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GjirokastraLa conoscenza dei materiali e la verifica della loro riuscita in funzione conservativa costituisce uno stadio irrinunciabile nella pianificazione di ogni progetto di recupero architettonico.
Con il presente contributo ci si propone di aprire un fronte di studio sui materiali d'uso negli edifici storici di Gjirokastra, con l'obiettivo di rintracciare i caratteri comuni alle diverse tipologie studiate per quanto concerne l'uso di tecniche costruttive consolidate e caratteristiche del luogo, evidenziando nel contempo le situazioni di degrado, utili a fornire indicazioni sullo stato delle strutture e sugli interventi conservativi più consoni da adottare.
Il lavoro fin qui svolto rappresenta tuttavia una fase preliminare di tale ricerca, in quanto in questa prima campagna le indagini sono state concentrate e approfondite solo su intonaci e murature di un paio di edifici storici; esse potranno comunque trovare uno sviluppo ulteriore nell'ambito dello stesso progetto, anche in funzione di una più precisa individuazione dei luoghi di provenienza dei materiali e della cronologia della loro messa in opera, integrando lo studio chimico - composizionale dei materiali con le caratteristiche mensiocronologiche delle murature e quelle stratigrafiche degli intonaci e soprattutto con le fonti d'archivio storiche rintracciabili.
Per effettuare uno studio sufficiente alla caratterizzazione di intonaci e murature di interesse storico è indispensabile poter conoscere e caratterizzare le seguenti parti in opera

  • i litotipi utilizzati e le lavorazioni impiegate per la preparazione del materiale da costruzione;
  • la realizzazione delle superfici faccia a vista, con i suoi caratteri mensiocronologici e le tecniche di finitura adottate;
  • i tipi di malta utilizzati nelle connessioni e nei rivestimenti, con particolare riferimento a leganti, aggregati e additivi.

La tecnica costruttiva degli edifici di Gjirokastra appare autonoma e indipendente dal reimpiego di strutture edilizie di età antica.
La stragrande maggioranza delle murature e dei manti di copertura di Gjirokastra è infatti costituita da materiale lapideo in pietra locale come si vede da esempi tipici mostrati nelle fig 1.1 e 1.2, per evidenti motivi di approvvigionamento, legati alle possibilità di sfruttamento delle cave circostanti l'area della città.Le malte di connessione e gli intonaci presentano caratteristiche distintive ricorrenti e peculiari, rinvenute sia negli edifici di prima categoria, in stato di buona conservazione come Zekate o in stato di abbandono come Babameto, o negli edifici visitati presso i quartieri di Palorto e Pllake.
In particolare è stata riscontrata una pratica molto estesa e generalizzata nell'uso di peli di animali di origine ovina e di fibre vegetali con funzione di armatura e di sostegno degli intonaci sia esterni che interni, come paglia e fibre di canapa; in alcuni casi si sono rilevati frammenti di mattoni nella realizzazione di malte a cocciopesto, indice di relativa modernità della muratura, come nei casi riscontrati nel quartiere di Pllake, ma anche all'esterno della casa museo di Zekate.
In questo studio tuttavia il maggior rilievo è stato dato alle analisi di pitture e decorazioni originali su intonaco e su legno della casa museo di Zekate e alle stratigrafie degli intonaci dell'edificio di Babameto, al fine di avere una idea delle tecniche realizzative di questi ultimi e delle tecniche pittoriche utilizzate nelle decorazioni parietali di edifici storici, sviluppando al contempo una conoscenza dei pigmenti utilizzati e monitorare la natura delle patine e delle incrostazioni presenti sulle superfici dipinte.
Purtroppo allo stato attuale non è ancora nota la data esatta di costruzione dei due edifici presi in considerazione, Zekate e Babameto, entrambi di epoca precedente al 1900, con due interventi di restauro documentati per il solo edificio di Zekate, risalenti rispettivamente al 1988 e al 2004.
Ma è possibile confidare in successive ricerche di archivio che possano permettere una collocazione temporale più precisa delle tecniche e dei materiali adottati.

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Pierluigi FERRACUTI - Francesca OSPITALI

 

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