studio torresi - Adrianopoli, teatro romano
studio torresi - progetto
studio torresi - Grottammare alto
studio torresi - recupero ex ospedale Grottammare
studio torresi - Gjirokastra, castello

Lingua

Segui studio torresi

Feed Linked In Twitter YouTube

Houzz

Curriculum Vitae

bandiera ita Bandiera en

News ed eventi

 

Premessa
L'evoluzione urbanistica di un territorio è funzionalmente correlata con il locale assetto geologico, geomorfologico, idrogeologico e sismico; tali fattori hanno influenzato, e tuttora condizionano significativamente, l'insediamento antropico nel contesto territoriale.
Tali considerazioni generali risultano ancor più valide ed attinenti in un contesto, quale quello della città di Gjirokastra, in cui sono evidenti dinamiche morfo - evolutive accentuate.
Il metodo di indagine ha portato ad approfondire in sede locale, con rilievi geologico-strutturali di dettaglio, le propedeutiche indicazioni bibliografiche riguardo la generale evoluzione geologico - strutturale del dominio Albanese.
Al fine di preservare i caratteri culturali ed architettonici nonché di salvaguardare la popolazione residente del centro storico è stato inoltre necessario approfondire gli studi relativamente alla pericolosità sismica.
I risultati dell'accurata caratterizzazione geotecnica-sismica, svolta per mezzo di prove in sito ed indagini geofisiche con metodi non invasivi, correlati con le locali caratteristiche morfo-litostratigrafiche hanno permesso di definire i livelli di pericolosità sismica del centro storico di Gjirokastra.

