studio torresi - Adrianopoli, teatro romano
studio torresi - progetto
studio torresi - Grottammare alto
studio torresi - recupero ex ospedale Grottammare
studio torresi - Gjirokastra, castello

Lingua

Segui studio torresi

Feed Linked In Twitter YouTube

Houzz

Curriculum Vitae

bandiera ita Bandiera en

News ed eventi

 

Gjirokastra, "Città Museo", oltre all'importanza dei suoi edifici storici, rappresenta un vero e proprio catalogo degli stili architettonici nel quale i vari periodi storici hanno lasciato le loro impronte.
In questo scritto cercherò di esaminare l'impronta molto decisa lasciata sulla città storica dal periodo socialista.
Trattando di questo lungo ed importante periodo per la storia dell'Albania e di Gjirokastra in particolare, tenterò di evitare quanto più possibile di tenermi lontano dal soggettivismo ideologico.
Se il nuovo Stato Albanese fu costituito nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale, le sue politiche sociali e di sviluppo, cominciarono ad eplicitarsi soltanto negli anni '50.
Sotto la guida e l'ispirazioni dei comunisti, che volevano costruire un nuovo sistema, un nuovo modello di vita, a Gjirokastra come in tutta l'Albania inizia l'espansione di un moto distruttivo che aveva come suo obiettivo tutto ciò che veniva considerato come simbolo del vecchio regime. Allo stesso tempo cominciavano a definirsi i nuovi indirizzi dell'architettura comunista.
Questa fase rappresenta un duro colpo per il centro storico di Gjirokastra.
Nell'anno 1951 viene costruito l'edificio del Cinema sul luogo dove un tempo sorgeva l'elegante edificio della Prefettura (foto 02, 02a, 02b).
Nel nuovo edificio è evidente l'influenza dall' architettura russa.
Così, anno dopo anno, con il pretesto della mancanza di spazi per le nuove istituzioni del regime, nel centro storico di Gjirokastra vengono demoliti edifici importanti del passato per lasciare spazio a nuove costruzioni, tra queste: l'edificio del Consiglio Regionale (autore arch. S. Luarasi) (foto 03, 03a), l'attuale edificio delle Poste e Telecomunicazioni (autore arch. S. Luarasi), la Banca Nazionale (foto 04) (autore arch.Mico Pepa), la ex Cassa di Risparmio (autore arch.Agron Doraci), gli edifici di Hotel "Çajupi" e dell'ex. Comitato locale del Partito Comunista, oggi sede del Municipio (foto 05, 06, 06a) (autore arch. S. Luarasi), l'ex. Edificio della Clinica Stomatologica – quartiere Hazmurat (autore arch. A. Doraci), il vecchio edificio della Posta nella zona del Bazar (autore arch. V.Cico).
In tutti questi edifici, che ora dominano il centro storico e che l'hanno trasformano in maniera radicale, si può notare chiaramente l'ispirazione ideologica secondo le fasi di sviluppo delle politiche nazionali.
Il "Palazzo dei Pionieri" (foto 07) e la scuola "Çajupi" possono essere catalogate come vere e proprie copie dell'architettura sovietica; mentre nel caso del "grande muro cinese" (foto 08, 08a), costruito per aumentare gli spazi della Piazza "Çerçiz Topulli" l'ideologia era l'elemento dominante.
Quanto è stato demolito in questo periodo è ormai irrimediabilmente perduto per la memoria storica della kategoricittà di Gjirokastra.
Ci possiamo considerare soddisfatti per il fatto che, se anche le facciate del centro storico sono state trasformate in molte parti, il suo sistema urbanistico e le relazioni del Castello con gli elementi di riferimento di questo sistema, cioè; il Vecchio Bazar, il Bazar nuovo, le Sette Fontane e la Moschea (foto 09, 09a, 09b), sono rimasti intatti.
Questa fase di trasformazione del centro storico, a quanto pare ha rappresentato un importante elemento di riflessione e, con il passare del tempo, ha risvegliato nella coscienza dei progettisti il senso della conservazione dei valori architettonici della città.
I tentativi dell'architetto Luarasi di inserire nelle nuove costruzioni, archi, portici ed altri elementi in pietra, non sono stati sufficienti per richiamare la memoria storica del passato.
Nel 1961 il governo Albanese, dichiara Gjirokastra "Città Museo".
Un decennio più tardi viene approvato anche il Regolamento per la conservazione della città museo.
A questo punto lo scontro tra interessi contrapposti si è manifestato apertamente; da un lato c'erano i costruttori e gli architetti interessati costruire nuovi edifici e trasformare tutto ciò che era vecchio, dall'altro lato i restauratori e gli storici, un gruppo che si rafforzava di giorno in giorno, che ha preparato non solo la base legale, ma anche la coscienza dei cittadini sulla necessità non più rinviabile della conservazione della città museo.
Il più importante di questo è il Prof. Gani Strazimiri, al quale viene attribuito il merito della nomina di Gjirokastra "Città museo", la preparazione del regolamento e delle politiche di restauro e conservazione dei valori ereditati dalla città.
Il secondo è lo specialista Emin Riza, il conoscitore, lo studioso e l'autore principale degli interventi di restauro nella città di Gjirokastra.
Il terzo è Iliaz Babameto, il primo Direttore della Direzione dei Monumenti (l'Atelier) di Gjirokastra, una guida perfetta ai valori della città in tutti i campi.
Va citata senz'altro anche la signora Eli Buka, ingegnere restauratrice autrice di molti interventi eseguiti in città.
A costoro ed al loro lavoro viene attribuito il merito dell'introduzione di circa 60 monumenti nella prima categoria, e la restauro di 42 di essi anno dopo anno.
Per i monumenti della prima categoria, l'intervento ammesso era la conservazione totale dei valori storici, mentre per i monumenti della seconda categoria era consentita oltre alla conservazione dei valori architettonici anche interventi interni finalizzati ad una migliore vivibilità.
Nelle zone della città museo in cui erano in vigore le norme del regolamento per la conservazione, operavano:

