodologia di analisi del rischio sismico
Arch. Fabrizio Torresi - consulente per la sperimentazione sul centro di Offida

Collaboratori:
Posizione di Funzione "Tutela dei beni culturali e programmi di recupero"
Regione Marche Autorità di bacino interregionale del fiume Tronto

Traduzioni:
Dott. Alessandra Saturni

 

La prevenzione del rischio sismico nel centro storico di Offida (Ap)
Scheda WP3 - Regione Marche

Quadro istituzionale

La regione Marche è costituita da 246 comuni e da 5 Province.
La regione ha funzioni di legiferazione, programmazione, indirizzo e coordinamento.
Le province sono titolari di competenze urbanistiche dal 1992 (approvazione degli strumenti urbanistici generali) e di deleghe in materia paesaggistica dal 1990.
I Comuni esercitano tutte le funzioni propriamente attinenti gli interventi che ricadono sul proprio territorio.

Quadro normativo di riferimento

Di scala regionale

Nelle Marche è vigente la Legge regionale n. 33/1984 "Norme per le costruzioni in zone sismiche nella Regione Marche" in attuazione della tuttora vigente Legge nazionale n.64/1974 "Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche".
E' attualmente in corso di revisione l'originaria Legge urbanistica regionale n.34/1992 attraverso un apposito tavolo tecnico tra Regione e sistema delle autonomie locali.
Nelle Marche è in vigore dal febbraio 1990 il Piano paesistico ambientale regionale, dal 2000 il Piano di inquadramento territoriale, costituenti rispettivamente il quadro delle tutele di scala regionale ed il quadro degli indirizzi strategici per le trasformazioni d'area vasta.
Inoltre è in vigore dal maggio 2003 il Piano di assetto idrogeologico regionale. Con deliberazione n.2/2005, è stato adottato il Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico del fiume Tronto che individua e disciplina le zone a rischio idrogeologico e di esondazione secondo quattro livelli differenziati.
Nell'ambito delle attività post sisma 1997 la regione Marche ha costruito, avvalendosi della consulenza del Comitato tecnico scientifico, un notevole e significativo corpus normativo relativo agli aspetti istituzionali, amministrativi, finanziari e tecnici interessati nella complessa opera di ricostruzione.
Il quadro tecnico - normativo regionale è divenuto il riferimento per:


INQUADRAMENTO TERRITORIALE- il recupero dei centri definiti dalla Legge n.61/98 "di particolare interesse maggiormente colpiti", quali centri di valore storico-architettonico e/o storico-paesaggistico, in quanto inseriti in aree a particolare valenza ambientale (art.3);
- il restauro con miglioramento strutturale ( a dicembre 2006) di oltre 1000 fabbriche monumentali su 2385 danneggiate dal sisma ed inserite in un apposito "Piano" (art.8).
Va rilevata l'innovatività del "programma di recupero post sisma" per Comuni di piccole dimensioni, anche delle proprie strutture tecniche: per alcuni è stata la prima occasione per misurarsi con uno strumento esigente che ha richiesto la pianificazione ed il coordinamento di una pluralità di interventi e di soggetti in un'ottica concretamente "integrata".

SISTEMA DELLE TUTELEE' altresì la prima volta nella storia della normativa regionale che viene posta particolare attenzione all'aggregato edilizio, elemento costitutivo dei tessuti storici, entro un'ottica strutturale con finalità antisismiche.
Altro aspetto innovativo riguarda gli interventi sulle infrastrutture ed in particolare l'interramento delle reti aeree (elettriche e telefoniche) reso possibile da apposite convenzioni tra la Regione e gli enti erogatori dei servizi cui la legge nazionale ha riconosciuto un parziale contributo.
Progettare e realizzare le reti dei sottoservizi con criteri antisismici costituisce uno dei principali interventi di riduzione della vulnerabilità del sistema urbano.
In particolare, per la stretta attinenza con le tematiche del Progetto SISMA, si richiamano i seguenti IL MODELLO FISICOatti, predisposti dalla Regione nel 1998 e 1999 nell'ambito dell'esperienza post sisma (si veda la documentazione contenuta nell'allegato CD):

