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La ricerca che ne è derivata rappresenta un primo passo, non certo conclusivo, per arrivare alla presa di coscienza del rischio sismico in un ambito particolare della città caratterizzato dalla presenza di numerosi edifici antichi.

La scheda speditiva

Si è deciso in via prioritaria di operare in maniera tale da consentire uno screening veloce del Rischio Sismico nei Centri Storici, a costi relativamente bassi, garantendone la ripetitività in altre realtà simili.
Tale processo ha il suo punto di forza nella definizione, condivisa tra tutti i gruppi di ricerca, di una scheda di veloce compilazione e nella sua messa a punto continua, anche nella successiva fase di sperimentazione allargata prevista in un'area significativa che comprende 24 comuni della Provincia di Ascoli Piceno.
Si è puntato in particolare a raccogliere in poco tempo una grande quantità di dati da parte di personale poco esperto e formato in tempi brevi e ad una elaborazione dei dati soggetta il meno possibile a fattori di interpretazione soggettivi, rinviando tale fase ad un livello successivo che si potrà ottenere attraverso l'elaborazione pesata dei valori raccolti.
Si è deciso inoltre di limitare l'indagine all'esterno degli edifici, evitando quindi l'accesso all'interno degli stessi, sempre difficile e non sempre possibile soprattutto in caso di immobili disabitati o in stato elevato di degrado.
L'impossibilità di accesso a tutti gli edifici, realisticamente ipotizzabile nel caso di Centri Storici, rischierebbe di rendere i dati raccolti non omogenei e pertanto ad elevato rischio di errore.
La mancanza dei dati relativi agli orizzontamenti crea oggettivamente problemi interpretativi per quanto concerne la Vulnerabilità degli edifici e soprattutto la confrontabilità con i dati della scheda GNDT da noi utilizzata come base per la costruzione della Scheda di Rilievo speditiva.
Si è comunque ritenuta tale metodologia più corretta nel rispetto dei fini che il programma di ricerca si era posto, quali la ripetibilità dell'analisi e la rapidità nella raccolta dei dati.
Tale sistema appare ideale per consentire un'analisi ad ampio raggio, in grado di fornire indicazioni utili alla riduzione del rischio sismico, partendo da elementi tali che, su vasta scala, presentino una percentuale di errore minima.
Occorre comunque dire che a titolo sperimentale propedeutico alla seconda fase per le analisi relative alla pericolosità e alla vulnerabilità, si sono svolti approfondimenti e verifiche sul campo, tali da consentire una più precisa taratura dei valori finali.
Si è infatti operato attraverso sondaggi effettuati con strumentazioni sofisticate per quanto riguarda la pericolosità del sito, mentre per i valori legati alla vulnerabilità degli edifici si è proceduto ad un rilievo di maggior dettaglio su alcune tipologie ricorrenti al fine di verificare l'attendibilità della campagna di rilievo speditiva.
Il programma da noi elaborato attraverso l'utilizzo del gis, finalizzato alla restituzione dei dati sotto forma di tavole di analisi e di progetto su base cartografica, consente anch'esso in tempi brevissimi di individuare puntualmente nell'ambito dell'area presa in esame gli interventi che rivestono priorità rispetto agli altri, consentendo così di indirizzare su questi i finanziamenti e le politiche di incentivazione legate alla riduzione del rischio sismico.
È evidente l'importanza di individuare in maniera sufficientemente concreta le priorità che consentiranno in ultima analisi un diretto ritorno in termini di diminuzione reale del rischio per le popolazioni interessate, soprattutto in un momento come l'attuale caratterizzato dalla scarsa disponibilità di risorse.
I dati rilevati sono stati raccolti in forma disaggregata al massimo, partendo dal singolo edificio così come rilevato in prima istanza dalla cartografia, ma poi verificato ed eventualmente modificato sul campo nel corso della compilazione della scheda.
L'ipotesi iniziale prevedeva di collegare l'edificio, attraverso il numero civico, ai dati anagrafici a disposizione del Comune e, ove possibile, ai dati di censimento rilevati dall'ISTATISTATISTAT.
Tale ipotesi si è rivelata impossibile nel caso di Gjirokastra in quanto non ancora disponibili i dati del Censimento e a causa dell'assoluta mancanza di una numerazione civica per gli edifici, nel caso di Grottammare invece tale operazione è stata resa impossibile dai tempi troppo ridotti per completare il lavoro.
La possibilità di mantenere l'unità di base comune a tutti i livelli di analisi, dalla speditiva alle successive a maggior grado di approfondimento, garantisce la “tracciabilità” del processo conoscitivo, la reversibilità dello stesso e l'integrazione con nuovi elementi di valutazione, in contemporanea con il progredire delle ricerche e delle conoscenze.
Un'operazione del genere garantisce inoltre che il lavoro possa essere implementato in qualsiasi momento in rapporto alle disponibilità economiche degli Enti Pubblici e degli istituti di ricerca, la stessa flessibilità del GIS è in perfetta sintonia con quanto sopra espresso e l'elaborazione di matrici sempre più complesse non pone problemi al sistema che riesce comunque ad elaborarle, portando a sintesi elementi ad elevato grado di complessità.
La centralità del GIS, considerato come strumento e non come fine ultimo del lavoro, rappresenta l'altra grande novità della nostra ricerca.
Era questa una sfida che presentava all'inizio molte incognite e non garantiva la qualità del risultato, soprattutto in virtù del fatto che una parte dei gruppi di ricerca si è orientata sull'elaborazione di sistemi di interrelazione molto complessi gestiti con semplici fogli elettronici che, pur garantendo una semplicità d'uso anche a personale non formato direttamente sui sistemi geografici, presenta in ultima analisi criticità tali da non garantire il controllo del processo in ogni sua fase, soprattutto in termini di tracciabilità del sistema adottato e dei risultati ottenuti.
La contemporanea mancanza di una visualizzazione cartografica diretta rappresenta l'altro limite di questi sistemi che comportano tempi molto lunghi di elaborazione e un notevole impegno nella loro restituzione in forma immediatamente comprensibile da parte dei principali referenti, costituiti spesso da persone con formazione lontana dalle competenze necessarie a percepire appieno la complessità del problema.

