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Questo nostro contributo rappresenta una prima riflessione basata sui dati storici e sui pochi studi finora compiuti.
Gjirokastra infatti è una realtà studiata dagli studiosi albanesi e stranieri sopratutto per quanto riguarda le sue costruzioni risalenti al periodo ottomano, che peraltro hanno consentito di includere il centro storico tra le città "Patrimonio Mondiale dell'Umanità" definite dall'UNESCO.
Le costruzioni degli anni '20 – '40, del secolo scorso, pur essendo parte importante del centro storico, hanno finora suscitato scarso interesse sugli studiosi, anche perchè durante il regime comunista risultava impossibile la valorizzazione di quanto creato durante la monarchia del re Zog e soprattutto dall' influenza italiana sull'architettura albanese.
Per avviare una seria riflessione su questo importante periodo storico occorre, quindi concentrare l'attenzione alle cronache di quel tempo e alla memoria di coloro che sono vissuti in quegli anni. Con lo sviluppo del commercio negli anni '20 – '40, si afferma a Gjirokastra un nuovo stile architettonico.
Durante gli anni '20 – '40, a Gjirokastra il commercio conosce una fase di grande sviluppo, soprattutto con i paesi vicini quali l'Italia e la Grecia .
Il vicino porto di Saranda, in questi anni rappresenta il secondo porto più importante d'Albania, con un volume molto grande di scambi commerciali con l'Italia. Questo porto è stato utilizzato moltissimo dai commercianti di Gjirokastra, i quali viaggiavano da Saranda per Brindisi e Bari per proseguire poi in tutta Italia.
Un ruolo altrettanto importante per il commercio è stato svolto poi dell'Aeroporto di Gjirokastra in funzione dei collegamenti interni e con l'Italia.
Questo sviluppo ha portato non solo il miglioramento della situazione economica di molte famiglie di Gjirokastra e la nascita dei nuovi rapporti economici, ma ha creato nuovi spazi per le relazioni e gli scambi con l'oltremare.
Gjirokastra si trova da sempre all'incrocio di strade importantissime e la sua antica tradizione commerciale ha favorito lo sviluppo di una nuova classe di ricchi, tale classe agiata aveva necessità di investire, riversando i propri ingenti guadagni nella costruzione dei nuovi edifici e nella realizzazione di servizi mai conosciuti prima.
In questo periodo i nuovi rapporti economici sostituivano quelli vecchi consolidati durante l'occupazione ottomana; tutto l'interesse si stava volgendo verso l'occidente.
Sulla scorta dei nuovi rapporti economici anche le correnti culturali hanno portato a Gjirokastra nuovi movimenti del pensiero.
In riferimento ai dati di cui disponiamo per alcune delle costruzioni dell'epoca possiamo notare come queste appartengono appunto alla nuova classe agiata dei commercianti.
La gran parte dei proprietari degli edificio delle nuove ville era gente che svolgeva attività commerciali con l'Italia.
Tra queste costruzioni si evidenziano oltre agli edifici residenziali anche gli alberghi nella zona del centro storico, come pure i complessi commerciali; non mancano in questo elenco le banche, le istituzioni scolastiche e gli edifici amministrativi, alcuni dei quali sono ancor oggi in funzione.

Gli edifici residenziali
Di seguito elenchiamo alcune delle abitazioni più importanti definite in base al nome dei proprietari, facendo riferimento l'anno in cui sono state costruite e indicando ove disponibili i nomi dei loro progettisti.

ABITAZIONI E VILLE:

  • Emin Kokalari – Villa nel quartiere Palorto, anni 1931 – '33. - Arch. Giovanni Buseli.
  • Papavangjeli – Villa nel quartiere Varosh; anno 1937.
  • Aleks Ceci – Abitazione di tre piani nel quartiere Varosh,
  • Tili Mihali (mercante) – Abitazione e merceria nel quartiere Varosh, 1937
  • Koco Kekezi (mercante) – Abitazione di qutro piani,quartiere Varosh
  • Niko Tola (mercante) – Abitazione di due piani, Varosh 1933
  • Taho Alite (mercante) – Abitazione nel quartiere Hazmurat
  • Niko Mico (mercante) – Abitazione nel quartiere Varosh
  • Niko Tolica (mercante) – Abitazione nel quartiere Varosh
  • Lame Kareco (ex ministro delle finanze) – Abitazione nel quartiere Varosh
  • Cene – Edificio nel quartiere Bazar.
  • Fidhi – Edificio di tre piani nel quartiere Varosh.
  • Gligor Floko - Edificio di tre piani nel quartiere Varosh.

