Restauro e consolidamento statico di edificio tutelato - Fermo

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Brevi note introduttive sulle procedure attivate per il recupero dell'immobile
Vista dal cortile interno lato sudOccorre premettere che già il precedente evento sismico risalente al luglio 1987 aveva procurato l'aggravamento di una situazione statica precaria, segnalata all'epoca e per la quale erano state previste delle opere di consolidamento realizzate solo in parte (manutenzione straordinaria della copertura) a causa delle lungaggini burocratiche e dell'indisponibilità economica da parte dei proprietari al momento del superamento di queste.
Comunque un progetto, sostanzialmente simile all'attuale, era stato predisposto e approvato sia dall'ente pubblico che dalla Soprintendenza (vedi Concessione Edilizia allegata in copia).


In data 3 dicembre 1999 (vedi copia allegata) la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici delle Marche nella persona del Soprintendente Arch. ENRICO GUGLIELMO sollecitava con una nota (inviata anche al Sindaco di Fermo) un intervento urgente sull'immobile; i proprietari si attivavano in tal senso affidando l'incarico al sottoscritto che provvedeva ad effettuare tutte le verifiche e i controlli del caso, approntando il progetto allegato alla presente.
Nel frattempo i proprietari ricevevano la comunicazione del finanziamento dell'intervento richiesto a suo tempo per i danni subiti nel corso del secondo evento sismico del settembre 1997 pertanto il progetto, integrato con quanto richiesto dalla L.61/98, diventava parte della documentazione necessaria per avviare i lavori ai sensi della Legge citata.


Inquadramento urbanistico
L'edificio è situato nella parte più antica della città in prossimità dell'insediamento originario, al di sotto del Girifalco,Angolo sudovest primitivo insediamento Piceno.
L'edificio ricade all'interno dell'area oggetto del Piano particolareggiato del Centro Storico ed è definito come "RS1 RESTAURO SCIENTIFICO Tipo 1", tale denominazione prevede la conservazione integrale delle sagome volumetriche preesistenti, consente il consolidamento statico, il restauro filologico e la conservazione dei caratteri storico-architettonici.
Il Palazzo VITALI-ROSATI è sottoposto a vincolo in base alla Legge 1089/39 da parte della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici.


Notizie storiche relative all'edificio
L'edificio è annoverato tra le opere di Antonio da Sangallo il Giovane, tra i due edifici che l'architetto progettò a Fermo (l'altro è il Palazzo Azzolino).
In realtà parlare di vera e propria opera del Sangallo è forse esagerato in quanto fu edificato su suo schizzo conservato agli Uffizi (Dis. Uffizi 1047) in cui su un'unica striscia di carta figurano le piante dei due edifici fermani.
Si può ipotizzare un incarico a margine dello studio delle fortificazioni della città di Fermo affidato al Sangallo nel 1532 dal Consiglio di Cernita.
Vista dal cortile interno lato nordNon è noto chi curò la realizzazione dell'edificio ma è evidente come fin dal primo impianto ci si sia distaccati notevolmente dal progetto stesso scegliendo una via meno impegnativa.
Il palazzo coincide perfettamente con il perimetro del progetto ma non presenta l'atrio tripartito, il progetto riduce i cinque assi di aperture a tre, pur mantenendo il portale bugnato e le paraste con capitello composito di tipo quattrocentesco(anche se ridotte rispetto alle proporzioni tipiche del rinascimento).
Alla fine del 1550 il palazzo acquistò notevole fama in quanto divenne sede dell'Accademia degli Sciolti.
Nella seconda metà del settecento l'edifico subì un rimaneggiamento legato alle mutate esigenze abitative della famiglia Vitali, in particolare vennero resi abitabili i mezzanini posti al di sopra del piano nobile, provvedendo ad una parziale sopraelevazione dell'edifico stesso nella parte verso l'attuale Corso Cavour.
Nell'occasione fu anche ridotta l'altezza del salone principale al Primo Piano sostituendone la volta con un solaio in legno ad una quota più bassa dell'imposta della volta stessa, al fine di realizzare un eguale salone al piano superiore.
L'intervento fu opera dell'architetto Luigi Paglialunga.


Danni causati dall'evento sismico
Come già indicato dei danni si erano segnalati nel corso del precedente evento sismico del luglio 1987 per i quali si era provveduto solo in parte; l'ulteriore evento sismico avvenuto nel settembre 1997 ha decisamente aggravato una situazione già precaria, in particolare da un sopralluogo di dettaglio si sono rilevati i seguenti danni:


Interventi in progetto
A seguito di un attento esame effettuato anche sulla base dei documenti conservati nell'archivio di famiglia si è potuta ricostruire con una certa attendibilità l'evoluzione degli interventi eseguiti nell'edificio dal 1946 al 1961, pertanto gli interventi previsti al fine di ottenere un consolidamento generale dell'immobile e portare a termine l'opera iniziata con notevole attenzione dall'Ing. Lino Fagioli nel 1947 sono i seguenti:

ELIMINAZIONE DI SPINTA SU SOLAIO DI COPERTURA

RIPRESA DI MURATURA CON SISTEMA CUCI-SCUCI E INSERIMENTO CHIAVI

CONSOLIDAMENTO VOLTE PRIVE DI AFFRESCHI

CONSOLIDAMENTO FONDAZIONI

CHIUSURA NICCHIE


Durante i lavori

Consolidamento del solaio di coperturaConsolidamento del solaio di coperturaConsolidamento del solaio di copertura 

Consolidamento del solaio di coperturaCornicione in arenaria danneggiatoStuccatura faccia a vista

Demolizione copertura EstLavori di posa traviRicostruzione copertura Est

Muratura in fase di recuperoRiapposizione manto in coppiSede di ancoraggio piastra chiave