- Linee di indirizzo per la ricostruzione post-terremoto ( Allegato n.2 riferite ai criteri per la perimetrazione dei programmi di recupero post sisma ed ai relativi "contenuti");
- Elaborati dei programmi; Criteri di valutazione e di priorità per la loro approvazione;
- Raccomandazioni per il rispetto delle normative paesaggistiche;
- Raccomandazioni dirette ad assicurare una architettura ecologica ed il risparmio energetico;
- Direttive tecniche per le opere pubbliche;
- Fase attuativa dei programmi di recupero: Criteri per la valutazione degli interventi unitari;
SISTEMA INSEDIATIVO- "Piano di ripristino, recupero e restauro del patrimonio culturale danneggiato dalla crisi sismica " di cui all'art. 8 della L.61/98";
- "Direttive tecniche per la progettazione e la realizzazione degli interventi di ripristino, recupero e restauro, con miglioramento sismico, del patrimonio culturale danneggiato dalla crisi sismica";
- Legenda unificata per la redazione dei progetti e Scheda tecnica di accompagnamento ai progetti per la realizzazione degli interventi di ripristino, recupero e restauro del patrimonio culturale danneggiato dalla crisi sismica";
- Codice di pratica per la progettazione degli interventi di riparazione, miglioramento sismico e restauro dei beni architettonici danneggiati dal terremoto umbro-marchigiano del 1997.
IL MODELLO FISICOA seguito dell'entrata in vigore dell'Ordinanza n.3274/2003, che ha classificato l'intero territorio nazionale come zona sismica, la Regione Marche ha provveduto all'individuazione ed alla formazione dell'elenco delle zone sismiche con Deliberazione n. 1046/2003 ed a successivi provvedimenti.


Di scala comunale

La sperimentazione attuata per il centro storico di Offida è stata guidata dai contenuti di tali provvedimenti e dall'esperienza maturata dalla struttura regionale dedicata - P.F. Tutela dei beni culturali e programmi di recupero - nell'attuazione degli interventi previsti dai citati programmi di ORTOFOTOCARTA TERRITORIO COMUNALErecupero, di cui il 63% riguarda insediamenti storici e di quelli relativi ai progetti ed ai cantieri dei beni culturali danneggiati.
Il Comune di Offida è dotato di un piano regolatore generale adeguato al Piano paesistico ambientale regionale (2004). Per il centro storico è da tempo in corso di redazione un "piano particolareggiato attuativo". Ciò ha agevolato l'attività di sperimentazione nella fase di raccolta dei dati, i cui esiti potranno fornire un ulteriore apporto ad integrazione dello strumento urbanistico di dettaglio.

Caratteristiche del centro storico di Offida
Il centro storico del Comune di Offida è rappresentativo della tipicità degli insediamenti marchigiani di crinale, di dimensione "media" con un numero di abitanti al di sotto delle 6.000 unità, come il 78% dei SISTEMA CENTRO STORICOcomuni della regione.
Al suo interno sono allocate funzioni non solo di scala urbana ma anche comunale oltre ad un notevole patrimonio di beni culturali pubblici e privati, elemento anche questo ricorrente nella realtà marchigiana.
L'attuale impianto urbanistico - edilizio del centro storico di Offida , si è sviluppato lungo un crinale, a circa 20 Km di distanza dalla costa , molto presumibilmente come saldatura fra due originari castelli di "Ophida" e di "Iscla".
Restano oggi alcuni tratti superstiti delle antiche mura in prossimità della rocca quattrocentesca. Il tessuto edilizio di base non ha subito nel tempo forti manomissioni, ad esclusione di alcune INTERFERENZA FRA FATTORE CENTRO STORICO E FATTORE DI AMPLIFICAZIONE SISMICA LOCALEristrutturazioni di edifici a partire dal secondo dopoguerra quali episodi circoscritti.
E' importante sottolineare la continuità nel tempo di funzioni pubbliche o di uso pubblico, che interessano rispettivamente edifici strategici o a rischio affollamento, svolte all'interno di edifici monumentali adibite in passato a funzioni specialistiche (ad esempio, il municipio già "palazzo priorale" medioevale e l'enoteca regionale "Vinea" nell' ex complesso conventuale).