Uno sguardo alle caratteristiche di questi edifici
Le principali caratteristiche tipologiche e i dettagli costruttivi riguardanti questi edifici possono essere sintetizzati negli elementi appresso indicati.
Guardando l'edificio dall'esterno si possono notare i balconi, le serrande alle finestre, le ringhiere in ferro battuto dei balconi, le verande ed i cortili, i portoni in ferro lavorato ecc.
Dal punto di vista strutturale si può notare l'uso dei pilastri e delle travi in calcestruzzo e di putrelle in acciaio, la divisione dei piani con solai in laterocemento o in volticine con mattoni posti a semi arco sulle putrelle d'acciaio.
Esaminando l'interno degli edifici si può notare l'uso delle piastrelle come rivestimento e del marmo per le scale.
La copertura realizzata con tegole in laterizio è un altro elemento caratteristico che peraltro contrasta con le classiche coperture storiche in pietra.
Le costruzioni di questo periodo sono caratterizzate in sostanza dall'utilizzo di nuove tecnologie e nuovi materiali nelle costruzioni, con il risultato di introdurre nuove tipologie architettoniche nel centro storico di Gjirokastra.
Il confronto con queste nuove tecnologie e tecniche costruttive è una questione che merita ancora una particolare attenzione e approfondimenti specifici, che noi gli lasceremo agli altri studi che sono in atto.


La costruzione degli alberghi e "la modernizzazione" del Bazar di Gjirokastra
In questo periodo nascono in città nuovi alberghi per i quali è stato usato lo stile architettonico italiano.
Tra questi possiamo citare l'albergo "Royal", l'albergo "Reale" (l'albergo "Sopoti" di oggi), e l'albergo "Savoia" (Kashau).
L'albergo "Royal" di proprietà della famiglia Hajderi è stato completato in diverse fasi.
La sua forma finale, con qualche cambiamento negli ambienti interni, è quella che vediamo oggi.
Il "Royal" era l'albergo più lussuoso del suo tempo, nel centro storico di Gjirokastra.
Oltre alle camere, c'erano anche un ristorante, ed un bar bene attrezzati per l'epoca.
Il prestigio dell'albergo è testimoniato anche dalle persone che secondo i dati storici lo hanno frequentato; tra queste il più importante è il Re d'Italia Vittorio Emanuele III, oltre alle sorelle del Re Zog, e ad ufficiali dell'esercito italiano.
Ancora oggi sono conservati in questo edificio gli elementi caratteristici dell'architettura italiana dello stile "Umbertino", quali i balconi, i parapetti in ferro lavorato dei balconi e delle scale, gli elementi decorativi nelle cornici delle finestre, gli angoli lavorati.
Come elementi strutturali si possono notare le colonne e le travi in calcestruzzo, i profili d'acciaio, i solai (rivestiti con delle piastrelle decorate).
I solai di piano, nei due alberghi sopra indicati, erano realizzati con elementi del tutto innovativi, sconosciuti per il tempo, erano realizzati usando delle putrelle a doppio T in acciaio nelle ali delle quali vengono posati mattoni in forma di semi archi.
Nella parte superione viene poi gettato uno strato di inerti e cemento e rivestita nella parte superiore con mattonelle in ceramica decorate.
Questi nuovi elementi costruttivi migliorano la qualità e la funzionalità delle strutture ricettive. I nomi dei due alberghi: "Royal" oppure "Reale", e "Savoia" di Gjirokastra, li troviamo citati anche nella Guida Turistica del 1940 "Albania", edizione del "TCI – Touring Club Italia".


Gli edifici commerciali

Il rapido sviluppo degli scambi commerciali ha stimolato anche la costruzione di nuovi negozi e centri commerciali.
Uno di questi centri, forse il più noto, è il complesso commerciale di "Zigai" al Bazar, proprietà del signor A. Zigai; questo complesso oggi si trova in uno stato di elevato degrado.
L'edificio, costruito nel anno 1937, presenta degli elementi totalmente nuovi per quanto riguarda l'architettura e la funzionalità.
Possiamo notare l'utilizzo del calcestruzzo nelle colone, nelle travi e nei solai, ed anche l'utilizzo del ferro a scopo decorativo nei cancelli e nelle numerose balaustre delle scalinate del complesso.
Nel piano terra della costruzione, che veniva usato come magazzino, si nota l'utilizzo delle serrande metalliche come elemento di sicurezza.
L'abitazione ed il negozio del commerciante Themeli Lito, nella piazza " Cerciz Topulli", era un'altra costruzione dello steso periodo.
Oggi questa non esiste più, perché è stata demolita durante la costruzione dell'Albergo "Cajupi".
La sua architettura era tipica italiana in tutti i suoi elementi. Il primo piano della costruzione era un ambiente di uso commerciale, mentre invece i piani superiori venivano utilizzati come abitazione.
In questa stessa zona troviamo anche il negozio dei Selfat (ex Mapo – Il primo piano del ex Hotel "Royal" con vista dalla Piazza Cerciz Topulli).
Possiamo citare anche l'abitazione organizzata come "casa-bottega" di Tili Mihali nel quartiere Varosh, costruita nell'anno 1937, con il primo piano che aveva funzione di negozio, e gli altri due piani utilizzati come abitazione.
Caratteristici sono i balconi con ringhiere in ferro battuto, le finestre con griglie e la terrazza nella parte superiore.