Inquadramento geologico regionale

Il territorio della Regione di Gjirokastra è localizzato a sud della faglia trasversale di Shkoda-Peja (Scutari-Pec) che divide i Monti Dinaridi s.s. dai Monti Hellenidi; la regione si colloca pertanto all'interno dei M. Hellenidi ovvero, secondo gli Autori Albanesi, dei Monti Albanidi (Figg. 1, 2 e 3).
I Monti Albanidi fanno parte del thrust belt Dinarico-Albanese – Ellenico, che si è formato durante l'orogenesi Alpina (Fig. 2), e che deriva dall'evoluzione tettonico-sedimentaria della microplacca Adriatica che si sviluppa dal Triassico ad oggi.
La storia geodinamica dei Monti Albanidi è controllata dall'evoluzione della Paleotetide.
Secondo Sengor (2003), la Paleotetide si è aperta dopo l'Orogenesi Ercinica, ed in seguito subdotta verso sud al di sotto del settore meridionale dell'ampia baia della Pangea dal Triassico medio al Giurassico inferiore.
La subduzione meridionale della crosta paleotetidea durante il Triassico è accompagnata dall'apertura dell'Oceano Neotetideo; inizia così nel Triassico una fase di rifting.
In questa fase si depositano argille, evaporiti e dolomie con intercalazioni ricche di sedimento organico.
Durante il Giurassico inferiore (Lias) la fase estensiva è proseguita con una sedimentazione pelagica nel Bacino Ionico centrale (deposizione di black-shale a Posidonia) e la sedimentazione di piattaforma (dolomiti) nei Bacini di Sazan e Kruja.
Questa fase di rifting raggiunge il suo massimo durante il Giurassico medio con la formazione delle ofioliti nell'Oceano Mirdita.
Durante il Giurassico medio-superiore, la Placca Adriatica si separa dalla piattaforma Europea orientale (formazione dell'Oceano Mirdita) e la sedimentazione pelagica si instaura nei tre domini del Bacino Ionico (Çika, Kurveleshi e Berati).
Si depositano così due intervalli a sedimentazione silicea con argille ricche di materia organica.
Nelle aree adiacenti (Kruja e Sazan) prosegue la sedimentazione di piattaforma carbonatica.
La prima fase compressiva che coinvolge il margine orientale della Placca Adriatica inizia durante il Giurassico superiore e continua fino al cretacico inferiore realizzando la subduzione delle ofioliti di Mirdita e la deposizione delle cosiddetto “old flysh” nell'adiacente Bacino di Krasta-Cukali.
Il fronte delle falde avanza nel tempo e nello spazio verso ovest.
Nei Bacini di Kruja e Ionico il flysch è più giovane ed è databile all'Oligocene.
Durante il Cretacico inferiore la sedimentazione pelagica continua nel Bacino Ionico.
Si depositano calcari argillosi e selci che passano verso l'alto ad argille diatomitiche ricche in materia organica.
Dalla fine dell'Eocene la Placca Africana cambia il senso del movimento: da una cinematica verso nord-est ad una verso nord, creando una serie di strutture associate di tipo strike-slip orientate in generale NNW-SSE; questo momento coincide con la chiusura dell'Oceano Mirdita e la collisione di Adria ed Europa.
Nel Bacino di Krasta-Cukali si depone il flysch con facies sinorogenica mentre nei domini di Kruja e Sazani si instaura una piattaforma carbonatica con rudiste e il Bacino Ionico si riempie di calcareniti (mudstone-packstone-grainstone) e lenti di selce.
Questi calcari detritici fratturati costituiscono il reservoir dei campi petroliferi carbonatici esistenti in Albania.
Il Mesozoico, in generale, è dominato da una sedimentazione carbonatica nei margini continentali di piattaforma (Apulia e Kruja) e di bacino (Ionico e Krasta-Cukali).
L'Oligocene segna la fine della sedimentazione carbonatica in tutti gli Albanidi.
Il sollevamento del dominio Krasta-Cukali verso est, come risultato della compressione, porta alla deposizione del flysch oligocenico nei Bacini di Kruja e Ionico.
Una sequenza spessa di facies clastiche si deposita a nord dell'allineamento Valona–Elbasan come risultato dell'alta subsidenza che caratterizza il bacino di Durazzo (foreland).
Durante il Miocene, le molasse (deltizie verso est e torbiditiche verso ovest) si depositano nelle zone più esterne; la prima fase compressiva che interessa le aree ionica e di Kruja è datata nel Miocene medio e porta alla strutturazione di tali zone.
Il primo impulso della migrazione di olio è messo in relazione a questa fase.
Durante il Pliocene, la sedimentazione clastica continua nel bacino di foreland.
Alla fine del Pliocene una trasgressione (causata dal movimento della Placca Adriatica verso NNW) interessa l'intera area e strutture trascorrenti si formano nel Bacino di Durazzo.
La fase post-pliocenica caratterizza le principali strutture a fiore del Bacino di Durazzo.
In sintesi, nel Dominio Ionico la differenziazione di facies inizia durante il Giurassico inferiore.
La facies Delvina (dolomiti intercalate con argille bituminose e rare selci) si deposita nella parte centrale e viene poi ricoperta da argilliti bituminose a Posidonia del Toarciano, mentre nei margini, dolomiti massive e calcari algali prevalgono, seguiti verso l'alto dai calcari del Rosso Ammonitico del Toarciano.
Dal Giurassico medio e oltre, le condizioni di sedimentazione di bacino dominano nell'intero Dominio Ionico con la deposizione di mudstone e selci.
Nei Bacini di Kruja e Sazani la sedimentazione di piattaforma rimane stabile dal Triassico superiore all'Eocene.
Il Bacino di Durazzo si sviluppa dall'Oligocene ad oggi; esso si caratterizza come un bacino di foreland ubicato al fronte del thrust-belt in avanzamento. Il suo depocentro è ubicato lungo l'allineamento Ardenicë-Divjakë.
I dati mostrano una generale geometria di riempimento del bacino con facies progradanti da est verso ovest.