  • la Sezione dell'Istituto dei Monumenti, per il restauro dei monumenti di prima categoria,
  • l'Impresa Comunale per il restauro degli edifici di seconda categoria,
  • l'Azienda Statale di Edilizia responsabile per la costruzione degli edifici amministrativi più importanti.

L'errore più grave, in questi anni di restauri e di nuove costruzioni e importanti, è stata la mancanza di un coordinamento scientifico per la conservazione, la gestione e lo sviluppo del centro storico.
Così mentre prof. Riza e i suoi colleghi stavano restaurando gli edifici di Zekate, Skendulate e Toro, esempi validi ancora oggi per la qualità delle opere eseguite, l'Azienda Statale di Edilizia costruiva la "Casa per l'Accoglienza delle Autorità del Regime" (foto 10, 10a) (arch. M. Pepa), l'Odeon (arch. S. Bakllama), la scuola media "Urani Rumbo", l'edificio del nuovo Cinema (arch. A. Doraci), il "Palazzo degli Ufficiali" (foto 11, 11a) (arch. E. Dobi), distruggendo parti importanti dei complessi architettonici preesistenti.
La caduta del comunismo, purtroppo non ha avuto effetti positivi sulla città di Gjirokastra (foto 12, 12a, 12b, 12c), e nel suo centro storico.
Il mancato rispetto delle leggi e la latitanza delle istituzioni, ha lasciato mano libera a tutti quelli che avevano il profitto come unico obiettivo, intensificando l'opera di distruzione dei monumenti storici.
Il rilievo e lo studio del centro storico realizzati grazie alla collaborazione con la Regione Marche, la Provincia di Ascoli Piceno e il Comune di Grottammare negli ultimi anni, hanno avuto il pregio non solo di aver messo in evidenza la situazione di degrado, ma anche per il tentativo di porre un freno alle costruzioni abusive che creano gravi danni ai valori architettonici.
Il lavoro fin qui svolto, e che si conclude con lo studio del Rischio Sismico presentato in questo volume, ha avuto il grande pregio di porre all'attenzione della società albanese la necessità di tutelare e valorizzare l'unicità della città-museo di Gjirokastra riconosciuta anche dall'UNESCO che l'ha inserita tra le "Città Patrimonio dell'Umanità".

Vladimir Qirjaqi 

 

studio torresi

Via A. Murri 35 - 63900 Fermo, Italy
Tel.: +39 0734622950 - Fax: +390734 623948
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
P.Iva 01592570442

partners

Powered by JoomlaGadgets

 
 
 
 

Joomla Templates by Joomla51.com