Principali tematismi indagati
I diversi tematismi indagati di seguito illustrati sono stati di volta in volta interfacciati con le quattro componenti del rischio: pericolosità, vulnerabiltà, esposizione e valore.
Si è proceduto alla lettura ed alla comprensione:

ORTOFOCARTA CENTRO STORICO- delle relazioni funzionali tra il territorio comunale di Offida ed il contesto territoriale di riferimento;
- del sistema delle tutele di natura paesaggistico - ambientale e delle criticità di carattere idrogeologico presenti sul territorio;
- delle diverse amplificazioni sismiche locali desunte dalle indagini di microzonazione di dettaglio già in possesso del Comune;
- dell'evoluzione della forma urbana del centro storico e delle sue implicazioni sulle attuali caratteristiche morfo - tipologiche del tessuto edilizio storico;
- del sistema dei beni culturali , del connettivo e delle funzioni presenti all'interno del centro storico attraverso la cernita e la lettura dei dati socio - economici significativi.
IPOTESI DI LETTURA STORICAPer quanto riguarda il fattore pericolosità, quale componente "trasversale" ai diversi sistemi ed agli altri fattori di rischio, la sperimentazione ha fatto riferimento a due strumenti conoscitivi:

- le indagini di microzonazione sismica di dettaglio, effettuate dal Gruppo Nazionale Difesa Terremoti in collaborazione con il Servizio Sismico Nazionale e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per conto del Servizio Protezione Civile della Regione Marche
- il piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico del fiume Tronto.
Le indagini di microzonazione sismica di dettaglio nel centro storico di Offida hanno fornito valori differenziati del fattore di amplificazione sismica locale (Fa=1.1 ed 1.2.)
PRINCIPALI ISTITUZIONI URBANE (1694)Quindi si evince che l'area esaminata è soggetta ad un'amplificazione sismica ridotta che, peraltro, potrebbe essere comunque aggravata dalla presenza di un articolato sistema di strutture ipogee di origine antropica, fenomeno ricorrente in molti centri storici marchigiani.
Tale presenza interessa molto presumibilmente l'intero centro storico ed intercetta in particolare il sistema di vie di fuga ipotizzabile nell'ambito del piano di protezione civile comunale.
A queste informazioni si sovrappongono le interferenze con zone suscettibili di dissesto idrogeologico censite dal Piano Stralcio di bacino per l'Assetto idrogeologico del Fiume Tronto (PAI.
Le principali criticità sono risultate le seguenti:

- una vasta area a rischio elevato "R3" che lambisce la porzione nord-est del centro storico in cui SISTEMA PATRIMONIO EDILIZIO STORICOsono situati due edifici, uno di rilevante interesse per le finalità di protezione civile (presidio ospedaliero) ed uno a rischio di affollamento (scuola), nonché l'unico effettivo accesso al centro storico e al suo percorso principale di attraversamento (percorso di crinale).
Per la messa in sicurezza di tale area, la più estesa, il comune di Offida ha già predisposto un progetto preliminare che prevede una serie di interventi mirati di risanamento; lo stesso risulta fra i progetti ammessi a finanziamento dalla Giunta regionale per la difesa del suolo (DGR n.1347/2006) per un importo stimato pari a 400.000,00 euro;
- un altro dissesto identificato come zona a rischio molto elevato "R4" è quello che interessa la strada provinciale "Mezzina" (viabilità di accesso occidentale al centro storico) che interferisce anche con il versante sottostante la chiesa di Santa Maria della Rocca.