Gli elementi che consentono la definizione del rischio

Gli elementi che consentono di valutare il rischio sismico in un centro storico sono in sostanza quelli normalmente utilizzati anche nelle aree di nuovo insediamento, integrati però con un la Rilevanza dei caratteri storico-archietttonici che nella parte antica della città assumono una importanza particolare soprattutto in caso di manufatti che ne hanno segnato la storia antica e recente.
Abbiamo iniziato dalla valutazione della pericolosità del sito su cui sorge l'antico incasato di Gjirokastra.
L'idea iniziale era quella di giungere ad una vera e propria microzonazione sismica sulla scorta della grande esperienza accumulata dalla Regione Marche in questo settore nella fase post-terremoto del 1997.
Tale ipotesi si è però rilevata irrealizzabile in ragione delle scarse risorse economiche a disposizione.
Si è quindi optato per una serie di analisi in sito che si avvicinassero il più possibile a quelle necessarie per la microzonazione e che consentissero al contempo di raccogliere dati sulla litologia e sulla risposta sismica del terreno.
Tali dati interfacciati con gli elementi morfologici, anch'essi acquisiti attraverso il GIS, sono stati rielaborati dal gruppo dei ricercatori.
L'elaborazione di interrelazioni tra i dati raccolti ci hanno consentito di trasferire la pericolosità sismica del sito sul singolo edificio definendone per ciascuno il livello di rischio.
Per la vulnerabilità degli edifici si è proceduto attraverso la definizione di matrici che consentissero di definire in maniera speditiva il livello di sensibilità dell'edificio, per poi passare attraverso un rilievo completo (quindi anche interno) di alcune tipologie ricorrenti ad una taratura più precisa delle matrici di partenza.
Tale operazione è stata possibile attraverso la realizzazione di una scheda di livello superiore che rappresenta l'elemento di raccordo con una fase successiva di rilievo molto più dettagliata ed eseguita da personale esperto.
La fase di sperimentazione portata avanti con in nostro progetto ha inoltre dimostrato come tale operazione, normalmente molto costosa, può essere limitata alle sole tipologie ricorrenti e consentire un livello di approfondimento ulteriore a costi limitati, nella filosofia posta alla base del Progetto TRANSISMIC.
Per quanto concerne gli altri elementi che concorrono alla valutazione del livello di rischio il Coordinamento tecnico-scientifico ha provveduto alla definizione in via sperimentale dei seguenti processi di analisi:

Esposizione della popolazione al rischio sismico

L'esposizione della popolazione al rischio rappresenta in forma grafica quanta parte della popolazione risente di eventuali danni legati al sisma.
Anche in questo caso si è operato attraverso la massima disaggregazione possibile dei dati, mantenendoli sempre legati al singolo edificio al fine di consentire di correlare tale elemento di valutazione con gli altri presi in esame e arrivare ad una sintesi finale.