Evoluzione tettonica

I monti Albanidi costituiscono la parte centrale dell'arco Ellenico-Dinarico della catena Alpina; sulla base dell'evoluzione tettonica e stratigrafica essi sono suddivisi in albanidi interni ed esterni. (Prenjasi E.,1995).
Gli Albanidi settentrionali e meridionali sono delimitati dalla faglia trasforme Scutari-Pec, mentre gli Albanidi interni sono costituiti dalle zone di Mirdita e Korabi a sud e di Gashi a nord (Fig. 4).
Gli Albanidi esterni includono i seguenti domini tettonico-sedimentari: Krasta-Cukali, Kruja, Ionian, Sazani, Durrës (Fig. 4).
La regione di Gjirokastra ricade nella zona ionica (Ionian).
Tale zona comprende alcuni settori caratterizzati da sinclinali ed anticlinali che da est verso ovest sono: la sinclinale di Përmeti, l'anticlinale di Berati, la sinclinale di Memaliaj, l'anticlinale di Kurveleshi, la sinclinale di Shushica e l'anticlinale di Çika (Fig. 5); il loro trend in generale è NW-SE.
Queste strutture presentano una asimmetria verso ovest e sono complicate da sovrascorrimenti nei fianchi occidentali (Fig. 5).
L'entità di trasporto tettonico verso ovest dei sovrascorrimenti sia della zona di Kruja che della zona Ionica è stimato tra i 15 ed i 50 km. (Xhufi & Canaj, 1999).
Sono presenti anche faglie trasversali al sistema principale.
Le faglie di tipo back-thrust sono segnalate nei fianchi orientali delle singole strutture anticlinaliche, mentre nei fianchi occidentali talora le strutture sono erose fino ai depositi Triassico-Giurassici.

Assetto litologico locale

La metodologia di rilevamento è consistita nell'eseguire il maggior numero possibile di distinzioni geolitologiche sui sedimenti marini costituenti il substrato (terreni primari), ricostruendone anche l' assetto strutturale locale, e cartografare in dettaglio le coltri di ricoprimento, distinguendone la composizione litologica prevalente.
I sedimenti marini torbiditici (terreni primari) sono stati cartografati in associazioni adottando il metodo deposizionale relativo alle torbiditi di Mutti e Ricci Lucchi (Sedimentologia - parte III - , F. Ricci Lucchi, 1980) al fine di distinguere le varie unità litostratigrafiche; in particolare si è tenuto in considerazione il rapporto arenaria/pelite e lo spessore degli strati.
Il rilevamento diretto delle unità marine ed il riconoscimento di elementi strutturali (faglie, joints, etc..) è stato significativamente impedito dall'urbanizzazione e dalle attività antropiche in generale; pertanto, specie nelle aree più a sud, l'individuazione delle unità litostratigrafiche e degli elementi tettonici è stata dedotta da elementi morfologici.
Le osservazioni geomorfologiche hanno pertanto coadiuvato il rilevamento geologico, in particolare modo nell'individuazione di forme derivate dall'influenza e/o controllo della litologia sulla geomorfologia.
Il centro storico del Comune di Gjirokastra è ubicato, dal punto di vista geologico, lungo il fianco orientale dell'anticlinale di Mali i Gere che si raccorda con il fianco occidentale della sinclinale del Drino.
I depositi individuati (sia quelli Cretacico - Paleocenici che Eocenici - Oligocenici) costituiscono una monoclinale con andamento generale NNW-SSE, immergente ad E-NE (raramente verso SE) con blanda inclinazione (~20°): la porzione terrigena del substrato è in contatto discordante con i sottostanti depositi carbonatici.
Nel corso dei rilievi, nei pressi del ponte stradale sul Fosso Merajve e lungo la strada tra i quartieri di Palorto e Granice, sono stati rilevati dei piani di taglio coniugati, a basso angolo di inclinazione, che sono molto probabilmente in relazione a fasi tettoniche compressive pre-thrusting con andamento circa NW-SE; l'originaria inclinazione delle strutture è stata modificata in seguito al sollevamento dell'anticlinale di Mali i Gere.
Si rilevano inoltre ulteriori discontinuità di origine tettonica del tipo piani di taglio ad alto angolo di inclinazione, e talora sub verticali, con andamento variabile NE-SW, E-W e N-S.
Tali discontinuità, che indicano un movimento relativo di tipo trascorrente e talora di tipo estensivo, determinano comunque un limitato rigetto ed hanno una spaziatura all'incirca decimetrica.
Sono inoltre presenti strutture di dissoluzione per pressione con spaziatura all'incirca metrica.
Sulla base sia del rilievo morfologico svolto nonché dall'esame aereofotogrammetrico, si ritiene possibile ipotizzare che tale discontinuità tettonica possa avere una continuità spaziale verso sud, come riportato nell'allegata Carta Geologica; infatti anche lungo il versante a sud del Castello, il rilievo geologico eseguito ha evidenziato in affioramento una zona tettonizzata.
Il quadro tettonico locale, delineato sulla base delle indagini di dettaglio eseguite, si rileva compatibile e congruente con l'evoluzione tettonica regionale delineata in precedenza.