Principali sistemi fisici e funzionali indagati - Criticità - Punti forza - Proposte di intervento
Nell'esperienza di Offida l'indagine ha investito tre grandi ambiti di analisi di sistemi vulnerabili, tra loro strettamente correlati:

- il sistema del connettivo (rete viaria ed infrastrutturale; reti di sottoservizi; spazi e luoghi non edificati, pubblici e privati);
- il sistema del patrimonio edilizio complessivamente inteso (beni monumentali e tessuto di base);
- il sistema delle funzioni (residenziali; produttive; terziarie)che in essi o tramite essi si svolgono.


Il sistema del connettivo

Criticità
Le principali criticità riscontrate sono:

- la difficoltosa accessibilità da ovest dovuta allo sviluppo storico dell'insediamento come progressivo intasamento di un percorso di crinale che collega due originari incastellamenti, di cui quello ad ovest, ubicato su di un'emergenza geomorfologica, da sempre inaccessibile.
Ad amplificare tale criticità concorre il fatto che l'unica strada di accesso interferisce con una zona classificata dal P.A.I. ad elevato rischio (R4 - fenomeno di dissesto in atto);
- una limitata accessibilità ad uno dei quattro edifici "di importanza strategica" (caserma dei carabinieri) e a gran parte degli edifici "a rischio di affollamento".
In particolare risulta critica l'accessibilità alla scuola ubicata nell'ex complesso conventuale di S.Agostino, a monte di una zona geomorfologicamente delicata "R3" (rischio elevato);
- un articolato sistema di strutture ipogee di origine antropica, che interessa molto presumibilmente l'intero centro storico ed intercetta in particolare il sistema di vie di fuga ipotizzabile nell'ambito del piano di protezione civile comunale;
- l'obsolescenza delle reti di sottoservizi, quale ad esempio la rete fognante, che necessariamente interferiscono con le citate strutture; tra questa spicca, come criticità prioritaria, la presenza di un unico punto di presa a scala comunale della rete elettrica
- la acclività e l'esigua sezione dei percorsi pedonali all'interno del centro storico, insieme alla presenza di numerose scalinate, anch'esse tipiche degli insediamenti marchigiani, per due terzi ubicati in zone collinari;
- la presenza di alcuni sottopassi, dovuti alla presenza di alcuni collegamenti presenti tra edifici vicini, la cui stabilità andrebbe accuratamente verificata;
- la vulnerabilità indotta al sistema viario principale dalla presenza di edifici e di elementi critici (aggetti, cornicioni, comignoli, alcuni campanili) che presentano condizioni di debito manutentivo.

Punti di forza
Il recupero antisismico degli edifici prospicienti Piazza del popolo (piazza principale del centro storico) avvenuto di recente, comprensivo dell'integrale restauro con miglioramento strutturale del Municipio (edificio strategico) e dell'imponente complesso della Collegiata - S. M. Assunta può consentire la connotazione di tale spazio come "luogo sicuro" per le finalità di protezione civile in caso di emergenza.
Analogamente la vicinanza di Piazza delle merlettaie al limitrofo presidio ospedaliero (edificio strategico) situato all'imbocco nord-orientale del centro storico ( punto primario di accessibilità ) è anch'esso da considerare un punto di forza del sistema connettivo.

Proposte di intervento

Sono state individuate le seguenti proposte che possono essere "collocate" sia negli strumenti di natura normativa che in quelli più propriamente progettuali:

- l'estensione della zona "R4" dalla zona sottostante S. Maria della Rocca all'intero versante potenzialmente interferente con l'unica strada di accesso occidentale e la connessa definizione, in stretta collaborazione con l'Autorità di bacino, di misure di salvaguardia e di interventi (nell'ambito dei relativi piani di competenza) a partire da preventive attività di monitoraggio programmato;
- una prioritaria progressiva campagna di rilevazione sulla consistenza e sullo stato delle strutture ipogee, al fine di verificarne le interazioni con i fabbricati sovrastanti e con le reti dei sottoservizi per consentire interventi mirati e compatibili con la presenza di tali strutture, quali ad esempio interventi di consolidamento delle strutture ipogee almeno per i tratti sottostanti i percorsi principali;
- censimento e/o aggiornamento della mappatura delle reti di sottoservizi, del loro stato di conservazione e funzionamento finalizzato alla successiva definizione di un programma di interventi coerente con finalità antisismiche, da inserire, ad esempio, nel programma triennale delle opere pubbliche comunale; quanto alla prioritaria criticità dell'unico punto di presa a scala comunale della rete elettrica andranno valutate tra il Comune e l'ente erogatore soluzioni idonee a consentire un sistema di doppia alimentazione sezionata in modo garantire la funzionalità del servizio anche in fase di emergenza;
- verifiche puntuali sui percorsi e sugli spazi pubblici, finalizzate alla predisposizione di un articolato normativo (prescrizioni ed indirizzi) orientato a garantire nel tempo:

- interventi con finalità antisismiche sugli edifici prospicienti i percorsi ed i potenziali luoghi sicuri;
- l'interramento delle reti aeree;
- la ripavimentazione dei tratti viari più scoscesi e pericolosi.

 

Il sistema del patrimonio edilizio

Criticità
Le criticità evidenziate ad Offida per tale sistema sono sostanzialmente riconducibili a due temi, riferiti al "sistema dei beni culturali" inteso come complesso integrato di fabbriche monumentali e di tessuto storico aggregato, quali:

  • la vulnerabilità del tessuto edilizio storico di base;
  • la vulnerabilità del patrimonio architettonico monumentale (non di tutto, dati anche recenti interventi di restauro post sismico su alcuni beni), in particolare di quello relativo agli edifici "strategici" ed a quelli "a rischio di affollamento" (scuole, chiese, luoghi di riunione).


VULNERABILITA' PALAZZO D'ANGOLOPer quanto riguarda la vulnerabilità degli aggregati edilizi (n.59 unità) è stata indagata attraverso una valutazione a campione di tipo speditivo strutturata secondo dieci parametri significativi (illustrata nella relazione della WP3 e confrontata nel meeting di Santorini).
A riguardo, sono stati scelti tre aggregati "tipo" per stato di conservazione, forma e caratteristiche dei tipi edilizi che li compongono (di tipo "scatolare" e non, quale un edificio specialistico).
Su di essi è stata applicata tale metodologia speditiva di valutazione dalla quale sono emersi livelli differenziati di vulnerabilità (alta, media, bassa). Si richiamano gli elementi della "check-list" che incrementano la vulnerabilità complessiva rispetto alla vulnerabilità propria degli edifici che fanno parte dell'aggregato stesso: differenze geometriche del mantello; differenze VULNERABILITA' DEL PROSPETTOgeometriche in pianta; numero medio dei piani; differenza nei materiali e nelle tipologie costruttive; epoca di costruzione o di ultimo intervento; presenza di elementi di debolezza (quali orizzontamenti sfalsati, eccessive bucature); presenza di edifici a comportamento "non scatolare" (del tipo edifici monumentali); forma complessiva dell'aggregato; stato di conservazione (debito manutentivo); geomorfologia dell'area di sedime dell'aggregato.
Quale ulteriore interessante sviluppo di tale indagine, i tecnici della struttura regionale (P.F. Tutela dei beni culturali e programmi di recupero) hanno elaborato un'apposita "legenda" di scala "pre- esecutiva" per il rilievo critico dell'aggregato edilizio storico ed una corrispondente "legenda" per i relativi "interventi proposti" finalizzati alla riduzione delle vulnerabilità VULNERABILITA' DEI SOLAIrilevate che andranno approfondite a livello progettuale esecutivo, già a partire da interventi di semplice "manutenzione ordinaria".