Elementi per la definizione dell'esposizione al rischio

S = Superficie (dedotta dalla cartografia)
H = Altezza edifici (dedotti dalla scheda di rilievo – numero piani fuori terra moltiplicato per altezza media di piano definita in ml.3,00)
D = Destinazione d'uso prevalente (dedotta dalla scheda di rilievo)
V = Volume stimato
NA = Capacità insediativa stimata (Numero Abitanti)

Criteri per l'attribuzione dei valori di esposizione al rischio

Definizione del volume dell'edificio: V = S x H
Destinazione d'uso dell'edificio:
si è presa in esame la destinazione d'uso dell'edificio assegnando un rapporto mc./ab. per le destinazioni d'uso residenziale, commerciale, terziario di tipo privato, mentre gli edifici pubblici sono stati catalogati come Edifici Strategici assegnando loro la categoria di rischio massima in quanto edifici fondamentali per l'organizzazione dell'emergenza.

Individuazione capacità insediativa stimata

Nel caso di Grottammare si è associato il numero di abitanti residenti, dedotti dai dati anagrafici a disposizione del Comune, con il Numero Civico rilavato dalla scheda arrivando al numero reale residenti
Nel caso di Gjirokastra si è calcolato il numero di abitanti stimati assegnando ad ogni abitante un volume pari a 200 mc. in considerazione della bassa densità insediativa, degli spazi per servizi e depositi molto elevato nell'edilizia storica e degli altrettanto elevati spessori delle murature, utilizzando quindi la seguente formula: NA = V/200
Nel caso degli edifici a destinazione turistico-ricettiva tale valore è stato modificato associando il numero dei turisti potenzialmente presenti ad un volume pari a 100 mc., tale valore è stato tarato in rapporto al numero di camere rilevate e al volume dei singoli edifici, la formula risultante sarà pertanto: NA = V/100.

Criteri per l'individuazione dei livelli di esposizione al rischio

Per l'attribuzione del livello di esposizione al rischio nel caso di Gjirokastra si è operato attribuendo un livello crescente in funzione alla maggiore capacità insediativa stimata con il seguente sistema:

N° abitanti LIVELLO ESPOSIZIONE
 Da 0 a 2  Bassa
 2 a 5  Media
 5 a 15  Alta
 oltre 15  Molto alta

I risultati nel caso di Gjirokastra (che per numero di edifici presi in esame pari a 922 rappresenta un campione significativo) hanno evidenziato una percentuale di edifici pari al 34,92% ricadenti in livello di esposizione Alta e Molto Alta, mentre un terzo degli edifici (30,30%) ricadono in livello di esposizione Bassa.

Rilevanza dei caratteri storico-architettonici

La rilevanza dei caratteri storico-architettonici rappresenta l'elemento di continuità con il Piano di Recupero, da questo infatti sono state estrapolate le categorie di intervento utilizzandole come base per l'attribuzione dei valori ad ogni singolo edificio.
La rilevanza associata al valore storico-architettonico dell'edificio consente di valutare in maniera dettagliata l'importanza dell'edificio nel contesto storico, assegnando a questo un valore rispetto alla potenziale perdita dello stesso in rapporto alla memoria storica e al tessuto urbano così come si è configurato nel tempo.

Elementi per la definizione dell'esposizione al rischio

Si sono utilizzate in entrambi i Centri Storici analizzati le Categorie di Intervento definite nel Piano di Recupero:
nel caso di Gjirokastra
IP – Edifici di Interesse Pubblico
CO – Edifici in Contrasto
TM – Tessuto Minore
CU – Edifici di interesse Culturale
ST – Edifici di interesse Tipologico
TU– Edifici Tutelati

Criteri per l'attribuzione dei valori di esposizione al rischio
Si è tenuto conto della maggiore o minore importanza dell'edificio in rapporto a quanto definito nel Piano di Recupero i cui valori sono assunti in maniera acritica.
Nel caso di Gjirokastra si è integrata la tavola del Piano di Recupero con la ricerca effettuata dall'Ufficio di Piano per l'individuazione degli edifici del Razionalismo Italiano risalenti agli anni '30-'40 del Novecento.

Vulnerabilità delle infrastrutture viarie

Tale analisi ha portato ad esaminare la vulnerabilità delle infrastrutture viarie in quanto elemento fondamentale in caso di sisma per la fuga degli abitanti e per l'arrivo dei soccorsi.
La vulnerabilità è stata suddivisa in due ambiti, uno dei quali prende in esame la vulnerabilità della infrastruttura in base agli elementi componenti e definita come vulnerabilità diretta, l'altro che prende in esame gli elementi che con la viabilità hanno relazioni dirette in quanto posti nelle immediate vicinanze (e che quindi con la loro compromissione possono aggravarne le condizioni di utilizzo in caso di sisma) è stato definito vulne-rabilità indotta.