Caratterizzazione geotecnica – sismica

La caratterizzazione geotecnica e sismica dei terreni costituisce un'attività di fondamentale importanza per la valutazione della risposta sismica locale (in particolare per l'individuazione e la stima degli effetti di sito), per la valutazione degli effetti indotti dallo scuotimento (ad es. il potenziale innesco di fenomeni di frane e di liquefazione) e per la valutazione della risposta sismica delle strutture (interazione terreno-struttura).
La caratterizzazione eseguita nel presente studio ha permesso in primo luogo la valutazione delle modificazioni dello scuotimento del suolo causate dal locale assetto geologico-strutturale; sono quindi state considerate le aree vicine all'area intensamente tettonizzata e fratturata rilevata in Loc. Palorto lungo il F. Merajve e gli effetti di sito dovuti all'amplificazione morfo-stratigrafica.
In secondo luogo sono stati valutati gli effetti di stabilità indotti dal sisma, legati alle locali condizioni geologiche-geomorfologiche e geotecniche, in particolare alla possibile apertura di fratture superficiali, di innesco di movimenti gravitativi lungo i pendii ed i versanti e di fenomeni di liquefazione dei suoli.
La caratterizzazione geologico-tecnica e sismica ha permesso di definire la morfologia superficiale (e nelle aree colluvio-alluvionali anche quella sepolta), la geometria dei contatti tra le formazioni, le principali proprietà fisiche ed i principali parametri di comportamento meccanico e sismico.
La valutazione e la puntuale interpretazione delle indagini eseguite ha così permesso di definire il modello geologico e geotecnico locale.
Nello specifico, la campagna di indagini geofisiche, che è stata estesa all'intorno significativo del centro storico del Comune di Gjirokastra, ha previsto l'esecuzione di n° 06 stese sismiche per una lunghezza totale di 750 ml., ha utilizzato la tecnica a rifrazione ed ha permesso sia la registrazione, delle onde P e delle onde S sia la riduzione dei rumori di fondo; nell'indagine sono stati ricavati i coefficienti Vs30 (velocità media di propagazione delle Onde di Taglio entro 30 metri di profondità) dei terreni.
I principali parametri geomeccanici dei terreni sono stati definiti con l'ausilio di prove geotecniche in sito specificamente eseguite; nel dettaglio sono state eseguite n° 7 prove penetrometriche dinamiche continue medie, utilizzando un penetrometro dinamico medio (classificazione ISSMISSMISSMISSMFE dei penetrometri dinamici, 1988) modello Pagani DPM30, n° 3 prove penetrometriche statiche, con penetrometro statico tipo Sunda da 10t e, relativamente agli affioramenti rocciosi, n°20 prove sclerometriche, eseguite utilizzando uno sclerometro da roccia Tipo L.