Gli edifici bancari
Gjirokastra conosce i suoi primi edifici bancari negli anni '30, con la costruzione della "Banca Nazionale d'Albania" e del "Banco di Napoli".
La prima si trovava nella parte posteriore dell'ex Banca del Risparmio (Raiffaisen Bank), dove si trova il vecchio cinema, invece l'altra era situata all'entrata del Bazar negli ambienti del ex pasticceria "Tirana".
Tutte e due queste costruzioni portano degli elementi nuovi, qui notiamo l'utilizzo del calcestruzzo, del ferro e in particolare dei muri in pietra e cemento.
Al secondo piano del "Banco di Napoli" si trovano balconi con parapetti in ferro battuto, in tutti e due gli edifici sono presenti le inferriate decorative alle finestre, oltre a griglie pesanti utilizzate come elementi di sicurezza.
L'interno degli edifici è organizzato in base alle funzioni e alle attività che vi si svolgevano, si notano elementi nuovi non presenti negli altri edifici di Gjirokastra, come ad esempio gli armadi e i tavoli pesanti in legno di noce, le sedie e le poltrone in pelle. Si può notare anche l'utilizzo delle piastrelle decorate nei pavimenti.


Gli edifici scolastici: L'edificio del Ginnasio (o Liceo) e la Scuola Professionale (ex Centro Produttivo)

Il Liceo di Gjirokastra rappresenta la più grande costruzione scolastica del centro storico, che è stato costruito usando le tecniche architettoniche e strutturali più avanzate del tempo.
I lavori per la costruzione del Liceo finiscono nel 1942, e il suo aspetto finale è quello che possiamo osservare ancora oggi, anche se il nuovo edificio e stato ricostruito nella stessa forma e dimensione sulle rovine dell'ex Liceo, distrutto durante la guerra.
In questo edificio sono applicati molti elementi architettonici, strutturali, funzionali, idraulici ecc, i quali danno a quest'opera un valore unico e molto in armonia con la città.
Secondo gli specialisti in questo edificio è presente dal punto di vista architettonico lo stile "Piacentino", mentre dal punto di vista strutturale spiccano i muri massicci, le colonne, le travi, i solai di cemento e il tetto in tegole laterizie.
Un elemento caratteristico era il rivestimento dei pavimenti dei corridoi e delle classi con piastrelle di graniglia, ed il rivestimento delle scale in marmo.
Un altro elemento architettonico unico è rappresentato dai volumi degli ambienti.
Nella parte posteriore del Liceo si trovano alcune costruzioni a forma di capannoni, uno dei quali attualmente viene utilizzato come palestra.
In questi ambienti erano localizzati i laboratori e le officine dell'Istituto Tecnico Industriale, Filiale dell'Istituto "Montani"di Fermo.
Questi edifici sono stati costruiti secondo nuove tecniche costruttive comuni a quelle usate nei capannoni industriali degli anni '20 – '40, tecniche sconosciute a quel tempo nella città di pietra.
Le coperture sono realizzate utilizzando delle capriate in acciaio dotate di tiranti e le lamiere ondulate sono appoggiate sui travetti di legno.


Gli edifici amministrativi: Ex Prefettura ed ex Municipio

L'ex Prefettura come edificio non esiste più perchè è stato distrutto da un incendio.
In base alle foto che recuperate negli archivi, questo edificio si trovava sulla collina dove oggi sorge il ristorante "Fantasia", ed era una costruzione di stile neoclassico.
L'ex Municipio si trovava vicino all'Hotel "Cajupi" lungo la strada che porta al nuovo Municipio.