Vulnerabilità diretta

La vulnerabilità diretta ha preso in esame gli elementi componenti della viabilità quali ad esempio le dimensioni (larghezza), la pendenza, la presenza di scalinate, il fondo stradale, ecc.
Gran parte di questi elementi sono stati rilevati dalla cartografia aerofotogrammetrica e dalle analisi dedotte in maniera acritica dal Piano di Recupero per quanto riguarda il fondo stradale.
Sono stati poi messi in relazione tra loro definendo delle classi di vulnerabilità in funzione al numero dei parametri che interessano un determinato tratto di strada.
Anche in questo caso la valutazione è stata di tipo speditiva e a ciascuno degli elementi è stato dato uguale peso, al fine di evitare come per il resto del rilievo l'intervento di personale esperto.

Vulnerabilità indotta

La vulnerabilità indotta ha preso in esame quegli elementi che interagiscono con la viabilità e che nella normalità ne rappresentano a volte sussidi importanti, ma che in caso di sisma possono diventarne l'anello debole e impedire l'accesso a zone importanti della città storica.
Anche in questo caso trattandosi di analisi speditive si sono utilizzate le informazioni rilevabili dalla normale cartografia aerotogrammetrica che hanno consentito di individuare i muri contro terra ai lati delle strade, quelli di sostegno alla viabilità stessa, i ponti per l'attraversamento di torrenti o fossi, i sottopassi. Non è stato preso in esame lo stato di manutenzione o di corretto dimensionamento di tali elementi onde evitare analisi statiche di livello sicuramente complesso.
Abbiamo deciso di aggiungere come ulteriore elemento di rischio la presenza di edifici a vulnerabilità molto alta (dedotti dall'analisi sulla vulnerabilità) presenti ai lati della strada presa in esame, in quanto senza interventi preventivi possono essere considerati come manufatti ad alto rischio che possono interferire negativamente con l'utilizzo dell'infrastruttura viaria in caso di sisma.
Come ulteriore fattore di rischio è stato preso in esame il ribaltamento delle facciate costituenti il fronte stradale, assegnando a queste un ipotetico fronte di ostruzione della larghezza pari ad un terzo dell'altezza dell'intera facciata.

Le tavole di analisi e riduzione del rischio sismico

Dai parametri sopra indicati nasce la tavola di analisi del Rischio, definita sia per gli edifici che per le infrastrutture viarie.
Tale tavola mette in evidenza immediatamente, anche all'occhio meno esperto, i punti di maggior debolezza del sistema centro storico, quelli cioè dove si concentrano le maggiori criticità e per questi consente di cominciare, già in fase di analisi, una prima definizione degli elementi necessari alla riduzione del rischio.
Percorrendo a ritroso il percorso fatto in precedenza appare infatti molto semplice l'individuazione degli interventi in grado di migliorare sensibilmente la situazione con azioni mirate e calibrate sul budget disponibile.
Si potrebbero infatti facilmente ipotizzare gli investimenti necessari a raggiungere un livello accettabile di sicurezza ed eventualmente graduare gli interventi in base ai finanziamenti disponibili.
La tavola finale sulla Riduzione del Rischio diventa il vero elemento di novità che può essere utilizzato a supporto della pianificazione sostenibile dei Centri Storici.
Integrando infatti le analisi del rischio al Piano di Recupero tradizionale si riesce a valutare questa importante parte della città da un punto di vista differente tale da consentire scelte ponderate in funzione oltre che dello stato di degrado degli edifici anche delle persone che nel centro storico abitano o vogliono abitare, le quali debbono essere coscienti del livello di rischio che si trovano ad affrontare oltre al fatto che ogni intervento edilizio eseguito in questa delicata parte della città influisce sull'intero sistema.
Siamo ovviamente coscienti che un semplice studio sperimentale non potrà da subito cambiare un modo di operare che dura ormai da decenni, comunque siamo altrettanto convinti che questo nostro contributo può rappresentare un piccolo passo verso una presa di coscienza collettiva del problema; soprattutto se avrà successo la fase sperimentale avviata in ambito locale dall'Amm.ne Provinciale di Ascoli Piceno su un campione molto rappresentativo dei Comuni che la costituiscono.

Fabrizio Torresi

 

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