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Era il gennaio del 1999, da poco ero stato rieletto sindaco di Grottammare e, con l’allora assessore Luigi Merli, accolsi in Municipio Ylli Asllani, sindaco di Gjirokastra: la proposta arrivava dall’AIAICCRE (Associazione Italiana per il consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa) che proponeva a 13 Comuni italiani di lavorare ad un gemellaggio con altrettante realtà dell'altra sponda dell’Adriatico nell’ambito di un progetto volto a favorire in quei Paesi lo sviluppo del sistema democratico.
L’intesa si creò immediatamente: il punto di partenza era quello di illustrare agli amici albanesi come funzionava la nostra macchina amministrativa e come era stato attuato un progetto di democrazia partecipativa, cioè di come si potesse tradurre in fatti la chiamata dei cittadini a decidere insieme sulle scelte determinanti per la vita della comunità locale.
Poi la collaborazione si orientò sulla necessità di fornire mezzi e competenze professionali per far sì che Gjirokastra e l’Albania ottenessero un obiettivo molto prestigioso, l’inserimento del centro storico della città nel patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco.
E così, con il determinante contributo della Regione Marche e della Provincia di Ascoli, nacque, sempre in uno spirito partecipativo che coinvolse la cittadinanza, il Piano di Recupero del centro storico, condizione indispensabile per ottenere il prestigioso riconoscimento.
Sono passati quasi dieci anni, nel frattempo sono cambiati quattro sindaci ad Gjirokastra, ma questa relazione intensa, convinta tra le due sponde dell’Adriatico non solo non si è interrotta ma è stata ampliata ad altri ambiziosi obiettivi.
Come appunto quello presentato in questa pubblicazione: avere un quadro definito, esatto di quanto sia presente il rischio sismico negli antichi centri urbani situati sulle due sponde dell’Adriatico; è un elemento di enorme valore per gli amministratori che intendono pianificare uno sviluppo equilibrato del territorio sostenendo un recupero edilizio intelligente che è direttamente correlato al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Da Presidente della Provincia, ente pienamente coinvolto nell’iniziativa, ho continuato a seguire con interesse e partecipazione il crescere di questo rapporto che, via via, si è arricchito andando ben oltre le relazioni istituzionali: i nostri tecnici che hanno lavorato fianco a fianco, in questi anni, con amministratori e tecnici albanesi, hanno cementato amicizie che oggi costituiscono il valore aggiunto di queste iniziative.
“TRANSISMIC” è sì il progetto che, grazie ai fondi europei Interreg III A, contribuirà a rendere più sicuri gli edifici che, di qua e di là del mare, raccontano una storia nobile e piena di fascino, ma ha anche rappresentato l’occasione propizia per farci comprendere come in una piccola casa comune quale è oggi il nostro pianeta, non è immaginabile uno sviluppo squilibrato, dissipativo e illimitato.
Una ulteriore conferma che solidarietà, fratellanza, cooperazione solidale non sono vuoti concetti di qualche sognatore, ma strade obbligate ed esperienze di vita vissuta che crescono e si sviluppano spontaneamente quando le persone si mettono insieme, superando le differenze linguistiche e culturali, per costruire un futuro diverso.

Massimo Rossi - Presidente Provincia di Ascoli Piceno

 

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