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Teatro di Altidona - ProgettoIl progetto nasce dall'esigenza di recuperare spazi per attività pubbliche all'interno del Centro Storico di Altidona.
La vivace realtà culturale locale fa si che periodicamente si organizzino iniziative pubbliche di alto rilievo, soprattutto nel settore della fotografia e delle tecniche audiovisive.
La continuità negli anni ha fatto si che un gruppo affiatato di persone si aggregasse intorno all'Associazione BELVEDERE, che nel solo periodo Gennaio- Agosto 2004 ha organizzato ben undici iniziative di alto rilievo tra cui proiezioni di film di qualità, corsi di tecnica fotografica con fotografi di fama internazionale, corsi di montaggio cinematografico, mostre fotografiche di artisti tedeschi, corsi per le scuole.
La storica carenza di ambienti in cui organizzare le attività ha messo in moto la creatività coinvolgendo i cittadini e utilizzando anche locali privati messi a disposizione per le varie iniziative, in maniera tale però da non consentire programmazioni a lungo termine.


Altra realtà attiva nell'ambito cittadino è il CIRCOLO ANZIANI che organizza iniziative finalizzate a questo settore della società creando occasioni di incontro e confronto sulle tematiche della salute, del tempo libero e dello svago.
Le ridotte dimensioni del Centro Storico di Altidona fanno si che il reperimento di spazi sufficienti ad una pur minima partecipazione sia limitata all'unico edificioTeatro di Altidona - Prospetto Ovest pubblico presente, il vecchio teatrino comunale appunto che si trova però in condizioni di inagibilità assoluta ormai da anni.
Diventa pertanto un percorso obbligato per l'Amministrazione procedere al recupero dell'immobile garantendone una fruibilità polivalente che vada dalle rappresentazioni teatrali, alla proiezione di film, alle mostre, recuperandone una capienza intorno ai 130 posti a sedere che rappresenta una dimensione sufficiente a consentire una continuità e un rilancio per le attività avviate.

 

Descrizione dell'immobile
Teatro di Altidona - SezioneL'immobile oggetto dell'intervento è stato realizzato agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso, una pietra in arenaria inserita alla base del muro posto ad ovest porta incisa la data dell'1/7/1962, presumibilmente quella dell'inaugurazione.
La struttura è in muratura portante per le strutture orizzontali, con solaio di copertura in latero-cemento gettato in opera, poggiante su travi in cemento armato poste al disotto dell'intradosso e cordoli perimetrali in cemento armato.
La finitura esterna è in muratura faccia a vista con malta non rabboccata e priva di stuccatura nelle interconnessioni tra mattone a mattone.
Il mattone utilizzato è un laterizio trafilato di colore giallo paglierino, privo di pregio ed assimilabile al mattone comune utilizzato oggi per opere stradali o per tamponamenti da rivestire con intonaco.
Il solaio di copertura a terrazza è privo di una idonea impermeabilizzazione, presenta cedimenti in più punti dovuti ad infiltrazioni di acque meteoriche, che hanno provocato il distacco della parte inferiore della pignatta in laterizio a seguito dell'ossidazione del ferro utilizzato per l'armatura.
Il solaio di Piano Terra è costituito da una soletta in calcestruzzo armato con ferro liscio che non presenta evidenti segni di cedimento o fessurazione.
La scala di accesso alla galleria è in cemento armato e collega questa al terrazzo di copertura cui si accede da un abbaino.

 

Il progetto di recupero
Teatro di AltidonaITeatro di Altidonal progetto di recupero prevede la realizzazione di un rivestimento esterno dell'intero edificio con mattoni di recupero, in maniera tale da limitare al minimo lo stacco rispetto agli altri edifici del Centro Storico e alle mura castellane sottostanti.
Per quanto concerne la struttura si prevede la demolizione del solaio di copertura pericolante e la ricostruzione dello stesso con putrelle in acciaio, tavolato ligneo e soletta in calcestruzzo.
La necessità di reperire spazi per i camerini ha consigliato la realizzazione di una copertura che si eleva al disopra dell'attuale parapetto, consentendo così il recupero di quattro piccoli locali, dei relativi servizi igienici e dei locali tecnici al sottotetto.
Il ridisegno della facciata principale, su stilemi derivati da strutture teatrali di epoca di poco anteriore all'edificio in oggetto, rappresenta una necessità per la riconoscibilità e la valorizzazione dell'immobile rispetto ad un uso pubblico dello stesso.
Le necessità di un uso polifunzionale della struttura e la scarsa disponibilità di spazi alternativi richiede soluzioni di massima flessibilità che consentano una Teatro di AltidonaTeatro di Altidonariconfigurazione degli spazi in funzione delle differenti esigenze; pertanto si prevede, in via preliminare, di realizzare un palco mobile in grado di consentire due livelli di utilizzo, ad una quota di 120 centimetri al disopra della platea per rappresentazioni teatrali e alla stessa quota di quest'ultima in occasione di mostre o esibizioni particolari.

