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Restauro mulino ad acquaRocca Montevarmine - Carassai (FM)
Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Regione
Iniziativa III Millennio
Art. 4 comma 5 ex L.R. n°43/98

Progettisti:
Arch. Piergiuseppe SETTIMI - Responsabile del Procedimento - Coordinatore
Arch. Fabrizio TORRESI - Consulente generale

Collaboratori:
Ing. Germano STORTINI
Dott. Fabio STORTINI
P.I. Gianni BAZZANI
Ing. Rispondo BORSONI
Geom. Maria Giulia TORRESI
Geom. Matteo SMERILLI

Ufficio Tecnico Comunale:
Geom. Micaela LUCA
Arch. Patrizia RUGGINELLI
Dott.ssa Laura POSTACCHINI

Tavola generaleSezione A-Aezione B-B

1. Le ragioni del progetto
Tavola particolariIl progetto nasce dall'esigenza di recuperare un'importante testimonianza della memoria storica di un'area gestita in maniera unitaria da secoli e che conteneva al suo interno funzioni importanti a carattere territoriale, come appunto il mulino ad acqua, ancora in uso nella prima metà del secolo scorso e di cui i più anziani conservano un ricordo preciso.
Le ipotesi di rilancio dell'area da un punto di vista turistico-ricettivo tendono al recupero dei luoghi della memoria, per individuare percorsi all'interno del territorio di Rocca Montevarmine che consentano di ricostruire un rapporto con la storia recente e passata fatto non solo di ricordi ma anche di sensazioni e di riscoperte delle tecniche che consentivano una vita sociale di qualità pur nelle ristrettezze e nelle difficoltà di una società in cui la tecnologia era ancora arretra, la lotta per la sopravvivenza era quotidiana e anche l'approvigionamento dei generi di prima necessità diventava una sfida quotidiana.
Oltre ad elementi di indubbio valore storico-architettonico come la Rocca fortificata , la Chiesa Romanica diMulino con voltaMulino con volta Sant'angelo in Piano e numerosi edifici colonici di pregio, all'interno dell'enorme proprietà è presente anche un edificio che, seppure vicinissimo alla strada interna che dall'Aso porta al castello, è attualmente difficile da individuare all'occhio disattento del turista occasionale di passaggio; e qualora si riesca ad individuarlo la tendenza dei più è ad assimilarlo ad altri immobili diroccati destinati un tempo ad abitazione delle numerose famiglie che lavoravano la vasta tenuta con il quasi esclusivo ausilio delle braccia e dei rari animali da lavoro.
Solo una ricerca attenta, fatta attraverso l'esame di carte di archivio e la lettura di testi prodotti da storici locali consente l'individuazione certa del luogo ove era attivo il mulino ad acqua.
Ma solo una ricerca storica sui sistemi di macinazione dei cerali e una visita ad alcuni mulini coevi, disposti lungo la Valle dell'Aso, di cui si conservano quasi intatte alcune parti hanno consentito l'identificazione del sistema di trasmissione del movimento e soprattutto la disposizione della ruota da mulino e il suo funzionamento.
L'edificio risulta infatti in tale stato di degrado da renderne difficoltosa l'identificazione degli elementi costitutivi, nonché del sistema di funzionamento.

2. Descrizione dell'immobile
Particolare mulinoL'edificio si presenta in condizioni di serio degrado, decenni di abbandono hanno portato al crollo di tutte le strutture portanti orizzontali, alla rimozione e al riutilizzo in altre costruzioni degli elementi in muratura quali pianelle e pianconi da tetto, mentre gli elementi in legno sono andati perduti sotto il crollo delle strutture e a seguito dell'azione degli eventi meteorologici cui sono stati sottoposti senza più alcuna protezione.
All'interno dell'edificio sono cresciute piante ad alto fusto che si sono insinuate nelle murature degradandole in maniera significativa; l'intero perimetro è ricoperto da essenze rampicanti estremamente tenaci e difficili da estirpare.
L'effetto degli eventi atmosferici è visibile soprattutto alla sommità delle murature perimetrali ove rimangono solo alcune tracce dei cornicioni originari, mentre gli elevati spessori delle murature hanno resistito meglio delle strutture orizzontali, pur evidenziando lesioni legate ad infiltrazioni che hanno compromesso la tenuta delle parti sommitali a seguito del dilavamento del nucleo interno costituito da argilla mista a pezzi di laterizio e a sassi, estremamente vulnerabile agli agenti atmosferici.
Una ricerca del sistema di adduzione dell'acqua ha evidenziato l'antico tracciato, rilevato dalla cartografia del Catasto Gregoriano risalente agli inizi dell'ottocento.
La recente pratica della coltivazione intensiva dei fondi ha fatto si che l'originario canale venisse ricoperto per consentire un transito più agevole dei mezzi agricoli.
Da notizie raccolte presso i residenti più anziani si è venuti a conoscenza di un cunicolo sotterraneo che attraversava l'area e raggiungeva il mulino da ovest e di cui si è trovata traccia nel corso di uno scavo per la realizzazione di una linea idrica effettuato alcuni anni or sono.
Una ricerca in tal senso potrebbe essere utile per verificarne la posizione, il tracciato e lo stato di conservazione, finalizzato alla verifica di possibili economie nella realizzazione del nuovo sistema di adduzione previsto in progetto, che richiede un notevole investimento e tempi non certo brevi.

3. Il progetto di recupero
Il progetto di recupero prevede la ricostruzione dell'immobile con tecniche e materiali conformi all'originariaParticolare canale coperto struttura, nonché la realizzazione del sistema di adduzione dell'acqua in parte sul tracciato originario ma con derivazione dal canale realizzato in epoca recente dal Consorzio di Bonifica della Valle dell'Aso.
La realizzazione ex novo del sistema di rotazione delle macine sulla base di rilievi eseguiti su mulini coevi, basati sulla stessa tecnologia, presenta difficoltà non indifferenti legate alla mancanza di maestranze in grado di operare con tecnologie e materiali conformi all'epoca in cui il mulino è stato costruito.
Una approfondita ricerca ha portato all'individuazione di possibili soggetti in grado di operare una ricostruzione fedele con materiale conforme all'originario con possibilità di riattivare l'intero sistema di macinazione, vaglio e raccolta del prodotto finito nelle diverse tipologie.
Particolare canale scopertoPer quanto riguarda gli aspetti architettonici la soluzione adottata è quella della ricerca di materiali conformi agli originari, con un intervento di restauro eseguito nel rispetto delle tecniche costruttive comuni alla zona interessata.
Per i solai si provvederà alla realizzazione di struttura lignea portante con sovrastante manto in pianelle di recupero, mentre per la muratura si provvederà al ripristino dell'esistente con integrazioni ove necessario e riprese a cuci-scuci.
La copertura sarà in coppi di recupero perfettamente conforme con le coperture degli edifici colonici vicini, la finitura esterna sarà in muratura faccia a vista, gli infissi saranno in legno.
Il progetto prevede inoltre un recupero ambientale dell'area circostante con la messa a dimora di essenze autoctone e la realizzazione di un'area pavimentata che consenta un percorso di visita e di fruizione del contesto circostante.

4. Durante i lavori

cassai10litParticolare canaleParticolare iscrizione

 

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