Per quanto attiene la vulnerabilità del patrimonio architettonico monumentale, nel centro storico di Offida sono presenti 13 edifici vincolati ( di cui 3 sono anche edifici strategici, il municipio, l'ambulatorio comunale - ex presidio ospedaliero e la caserma dei carbinieri) e 19 sono ritenuti "di particolare valore" dal PRG; 9 edifici a rischio di affollamento sono beni culturali.
La principale criticità che l'analisi di vulnerabilità riferita al sistema dei beni culturali ha evidenziato, avente implicazioni nello specifico con la riduzione del fattore esposizione, riguarda il complesso monumentale di Sant'Agostino il cui ex convento è attualmente sede scolastica, complesso situato VULNERABILITA' PER SUPERFETAZIONInelle vicinanze di una zona in dissesto idrogeologico ad "elevato" rischio ( così come censita dal Piano di Assesto Idrogeologico del bacino del fiume Tronto - livello "R3").
E' inoltre stato rilevato che la caserma dei carabinieri (funzione strategica) è ubicata all'interno di un palazzo storico (ex stabilimento bacologico) che necessita di interventi.
Analogamente altri due beni culturali ospitano funzioni d'uso pubblico ed a rischio di affollamento: i tre musei di Offida all'interno di palazzo Pagnanelli e la scuola materna all'ultimo piano di un edificio storico.

Punti di forza
- I principali edifici strategici sono stati oggetto di interventi di recupero antisismico (ad eccezione della citata caserma) e la maggior parte degli edifici a rischio affollamento è in buone condizioni strutturali, alcune sono in corso di restauro come la Collegiata.
- L'elevato grado di utilizzo residenziale del patrimonio edilizio (68%) ne determina un buon livello dello stato conservativo.


Proposte di intervento
Per quanto riguarda gli aggregati edilizi si propone:

- estensione della lettura "speditiva" delle condizioni di vulnerabilità a tutti gli aggregati del centro storico utilizzando la metodologia applicata in fase sperimentale ai tre aggregati campione, per evidenziare a scala urbana livelli diversi di vulnerabilità degli aggregati e per determinare conseguentemente priorità d'intervento;
- integrazione della strumentazione urbanistica comunale con specifici "indirizzi progettuali per la riduzione della vulnerabilità degli aggregati" avvalendosi delle "legende" proposte dalla presente sperimentazione.


A titolo esemplificativo si richiama l'applicazione di tale legenda effettuata sull'aggregato n. 19.
Per quanto attiene il patrimonio culturale si propone):

- verifica delle condizioni di sicurezza strutturale di due dei quattro edifici strategici per finalità di protezione civile (l'Ambulatorio comunale - ex presidio ospedaliero e la Caserma dei carabinieri; mentre il Municipio è stato oggetto di miglioramento strutturale secondo le direttive regionali post sisma 1997 e la Residenza sanitaria assistita è stata oggetto di intervento nel 1999);
- delocalizzazione della scuola (quale soluzione drastica della criticità) al di fuori del centro storico (e connessa diversa attribuzione di destinazioni d'uso più compatibili con il contenitore storico);
- verifiche sullo stato di conservazione e di vulnerabilità di alcuni edifici storici in cui si svolgono funzioni a rischio affollamento tramite gli strumenti metodologici e tecnici utilizzati dalla Regione Marche per il restauro con miglioramento strutturale del patrimonio monumentale danneggiato dal sisma 1997;
- integrazione della strumentazione urbanistica comunale con specifici "indirizzi progettuali per la riduzione della vulnerabilità del patrimonio architettonico monumentale", assumendo i criteri della citata metodologia regionale e perfezionandoli anche con eventuali "prescrizioni speciali" riferite alle particolarità (tecniche costruttive, stilemi, elementi decorativi, altro) rilevabili nelle fabbriche offidane;
- interventi di recupero e riqualificazione delle mura storiche andranno anch'essi finalizzati alla riduzione delle loro vulnerabilità.