 

Scelte progettuali in rapporto alla città antica
L'immobile é stato realizzato sull'area di sedime di un edificio religioso, con un ingombro planimetrico sostanzialmente simile a quanto rilevabile dalla planimetria del Catasto Gregoriano depositata presso l'Archivio di Stato di Ascoli Piceno (vedi planimetria allegata al progetto esecutivo).
L'area retrostante attualmente libera e occupata da un prato spontaneo, non curato, era invece all'epoca occupata da un edificio residenziale.
Le notizie storiche raccolte forniscono pochi dati certi per la ricostruzione dei volumi originari e degli elementi architettonici, pertanto per la ridefinizione di tali parametri ci si è basati su alcuni stilemi e regole comuni agli edifici del Centro Storico di Altidona che possono essere così sintetizzati:

  • gli edifici che hanno sostituito la cinta muraria, attestandosi lungo il suo perimetro, al disopra di queste dal XVII sec. in poi, ne hanno utilizzato porzioni ancora integre aprendovi finestre di dimensioni limitate, simili alle originarie feritoie, per illuminare i locali interni oppure, dove queste erano state completamente demolite, le mura perimetrali degli edifici ne rispettavano il tracciato pur interpretando in maniera più libera e flessibile il rapporto tra vuoti e pieni;
  • i cornicioni di coronamento della muratura perimetrale mantenevano le stesse caratteristiche anche nella parte esterna ed erano legati agli stili dominanti nelle varie epoche;
  • le coperture molto composite e differenziate, partendo dal più elementare stile "a capanna", giungevano a sistemi complessi finalizzati a compensare le diverse quote d'imposta e l'andamento quasi mai lineare dello sviluppo planimetrico dell'edificio, soprattutto nella parte posta sopra la cinta muraria; mai sono presenti coperture piane salvo proprio la copertura del Teatro, forse lasciata volutamente a terrazzo in previsione di una possibile sopraelevazione mai avvenuta, alcune limitate porzioni di copertura, soprattutto in edifici posti nelle vie interne presentano coperture piane solo in virtù di terrazzini realizzati nel corso degli ultimi decenni (e spesso senza alcuna autorizzazione) per consentire una visione panoramica del territorio circostante, particolarmente suggestiva vista la posizione geografica del Centro Storico

Occorre poi sottolineare come l'edificio originario avesse sicuramente una copertura di una certa importanza e sontuosità (trattandosi di edificio religioso) e sia che esso sovrastasse sin dall'origine la cinta muraria (evenienza molto improbabile), sia che ne rimanesse al disotto, oppure che avesse riconquistato la visibilità dall'esterno nei secoli successivi al XVII° (attraverso la demolizione della parte sommitale delle mura), la copertura a falde é una delle poche certezze che ad oggi, anche senza elementi provenienti da ricerche di archivio, possiamo considerare acquisita.
In quanto alla facciata principale, attualmente del tutto indifferenziata rispetto al resto dell'edificio si è proceduto ad un'analisi di strutture destinate allo stesso uso con caratteristiche dimensionali simili all'interno del territorio piceno e alla ricerca di elementi comuni presenti nella parte più antica della città.
In quanto ad edifici destinati a rappresentazioni teatrali il più simile come caratteristiche dimensionali risultava quello della vicina Porto San Giorgio che nella sua facciata principale utilizzava il laterizio in maniera particolarmente creativa tipica del periodo di rifacimento della stessa.
Un'epoca questa in cui l'uso sapiente del laterizio si sposava con una lavorazione dello stesso particolarmente accurata, soprattutto nelle sovrapposizioni, nelle giunture e nelle cornici e il Teatro di Porto San Giorgio rappresenta un punto di riferimento indiscusso per quanti intendono studiare tali particolari tecniche costruttive.
Da sottolineare poi come anche all'interno della prima espansione ottocentesca del Centro Storico di Altidona è possibile ritrovare una finitura di facciata molto simile a quella del Teatro di Porto San Giorgio; la facciata dell'attuale Scuola Materna ricavata all'interno di un palazzetto nobiliare del XIX° secolo presenta caratteristiche del tutto simili rispetto a tale struttura.
La presenza di tali elementi stilistici rafforza la convinzione originaria che aveva portato l'attenzione sulla facciata del Teatro di Porto San Giorgio e ne aveva fatto un riferimento possibile per la nuova facciata della struttura in corso di recupero.
Per la facciata rivolta a Sud abbiamo pensato di non distaccarci dal resto del Centro Storico, gli edifici posti in condizioni simili presentano elementi tipicamente residenziali anche nella facciata posta al disopra della cinta muraria, con un elemento ricorrente nelle dimensioni limitate delle aperture, che nel nostro caso risultano decisamente fuori scala e di dimensioni decisamente maggiori rispetto al contesto urbano.
Si è pertanto prevista la riduzione delle stesse, avvicinandole molto alle dimensioni delle feritoie finalizzate a scopi difensivi inserite nella cinta muraria medievale.
La copertura, comune a tutti gli edifici posti in condizioni simili, risulta peraltro assolutamente ininfluente rispetto allo skyline del Centro Storico e difficilmente visibile sia dall'interno che dall'esterno della città storica.
L'esistenza di un abbaino di accesso al terrazzo rappresenta inoltre una preesistenza che contribuisce a definire un riferimento utile a individuarne l'andamento, peraltro rispetto a questo il progetto prevede una riduzione della porzione di gronda esistente sul fronte sud, limitandosi all'altezza attuale del parapetto.
L'avanzamento della parete Sud, in corrispondenza di un preesistente torrione della cinta fortificata, è stato mantenuto nel progetto in quanto rappresenta comunque la memoria storica del tracciato originario della cinta muraria ed è stato evidenziato attraverso una lavorazione del mattone particolare che ne accentua la verticalità mantenendo la differenza del paramento murario rispetto alla restante struttura.

 

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