 

Altre costruzioni

Negli anni '30 nel centro storico di Gjirokastra viene costruita la Chiesa Cattolica, nel sito posto alla sommità della collina vicino all'attuale obelisco.
Di questo edificio oggi rimangono solo le fondamenta, in quanto è stato demolito negli anni '80 per realizzare un complesso culturale.
In base alle foto disponibili questo edificio anche se di stile particolare era costruito usando le tecniche più avanzate del tempo, era molto integrato con la città e dominava il centro storico.
Si possono citare altri edifici progettati e realizzati dagli specialisti italiani del periodo come l'edificio della Centrale Elettrica (SESA), la Palazzina utilizzata come terminal e centro di controllo dell'Aeroporto di Gjirokastra e l'ex Mulino.
L'edificio dell'Aeroporto di Gjirokastra, grazie ai lavori di recupero realizzati nel 2007 dalla DIEDIEDIE (Delegazione Italiana Esperti) è stato restaurato completamente.

 

La cartografia aerofotogrammetrica

Oltre alle tante costruzioni sopra citate, nelle quali si evidenzia l'influenza della scuola italiana del tempo, nello stesso periodo sono stati svolti anche alcuni studi molto utili per il futuro sviluppo urbanistico della città.
Proprio nell'anno 1937 l'Istituto Geografico Militare di Firenze ha realizzato per la prima volta la Cartografia Aerofotogrammetrica della città di Gjirokastra in scala 1:5000.
Questa cartografia è stata utilizzata come base per tutti gli studi e i piani di sviluppo realizzati negli anni.
Questa cartografia è stata realizzata nel contesto di una politica urbana intrapresa dal Re Zog, il quale seguendo un modello occidentale ha dato priorità ai piani regolatori delle città più importanti del paese.
Secondo molti esperti i Piani regolatori delle città albanesi del 1942, realizzati dagli architetti italiani, sono un punto di riferimento fondamentale, nelle loro linee principali, per i successivi piani elaborati dopo il 1944.
Il periodo preso in esame è uno dei più importanti per la struttura urbana del centro storico di Gjirokastra da porre sullo stesso livello del periodo pre-ottomano, di quello ottomano e di quello degli anni del regime comunista, tutti insieme costituiscono elementi e riflessioni importanti sul presente e sul futuro del nostro centro storico.

 

La riscoperta del centro storico di Gjirokastra da parte degli architetti italiani alla fine degli anni '90

Con l'apertura dell'Albania alla fine degli anni novanta a Gjirokastra cominciano ad arrivare non solo turisti stranieri, ai quali il regime comunista aveva limitato le possibilità di visita alla città di pietra e che la conoscevano soltanto dai libri di Ismail Kadare pubblicati all'estero, ma anche a studiosi ed architetti.
I complessi abitativi, conosciuti come "case-torre", rappresentavano una vera attrazione soprattutto per gli elementi architettonici e costruttivi.
In questo periodo cresce anche l'interesse degli specialisti e degli architetti italiani per il centro storico di Gjirokastra.
Una data importante per la riscoperta del centro storico è il 1999 anno in cui viene firmato l'accordo di gemellaggio tra Gjirokastra e il Comune di Grottammare, questo accordo ha rappresentato una svolta nei rapporti internazionali aprendo la strada a numerosi progetti di cooperazione: la realizzazione della Cartografia digitale del territorio di Gjirokastra, l'apertura dell' Ufficio del Piano preso il Comune di Gjirokastra e la realizzazione del Piano di Recupero del centro storico (2006).
Queste iniziative di cooperazione decentrata hanno consentito una collaborazione con la Regione Marche, il Comune di Grottammare, la Provincia di Ascoli Piceno.
"… Sono sicuro che l'Adriatico può diventare un "mare europeo", sul quale possono navigare i progetti per lo sviluppo economico e sociale, basati su forti partnenariati territoriali, i quali danno il senso di partecipare ad una sola comunità impegnata nella costruzione di un sistema stabile; sistema nel quale tutte le opportunità di sviluppo vengono valutate." scriveva tempo fa il Presidente della Regione Marche Gian Maria Spacca.
Questa cooperazione con la Regione Marche, la Provincia di Ascoli Piceno ed il Comune di Grottammare, è diventato un processo irreversibile e così un anno fa un altro progetto di cooperazione (che è poi quello che stiamo illustrando in questa pubblicazione) ha coinvolto il Comune di Gjirokastra e il Comune di Grottammare.
Siamo certi che questi momenti di cooperazione continueranno anche nel futuro, perchè Gjirokastra si trova al centro di un processo molto delicato, quello del recupero e del riuso del centro storico in funzione dello sviluppo economico e turistico.
Questa città che sempre nella storia ha operato come centro di scambio di esperienze con l'altra sponda dell'Adriatico, adesso ha trovato degli amici sinceri, e stretti legami con professionisti e ricercatori italiani che durante gli ultimi anni hanno impiantato degli "alberi" con profonde radici che trovano linfa vitale nella collaborazione e nell'amicizia tra i nostri popoli.

Teodor BILUSHI - Raimond KOLA

 

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