 

Il sistema delle funzioni

Criticità
A scala comunale la distribuzione delle diverse funzioni produttive è la seguente:
il numero delle imprese nel settore agricolo è pari al 48% ed il 27% riguarda il manufatturiero, il 23% il terziario e solo il 2% funzioni recettive (turismo).
La dimensione d'impresa (manufatturiero) è minima, pari in media a 3,8 unità ; nel settore agricolo è ancora più ridotta, pari a 1,06 unità. Anche nel settore turistico la dimensione vede 1,76 addetti per impresa.
Analizzando i dati delle singole attività produttive nel centro storico, si rileva la concentrazione di quasi la metà delle funzioni terziarie con un valore pari al 49% ed una sostanziale irrilevanza delle altre funzioni; le imprese turistiche risultano equamente ripartite fra il centro storico (7) ed il restante territorio comunale (10).
Da tali dati emerge che la potenzialità ricettiva del centro storico luogo non è ancora sviluppata.

Opportunità
Nel centro storico l'uso prevalente del patrimonio immobiliare è a residenza essendo pari al 65% del totale (espresso in mq di superficie), il 31% a servizi, mentre l'1,5% ed il 2,5% rispettivamente a turismo e ad attività produttive. Il 32% degli edifici ad uso residenziale risulta non utilizzato.

Proposte di intervento
E' fondamentale acquisire la consapevolezza della stretta interdipendenza tra destinazioni d'uso capaci di incrementare l'esposizione complessiva del sistema urbano e condizioni di vulnerabilità del patrimonio edilizio interessato (tale scelta dovrebbe sempre essere accompagnata se non condizionata ad azioni finalizzate al recupero antisismico degli immobili).
Si richiamano a riguardo i contenuti di cui al punto 8) dei "Primi lineamenti metodologici per la prevenzione del rischio sismico nei centri storici" inseriti nel relazione generale alla Linea di attività n.3 "Percorsi progettuali per la pianificazione urbanistica e la programmazione integrata" (WP 3).

Per Offida, in rapporto a quanto sopra rilevato, si propone di:

- verificare la "capacità di carico" del patrimonio immobiliare pubblico e privato utilizzabile per destinazioni recettive e delle connesse implicazioni sul funzionamento complessivo sistema centro storico (in particolare, in caso di sovraffollamento ed in caso di emergenza sismica);
- una volta effettuata la valutazione dei livelli differenziati di vulnerabilità del patrimonio edilizio (v.sopra), la stessa andrà incrociata con la mappatura delle funzioni e della presenza di popolazione (attuale e potenziale) al fine di verificare "criticità di esposizione" in alcuni edifici e/o ambiti urbani piuttosto che in altri.

Considerazioni finali
La lettura del centro storico di Offida sopra illustrata è volutamente schematica solo per finalità metodologiche.
E' evidente che la rilevazione dei dati e dello stato di fatto, la loro interpretazione critica e le corrispondenti proposte, sia di tipo più regolativo che di tipo progettuale, non sono svolte in sequenza ma si rimandano continuamente data la stretta interdipendenza tra sistemi fisici e sistemi funzionali.
Si rimanda pertanto alla documentazione ed alle elaborazioni contenute nel CD allegato al presente hand-book.
Gli esiti della sperimentazione sul centro storico campione di Offida hanno due significative implicazioni:

- a livello comunale, l'Amministrazione potrà tenerne conto quale contributo utile al perfezionamento della propria strumentazione, previo idoneo coinvolgimento partecipativo della comunità locale sul tema della prevenzione del rischio sismico in rapporto alle peculiarità del centro storico ed all'obiettivo della sua salvaguardia;
- a livello regionale, quale indispensabile presupposto conoscitivo e metodologico per l'attuazione completa della Delibera di Giunta n.1532/2004 che prevede l'istituzione di un "Tavolo tecnico di confronto" con le autonomie locali per la definizione congiunta di "Prime linee guida per la prevenzione del rischio sismico a scala urbana ed edilizia" nella Regione Marche e la conseguente attivazione di politiche coerenti.

 

studio torresi

Via A. Murri 35 - 63900 Fermo, Italy
Tel.: +39 0734622950 - Fax: +390734 623948
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
P.Iva 01592570442

partners

Powered by JoomlaGadgets

 
 
 
 

Joomla Templates by Joomla51.com