Livelli di pericolosità sismica

Il rilevamento geologico e la caratterizzazione geotecnica svolta hanno permesso l'accorpamento delle formazioni presenti nella carta geologica in unità litostratigrafiche omogenee sotto il profilo delle caratteristiche fisico-meccaniche (carta litotecnica); sono stati quindi evidenziati due principali gruppi di unità, l'uno relativo alle unità del substrato e l'altro relativo alle unità delle coperture, ciascuno dei quali ulteriormente suddiviso in relazione alle specifiche caratteristiche.
Successivamente, in funzione delle caratteristiche geofisiche e geotecniche dei terreni (Vs30 e parametri geomeccanici), sono state determinate le categorie di suolo di fondazione in conformità alla normativa italiana vigente.
Il rilevamento geologico-geomorfologico condotto, nel contempo, ha permesso di individuare gli elementi morfo-litostratigrafici che possono produrre amplificazione sismica; sono state evidenziate quindi aree di cresta rocciosa, crinali e cocuzzoli, aree di bordo e ciglio di scarpata, aree acclivi, aree di fondovalle, aree pedemontane con falde di detrito, aree intensamente fratturate, aree con presenza diffusa di cavità sotterranee.
Infine sono stati individuati quegli elementi litologici che possono indurre pericolosità sismica a causa di un terremoto come le aree caratterizzate da frane, da depositi superficiali con caratteristiche meccaniche particolarmente scadenti.
La carta di sintesi desumibile dalle informazioni di base prodotte da tutti i dati ottenuti è la carta delle pericolosità sismiche locali.
I livelli di pericolosità locale del centro storico di Gjirokastra, sono stati determinati mediante sommatoria dei punteggi attribuiti ai diversi fattori individuati nelle indagini (sia morfologiche che geotecnico-geofisiche) e ritenuti significativi ai fini del comportamento delle aree in condizioni sismiche.
Il punteggio ottenuto dalla somma dei parametri considerati è stato graduato al fine di suddividere la pericolosità locale in quattro livelli che, quindi, rappresentano, ad un primo approfondimento, l'entità della pericolosità sismica, in termini di amplificazione del segnale atteso, e pertanto della capacità di produrre danno.
La carta dei livelli di pericolosità realizzata rappresenta la zonizzazione delle aree che a parità di evento sismico, indipendentemente dalla sua magnitudo, manifestano maggiore o minore tendenza all'amplificazione degli effetti in superficie (in termini di accelerazione orizzontale) e di conseguenza sono caratterizzate da maggiore o minore pericolosità sismica.
Nella carta elaborata sono stati definiti quattro livelli di pericolosità sismica crescente; il massimo livello di pericolosità è stato individuato laddove si evidenziano i maggiori effetti indotti dall'assetto morfo - litostratigrafico e dall'assetto tettonico locale.
Tale scenario corrisponde in primo luogo alla zona del Castello.
Anche la zona del Pazar è caratterizzata dal massimo livello di pericolosità non solo per la localizzazione morfologica (sommità di un crinale) ma anche per la diffusa presenza nel sottosuolo di cavità e cunicoli di cui non è stato possibile rilevare la puntuale estensione e localizzazione; nello studio sono state inoltre acquisite informazioni in loco che hanno riferito di una diffusa presenza di grotte e cavità fino a far ipotizzare che l'attuale edificato sia intestato su di un livello topografico ed edificatorio diverso da quello originario.
Si precisa come l'estensione di tale area sia stata assunta sulla base di rilievi superficiali puntuali e considerazioni morfologiche nonchè delle testimonianze raccolte in loco; la puntuale estensione deve essere verificata in sede di indagine per il singolo edificio.
Il livello di pericolosità diminuisce in relazione al locale assetto morfo-litostratigrafico e tettonico; infatti il livello minimo si riscontra nelle aree con il substrato roccioso affiorante e in assenza di elementi amplificativi. (Fig. 6).

Bibliografia

Sengor A.M.C. (2003) - Tectonic evolution of the Tethysides. AAPG Bulletin. 87; 7, Pages 1254.

Si ringrazia per la collaborazione:
Prof. Agin Gucaj - Servizio geologico nazionale Tirana;
Dott Geol. Costantino Lucarelli – libero professionista;
Dott. Geol. Pietro Paolo Pierantoni - Ricercatore, Dip.Scienze della Terra - Università degli Studi di Camerino


Claudio Carducci

 

studio torresi

Via A. Murri 35 - 63900 Fermo, Italy
Tel.: +39 0734622950 - Fax: +390734 623948
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
P.Iva 01592570442

partners

Powered by JoomlaGadgets

 
 
 
 

Joomla Templates by Joomla51.com